LA CARTA EUROPEA DEI RICERCATORI
E IL CODICE DI CONDOTTA PER LA LORO ASSUNZIONE

prime esperienze di implementazione


Camerino 6 luglio 2006
Sala della Muta del Palazzo Ducale

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Il 7 luglio dello scorso anno, gli Atenei italiani hanno adottato formalmente, per primi in Europa, la "Carta europea dei ricercatori" e il "Codice di condotta per la loro assunzione", durante il convegno organizzato dalla CRUI e dall'Università di Camerino su "La Carta europea dei ricercatori: uno strumento e una sfida per la creazione dello Spazio Europeo della Ricerca".
L'incontro ha voluto sottolineare concretamente l'impegno dell'intero sistema universitario italiano per recepire e dare attuazione ai principi contenuti nella Raccomandazione della C.E. 2005/251., che imposta le linee guida per regolamentare, in una prospettiva europea, i rapporti fra i ricercatori ed i loro “datori di lavoro”, pubblici e privati, accademici e no, in una logica di responsabilità e trasparenza.
In un momento in cui l'idea europea sembrava vacillare, dal mondo dell'Università e della Ricerca è giunto quindi un segnale forte, espresso nella volontà di darsi un sistema di regole comuni per i ricercatori europei, sottolineato dal chiaro messaggio inviato al mondo politico: l’ Europa della ricerca non ha incertezze, vuole andare avanti. Con questo formale atto, l’Italia è stato il primo Paese europeo ad adottare la Carta in ambito universitario. A livello di Enti di Ricerca, la Carta è stata successivamente adottata nel corso di una manifestazione pubblica a Roma in Campidoglio il 13 dicembre 2005 ed alla quale hanno aderito 60 Enti.
Per dare concretezza agli impegni assunti da parte degli Atenei e degli Enti di Ricerca, si sta costituendo un forum interattivo di consultazione tra le Istituzioni di ricerca nazionali, tramite un percorso congiunto di progettazione e realizzazione di un Osservatorio nazionale per il monitoraggio dell'applicazione della Carta e del Codice di condotta, coordinato da un comitato di redazione composto da rappresentanti delle Università e degli Enti di ricerca, operante in stretto coordinamento con il rappresentante italiano nell’ambito dello Steering Group on Human Resources and Mobility, in seno alla Direzione Generale Ricerca della Commissione europea, nonché con il Dipartimento dell’Università e della Ricerca del MIUR.