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L'antica Grecia,
com'è noto, è la patria delle Olimpiadi, e lì agli atleti era
riservato, insieme con i poeti, il posto più elevato della
società. Ma cosa mangiavano i lottatori e i corridori degli
antichi Giochi Olimpici? Ne ha parlato, in occasione della
giornata di studio "Integrazione di nutrienti nello
sport" tenutasi l'8 marzo 2002 in ateneo, il professor S.
Pezzella, esperto di storia dell'alimentazione nell'antichità.
Questi atleti d'altri tempi, come ha spiegato il professore,
dapprima mangiavano pane, miele, frutta secca, verdure e pesce;
solo più tardi si capì l'importanza delle proteine della carne
per loro. Nell'epoca dei sontuosi banchetti dei ricchi, gli atleti
avevano uno stile di vita e un'alimentazione completamente
diversi, austeri, che permettevano loro di rimanere forti.
Il
retore greco Filostrato affermava che essi dormivano sulla nuda
terra o su pagliericci, si lavavano in fiumi e torrenti e si
nutrivano di gallette d'orzo, frutta varia e miele e formaggio
caprino con cui preparavano una sorta di fonduta. Eppure erano
rampolli delle famiglie dell'élite, dell'alta società: a loro
era infatti riservata la partecipazione alle Olimpiadi e agli
altri Giochi, a causa dei costi esorbitanti della preparazione e
degli allenatori privati.L'austerità mirava quindi alla
fortificazione del corpo e dello spirito. La dieta, come detto, in
seguito si arricchì di carne di bue, di maiale o di cervo
arrostita o allo spiedo con erbe aromatiche, e poi anche di
minestre di legumi, frumento, pane di farro, orzo e riso, olio di
semi, strutto. Il pesce, soprattutto trote, veniva servito in
foglie di vite o di fico, e i dolci, utili agli atleti per
l'apporto energetico, erano costituiti da focacce di ricotta,
miele o mandorle. E se avevano problemi intestinali, ecco pronti i
decotti di alloro o altre piante dalle virtù terapeutiche.
Ecco
la dieta tipo prescritta dai medici: a colazione pane e miele,
latte di capra e un po' di farina impastata con olio; a
mezzogiorno frutta secca, fichi, noci, crostoni di pane di farro
con vegetali, olive nere, uova, formaggio caprino e vino mielato;
a cena carne allo spiedo o alla griglia con erbe aromatiche, zuppa
nera con carne, formaggio, verdure cotte o crude, pesce marinato e
frutta. E c'era anche l'antidoping: gli atleti che esageravano col
vino venivano esclusi dalle gare. Gli atleti dell'antica Grecia,
ha concluso Pezzella, miravano alla bellezza, alla forza, alla
determinazione e al coraggio; avevano l'ambizione di conseguire la
gloria eterna, in una perfetta sintesi di virtù fisiche e
spirituali. |