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Notizie storiche
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La Biblioteca Giuridica
Centrale nasce nel 2001 dalla fusione gestionale ed amministrativa di tre
biblioteche di settore distinte e dislocate in luoghi diversi della città di
Camerino; |
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si
presenta come un centro unitario di servizi e gestisce il patrimonio
bibliografico dell'intera area giuridica. |
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Le
biblioteche di settore coprono aree disciplinari distinte e complementari
del diritto sia in funzione della ricerca che della didattica: |
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Biblioteca della
Facoltà di Giurisprudenza |
(area pubblicistica,
area storico-filosofica,
area socio-economica) |
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La biblioteca giuridica è nata agli
albori di questo secolo, più precisamente nel dicembre 1907, quando
l'Università di Camerino era ancora libera. L'incremento librario
poteva contare in quei primi anni quasi esclusivamente sulla generosità
dei docenti della Facoltà e sulle donazioni di studiosi illustri, quali
: Benedetto Croce, Vincenzo Arangio Ruiz, Francesco Carnelutti, Emilio
Betti ......
Nel 1958, con la statizzazione dell'Ateneo, anche la biblioteca
ricevette nuovo impulso per l'arrivo di fondi statali che l'allora
direttore prof. Pio Ciprotti investì nell'acquisto di "raccolte di
fonti normative, documentali e antiquarie" e di quasi tutto ciò
che di giuridico era disponibile in quegli anni nel mercato antiquario e
non.
Infatti, se nei primi anni '60 la biblioteca aveva un patrimonio di poco
più di 10.000 volumi, a metà degli anni '70, in poco meno di 15 anni,
essa quadruplicò il suo posseduto, grazie anche all'acquisto della
biblioteca Grosso, ricco fondo quasi interamente di interesse
romanistico.
Oggi la biblioteca giuridica è una biblioteca centralizzata ed è
specializzata nelle discipline giuridiche, economiche,
storiche-romanistiche, ma comprende anche varie aree limitrofe, quali le
discipline sociologiche, filosofiche e statistiche per la presenza del
corso di laurea in Scienze politiche.
La biblioteca è dislocata su vari piani del Palazzo ducale, sede della
Facoltà di giurisprudenza. Dispone di alcune sale di lettura e
consultazione per un totale di 100 posti.
La consultazione è a scaffale aperto nelle sale di lettura e adiacenti
in cui sono collocate riviste e opere di carattere generale; vi si
trovano anche libri di testo relativi agli insegnamenti attivati nella
Facoltà.
Nel 1988 la Biblioteca partecipa al
progetto di automazione d'Ateneo utilizzando un software prodotto dal
Centro di calcolo. Nel 1995 si ha una svolta nel trattamento del
materiale bibliografico che, grazie al software Tinlib ha permesso la
consultazione
centralizzata a tutte le opere possedute dalle
biblioteche d’Ateneo, delle riviste e dei più importanti titoli
contenuti nelle stesse, nonché dei titoli delle tesi di laurea. Nel
1997 tutte le
riviste
possedute dalla Biblioteca vengono inserite nell’Archivio
Collettivo Nazionale dei Periodici.
Nel 2001 la Biblioteca si è unita alle Biblioteche
di Medicina
legale e della
Scuola
di Diritto Civile dando vita alla Biblioteca
Giuridica Centrale e costituendo un polo bibliografico le
cui sedi rimangono tuttavia fisicamente immutate.
(A cura di
Emanuela
Benedetti)
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Biblioteca
della Scuola di Specializzazione in Diritto Civile |
(area
privatistica) |
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La Biblioteca della Scuola di
specializzazione in diritto civile inizia la sua attività nel 1970: il
primo volume, il Codice Civile curato da Rosario Nicolò, viene
inventariato il 22 luglio di quell'anno.
Pur dovendo costruire la nuova struttura dalle
basi, si comincia col trasferire tutto il materiale librario di area
privatistica acquistato e classificato dalla Biblioteca della Facoltà
di giurisprudenza nei locali della Scuola. Il consolidamento avviene nel
1974, allorché si costituisce ufficialmente l'Istituto di diritto
privato presso la Scuola stessa.
Nel 1972 la Biblioteca acquista i primi repertori
stranieri di grande importanza: Encyclopedie Juridique Dalloz, Kommentar
zum Allegmeinen Büergerlichen Gesetzbuch, Berner Kommentar, Comentarios
al codigo civil e si sforza di acquisire tutta la dottrina civilistica
tedesca e francese, consuetudine che ancora oggi continua.
Nel 1977 viene acquisita in blocco la biblioteca
dell'illustre giurista Giuseppe Grosso di circa 10.000 volumi. Le prime
riviste inventariate sono donate da professori stranieri in visite di
studio.
Negli anni successivi inizia l'acquisto di materiale
spagnolo ed anglo-americano, e alla fine degli anni '70 l'attenzione si
sposta sulla produzione giuridica dell'America Latina.
Negli stessi anni inizia la sua attività il Centro di
Teoria dell'Interpretazione “E. Betti” contribuendo al potenziamento
dei fondi librari.
Nel corso del 1988 anche il Centro Interdipartimentale
di diritto civile costituzionale contribuisce, con i propri fondi,
all'acquisto di opere che sono gestite e consultate in comunione con la
struttura della Biblioteca, che oggi, nella sua totalità è ricca di
circa 80.000 volumi e si propone come un sicuro punto di riferimento per
tutti gli studiosi del diritto civile.
Nel 1988 la Biblioteca partecipa al progetto di
automazione d'Ateneo utilizzando un software prodotto dal Centro di
calcolo. Nel 1995 si ha una svolta nel trattamento del materiale
bibliografico che, grazie al software Tinlib ha permesso la
consultazione
centralizzata a tutte le opere possedute dalle biblioteche
d’Ateneo, delle
riviste e dei più importanti titoli contenuti nelle
stesse, nonché dei titoli delle tesi di laurea. Nel 1997 tutte le
riviste possedute dalla Biblioteca vengono inserite nell’Archivio
Collettivo Nazionale dei Periodici.
Nel 2001 la Biblioteca si è unita alle Biblioteche di
Medicina legale e della
Facoltà di giurisprudenza dando
vita alla Biblioteca Giuridica Centrale e costituendo un polo
bibliografico le cui sedi rimangono tuttavia fisicamente immutate.
(A cura di
Luciana
Campetella ) |
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Biblioteca
di Medicina Legale |
(area
medicina legale ed assicurazioni) |
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La
sezione
di Medicina Legale del Dipartimento di Discipline Giuridiche Sostanziali
e Processuali è dotata di una piccola biblioteca di settore che conta
attualmente 3200 volumi.
Essa è nata nel 1972 con
l’acquisto del trattato "Medicina Forense" di Vincenzo Mario
Palmieri e con il trasferimento dall’Istituto Giuridico del materiale
inerente i settori di Medicina Generale, Medicina Legale, Psicologia,
Antropologia Criminale, Criminologia.
Nel corso di questi anni ha
arricchito il suo patrimonio, oltre che di numerose
monografie,
anche di trattati, enciclopedie, collane, atlanti e di numerosi
periodici.
Oltre ai plurimi trattati di
Medicina legale e delle assicurazioni (Palmieri V.M.; Canuto-Tovo;
Cazzaniga-Cattabeni; Palmieri V.M.-Zangani P.; Zangani P. et al.; Adamo
M e coll.; Aragona F.; Pellegrini R.; Gerin C.-Antoniotti F.-Merli S.)
sono inventariati il "Trattato italiano di medicina interna"
di Paolo Introzzi e il "Trattato di criminologia" di Franco
Ferracuti.
La biblioteca possiede delle
collane, tra cui la "Collana di studi di medicina legale, scienze
criminologiche e sociali" diretta da Franco Fabroni e Giancarlo
Umani Ronchi; la "Collana di medicina legale", diretta da
Giacomo Canepa e Ferrando Mantovani, la "Collection de médecine
legale et de toxicologie médicale" diretta da Louis Roche e quella
di "Medicina Legale, criminologia e deontologia medica"
diretta da Giacomo Canepa e Angelo Fiori.
Dispone, inoltre, di alcuni atlanti
di anatomia macro- e microscopica, fisiopatologia e clinica , tra cui
quello del Netter in più volumi "The Ciba collection of medical
illustrations".
Fra le enciclopedie, l’Appareil
locomoteur dell’Encyclopedie Médico-Chirurgicales; l’Enciclopedia
Medica USES e l’Enciclopedia della scienza e della tecnica della
Mondadori.
Nel 1988 la Biblioteca partecipa al progetto di
automazione d'Ateneo utilizzando un software prodotto dal Centro di
calcolo. Nel 1995 si ha una svolta nel trattamento del materiale
bibliografico che, grazie al software Tinlib ha permesso la
consultazione
centralizzata a tutte le opere possedute dalle
biblioteche d’Ateneo, delle
riviste
e dei più importanti titoli contenuti nelle stesse, nonché dei titoli
delle tesi di laurea. Nel 1997 tutte le riviste possedute dalla
Biblioteca vengono inserite nell’Archivio
Collettivo Nazionale dei Periodici.
Nel 2001 la Biblioteca si è unita alle Biblioteche
della
Scuola
di Diritto Civile e della
Facoltà
di giurisprudenza dando vita alla Biblioteca
Giuridica Centrale e costituendo un polo bibliografico le cui
sedi rimangono tuttavia fisicamente immutate.
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