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Il 7
luglio dello scorso anno, gli Atenei italiani hanno adottato formalmente, per
primi in Europa, la "Carta europea dei ricercatori" e il
"Codice di condotta per la loro assunzione", durante il convegno
organizzato dalla CRUI e dall'Università di Camerino su "La Carta
europea dei ricercatori: uno strumento e una sfida per la creazione dello
Spazio Europeo della Ricerca".
L'incontro ha voluto sottolineare concretamente l'impegno dell'intero sistema
universitario italiano per recepire e dare attuazione ai principi contenuti
nella Raccomandazione della C.E. 2005/251., che imposta le linee guida per
regolamentare, in una prospettiva europea, i rapporti fra i ricercatori ed i
loro “datori di lavoro”, pubblici e privati, accademici e no, in una
logica di responsabilità e trasparenza.
In un momento in cui l'idea europea sembrava vacillare, dal mondo
dell'Università e della Ricerca è giunto quindi un segnale forte, espresso
nella volontà di darsi un sistema di regole comuni per i ricercatori europei,
sottolineato dal chiaro messaggio inviato al mondo politico: l’ Europa della
ricerca non ha incertezze, vuole andare avanti. Con questo formale atto, l’Italia
è stato il primo Paese europeo ad adottare la Carta in ambito universitario.
A livello di Enti di Ricerca, la Carta è stata successivamente adottata nel
corso di una manifestazione pubblica a Roma in Campidoglio il 13 dicembre 2005
ed alla quale hanno aderito 60 Enti.
Per dare concretezza agli impegni assunti da parte degli Atenei e degli Enti
di Ricerca, si sta costituendo un forum interattivo di consultazione tra le
Istituzioni di ricerca nazionali, tramite un percorso congiunto di
progettazione e realizzazione di un Osservatorio nazionale per il monitoraggio
dell'applicazione della Carta e del Codice di condotta, coordinato da un
comitato di redazione composto da rappresentanti delle Università e degli
Enti di ricerca, operante in stretto coordinamento con il rappresentante
italiano nell’ambito dello Steering Group on Human Resources and Mobility,
in seno alla Direzione Generale Ricerca della Commissione europea, nonché con
il Dipartimento dell’Università e della Ricerca del MIUR. |