Orto Botanico dell'Università di Camerino


Attività e finalità dell’Orto

 

Didattica

 

    La capacità di attrarre e di sensibilizzare il pubblico verso le tematiche ambientali è evidente. L’Orto viene visitato ogni anno da un notevole numero di persone e per lo più da scolaresche di ogni ordine e grado per le quali si effettuano visite guidate. Sono state inoltre progettate due aule botaniche con esposizione di materiale e nelle quali si possano effettuare alcune esperienze pratiche per integrare e completare la visita. Saltuariamente vengono organizzati corsi quali il “Corso di disegno botanico”. 

 

Conservazione e scambio dei semi

 

    A tal fine si dispone di una carpoteca (banca dei semi) e viene pubblicato il “Delectus seminum” ovvero il catalogo dei semi disponibili. Questo viene inviato agli Orti Botanici di tutto il mondo che a loro volta inviano i loro cosicché si possano fare  vicendevoli scambi.

Il primo “Delectus seminum” dell’Orto di Camerino è stato pubblicato nel 1899 ad opera di De Toni. Da allora venne pubblicato saltuariamente fino ad assumere negli ultimi anni una scadenza biennale.

 

Ricerca scientifica

 

    Gli orti in genere facilitano lo studio sistematico delle piante permettendone l’osservazione durante i vari stadi dello sviluppo.

Inoltre la coltivazione nello stesso ambiente evidenzia le eventuali differenze morfologiche con basi genetiche da quelle derivanti dalle diverse condizioni ambientali. Individui presumibilmente appartenenti alla stessa specie ma provenienti da località diverse potrebbero essere separati tassonomicamente qualora le differenze osservate permangano e siano significative.

    Recenti studi sistematici hanno permesso una migliore definizione tassonomica di alcune specie di Minuartia  con la rivalutazione di entità dimenticate e la descrizione di una entità nuova per la scienza: Minuartia moraldoi F. Conti, attualmente nota solo con una piccola popolazione sul M. Gelbison, nel Parco Nazionale del Cilento, così come la descrizione di una nuova forma di Jurinea: J. mollis (L.) Rchb. subsp. mollis f. erectobracteata F. Conti. Sono attualmente in corso altri studi su diversi gruppi critici come ad esempio Silene, Centaurea e Potentilla.

    Sono state effettuate inoltre ricerche di carattere ecologico su Anemone nemorosa, A. apennina e Spiranthes spiralis utilizzando le aiuole, il giardino di Palazzo Castelli (sede del Dipartimento di Botanica ed Ecologia) e l‘arboreto.

    L’Orto fornisce inoltre materiale da cui sono stati estratti e studiati gli olii essenziali di vari gruppi.

In accordo con il Laboratorio di Genetica di Cesare Maliani di Recanati sono state osservate le caratteristiche morfologiche di alcune varietà di Triticum selezionate per una migliore resa produttiva. A questo riguardo è interessante ricordare che agli inizi del secolo scorso sono state condotte a Camerino le prime esperienze sulla selezione dei frumenti ad opera di Nazareno Strampelli, che poi le continuò e ampliò alla stazione di Rieti.

 

Conservazione specie minacciate

 

    Una delle funzioni prioritarie degli Orti Botanici, oggi quanto mai attuale, è la conservazione delle specie vegetali in pericolo di estinzione attraverso la coltivazione e indirettamente l'educazione ambientale. Va detto che le attività conservazionistiche devono mirare soprattutto alla protezione "in situ", e cioé alla creazione di ambienti naturali protetti; tuttavia gli Orti Botanici contribuiscono con la protezione "ex situ" alla salvaguardia di specie che in natura si stanno sempre più rarefacendo o che sono addirittura estinte. In tutto il mondo si annoverano ormai molte specie estinte perché legate ad un habitat ormai distrutto ed altre che sopravvivono solo in alcuni orti botanici. Dal "Libro Rosso delle Piante d'Italia" emerge che in Italia vi sono ben 29 specie estinte in natura e di queste 6 sono estinte per sempre perché non coltivate negli Orti Botanici e perché erano limitate al territorio italiano. Moltissime altre specie sono minacciate di estinzione nel prossimo futuro.

    Nell'Orto Botanico di Camerino, si sta cercando di ampliare la collezione delle piante spontanee dell'Italia centrale dando la preferenza a quelle minacciate o alle endemiche. Sono state introdotte con successo decine di specie e per fini conservazionistici è stata data priorità alla coltivazione di specie inserite nelle "Liste Rosse Regionali delle Piante d'Italia" che sono state recentemente elaborate. Di seguito si riporta un elenco dei taxa di maggior significato fitogeografico e conservazionistico introdotti, dando informazioni anche sulla loro coltivazione negli Orti Botanici di Pescasseroli e Lama dei Peligni con i quali si hanno diretti rapporti di collaborazione.

 

Acer cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) Murray - Si tratta di un acero endemico dell'Italia centro-meridionale che raggiunge in Abruzzo il limite settentrionale del suo areale. Coltivato presso gli Orti di Camerino e Pescasseroli da individui provienenti dal Parco Nazionale d'Abruzzo.

 

Adonis vernalis L. - Si tratta di una specie inserita nel Libro Rosso delle Piante d'Italia con lo status di “gravemente minacciata”. Presente solo in Friuli-Venezia Giulia dove è probabilmente estinta e in Abruzzo dove è stata ritrovata recentemente ed è considerata gravemente minacciata. Attualmente coltivata negli Orti Botanici di Camerino e di Lama dei Peligni.

 

Allium phthioticum Boiss. et Heldr. - Si tratta di una specie ritenuta endemica della Penisola Balcanica e recentemente rinvenuta in Abruzzo dove è nota solo per  limitatissime località in prati umidi. Le località abruzzesi sono le uniche note in Italia. Inserita nel Libro Rosso con lo status “a minor rischio”.

 

Allium schoenoprasum L. - Si tratta di una specie che raggiunge nel Parco Nazionale d'Abruzzo il limite meridionale del suo areale italiano. Gli individui coltivati negli Orti Botanici di Camerino e di Pescasseroli provengono appunto dalla popolazione abruzzese.

 

Aurinia leucadea (Guss.) K. Koch - Endemica del Salento, Tremiti e alcune Isole della Dalmazia. Inserita nel Libro Rosso con lo status di “minacciata”. Le piante coltivate nell'Orto provengono da semi raccolti in natura da due popolazioni diverse nel Salento e nell'Isola di Pelagosa. Attualmente la specie è in fase di studio e sono state osservate alcune differenze morfologiche tra le due popolazioni, che testimoniano l'unicità di ogni singola subpopolazione e accrescono l'esigenza di tutela in ogni parte del suo areale.

 

Centaurea ragusina L. s.l. Endemismo della Dalmazia di grande bellezza.

 

Goniolimon italicum Tammaro, Pignatti et Frizzi, entità endemica abruzzese limitata a pochissime località, le cui specie più affini si rinvengono in ambienti steppici dell'Europa orientale e dell'Asia. Alcune delle stazioni conosciute sono minacciate dall'esistenza di cave. Si tratta di una pianta inserita con lo status di “vulnerabile” nel Libro Rosso delle piante d'Italia la cui coltivazione e diffusione negli Orti Botanici è auspicabile. Attualmente coltivata anche nell'Orto Botanico di Lama dei Peligni; non ci risultano altri tentativi di coltivazione.

 

Iris marsica I. Ricci et Colasante - Endemismo dell'Appennino centrale, dai Sibillini al Parco Nazionale d'Abruzzo. Specie inserita nel Libro Rosso delle Piante d'Italia con lo status “a minor rischio”. Attualmente in coltivazione negli Orti Botanici di Camerino, Pescasseroli e di Lama dei Peligni.

 

Minuartia glomerata (Bieb.) Degen. subsp. trichocalycina (Ten. et Guss.) F. Conti - entità endemica abruzzese inserita nel Libro Rosso con lo status “a minor rischio”. Interessante dal punto di vista fitogeografico per le sue affinità con altre entità dell'Europa orientale. Si coltivano negli Orti Botanici di Camerino e di Pescasseroli individui derivanti da semi raccolti nella zona di protezione esterna del Parco Nazionale d'Abruzzo, presso Pescina.

 

Muscari tenuiflorum Tausch - entità SE-Europea in Italia presente solo nell’Appennino marchigiano e in Friuli-Venezia Giulia. Inserita nel Libro Rosso con lo status “a minor rischio”.

 

    Queste sono solo alcune delle specie a interesse conservazionistico che si coltivano. E' in progetto di accrescerne ulteriormente il numero e di porre tabelle esplicative per attrarre l'attenzione dei visitatori e sensibilizzarli su questo problema a nostro avviso prioritario