ultimo aggiornamento: 09/05/2011

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attivita'

Programma 2007

8 novembre 2006
Incontro
Il Codice delle Pari Opportunita' tra uomini e donne

La locandina

Il documento

Per sottoscrivere il documento inviare la comunicazione a:

pariopportunita@unicam.it

NEWS

  8 aprile 2011

Regolamento per la partecipazione allo spettacolo “UNICAM’S GOT TALENT 2”

> UNICAM’S GOT TALENT 2  
[Locandina]
Camerino martedì 31 maggio 2011 ore 21.15

Scadenza della presentazione delle domande di partecipazione prorogata al 14 maggio

freccia 14 dicembre 2010
Linee guida pratiche destinate agli enti di ricerca per orientare il cambiamento verso l'uguaglianza di genere nel settore della scienza e della tecnologia.

freccia 26 gennaio 2010
UNICAM’S GOT TALENT

Il Comitato Pari Opportunità organizza, il 17 marzo 2010, lo spettacolo di beneficenza “UNICAM’S GOT TALENT” - Regolamento per la partecipazione allo spettacolo

Locandina e Regolamento per la partecipazione allo spettacolo
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12 novembre 2009
"Unicam e le pari opportunità"
Camerino, Aula Arangio Ruiz ore 9.30

Programma


freccia 03 agosto 2009
Architettura è/e femmina?

Tavola rotonda organizzata nell'ambito del XIX Seminario internazionale e Premio di Architettura e Cultura urbana.

Programma


freccia 13 giugno 2009
Solidarieta' e cooperazione

Serata organizzata dal Club Kiwanis in collaborazione con Seniores Italia, GUS e Comitato Pari Opportunita' di Unicam,  con lo scopo di  finanziare il progetto "The House of Book".

Leggi l'articolo sul Chienti e Potenza

freccia 5 dicembre 2008
Giornata conclusiva Corso Politica Donne Istituzioni
Fermo, Aula multimediale del Comune, Via Mazzini 3

28 maggio 2008
60 anni dalla dichiarazione universale dei diritti umani: le promesse infrante
di Giovanna Romualdi
Presentato a Roma, il 27 maggio, dalla sezione italiana di Amnesty international il "Rapporto 2008 - La situazione dei diritti umani nel mondo" dedicato nel 60 anniversario della pubblicazione della Dichiarazione universale dei diritti umani " a tutte le donne e a tutti gli uomini che con coraggio continuano a porsi in prima linea a difesa dei diritti umani".


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http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article2230

freccia 27 maggio 2008
Minori in Italia: tra povertà e discriminazione
E' stato presentato ieri, 26 maggio 2008, il 4° Rapporto su "I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia", redatto dal Gruppo CRC e coordinato da Save the Children Italia.
Il dossier viene pubblicato ogni anno in occasione dell'anniversario della ratifica della Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza da parte dall'Italia avvenuta il 27 maggio 1991 e fornisce un quadro aggiornato dell'attuazione e delle violazioni dei diritti dei bambini/e e degli adolescenti presenti sul territorio nazionale.
La situazione, sicuramente drammatica, denunciata nel 4° rapporto indica uno stato di vera e propria emergenza. I dati, chiari e precisi, non lasciano spazio a libere interpretazioni né a fraintendimenti e vanno ad approfondire e ad allargare gli studi affrontati nei precedenti rapporti.


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http://www.retepariopportunita.it/DefaultDesktop.aspx?doc=3043

freccia 23 maggio 2008
Le donne e la spazzatura
In un dibattito pubblico organizzato dall' UDI, Unione donne in Italia, sul problema dei rifiuti a Napoli le donne si sono espresse per il riciclo e il riuso dei materiali
Venerdì 23 maggio 2008 dalle ore 17:00 si è tenuto a Napoli presso il caffè letterario "Intrameoenia" un incontro dibattito pubblico organizzato dall' UDI, Unione donne in Italia, sul problema dei rifiuti a Napoli e dei modi concreti per avviare in questa città la raccolta differenziata. I lavori sono stati introdotti da Stefania Cantatore dell' UDI di Napoli, che ha sottolineato come "dai luoghi dove per anni l'imprevidenza pubblica ha nascosto rifiuti di ogni genere e provenienza nasce il gesto responsabile..." e come "si possono aprire prospettive per il futuro grazie alla sapienza della vita quotidiana che non spera nei miracoli, e all'atteggiamento di cura specifico delle donne..."...


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http://www.noidonne.org/?op=articolo&art=1965

freccia 23 maggio 2008
Marcegaglia (Confindustria): "Con più donne a al lavoro il Pil crescerebbe del 7 per cento"
La neopresidente degli industriali italiani porta la questione occupazionale femminile in via dell'Astronomia. Arcidonna: "Finalmente qualcuno ci ascolta"
Qualcosa finalmente si muove anche tra gli industriali italiani, che di recente sembrano essersi accorti di quanto Arcidonna va sostenendo da anni: ossia che alla base degli scarsi rendimenti produttivi del Paese c'è, tra le altre concause, la bassissima presenza di donne nel mercato del lavoro. Una presa di posizione firmata, non a caso, da Emma Marcegaglia, la prima donna a salire al vertice di Confindustria...


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http://www.arcidonna.org/(...)

freccia 16 maggio 2008
La fatica di essere donna
I dati di uno studio Ires sono chiari: il 77% del tempo dedicato alla famiglia viene dalle donne. Che farebbero più figli, se solo potessero di Assunta Sarlo

La parola andrebbe espulsa dal vocabolario per indegnità. Conciliazione: suona vecchia, burocratica, inadeguata a definire la fatica, la difficoltà, ma anche la scommessa e il desiderio. Tenere insieme, conciliare appunto: lavori, affetti, bisogni, le verdure da tagliare e la nonna da portare dall’oculista, la recita scolastica alle 4 del pomeriggio e la riunione in ufficio, le pratiche da finire, il fascicolo da studiare, la lavatrice da far andare, i compiti da correggere. Con due mani e una sola testa. È la sfida, spesso solitaria, delle donne: stanche, stanchissime, stritolate dalla dittatura dell’orologio. Anche un po’ arrabbiate, almeno quelle che si rendono conto di quanto pesi ogni giorno, in ufficio e a casa, la crudeltà dei numeri che segnalano la disparità tra uomini e donne. Una sola cifra, in arrivo dall’Istat: il 77,7% del tempo che in Italia viene dedicato alla famiglia è tempo delle donne. Qualcuno si stupisce se le italiane fanno pochi figli, lavorano meno che in altri Paesi e, insieme, dichiarano poca fiducia - non poco desiderio - di poter migliorare professionalmente?

Eppure potrebbe cambiare. Eppure, una fitta trama di piccoli passi, di desideri in movimento, di relazioni di coppia non più statiche si intravede. Sfogliando Uomini e donne moderni, l’ultimo studio che l’Istituto di ricerche economiche e sociali ha dedicato a questi temi, i contorni di questa rete si fanno più chiari e si vede come in altri Paesi - in questo caso l’erba del vicino è veramente più verde - la conciliazione tra casa e lavoro sia un tema importante della politica e non un affare privato. E, punto centrale, non più esclusivamente un problema femminile che assilla la vita quotidiana e mortifica aspirazioni e competenze, ma una sfida che riguarda sia donne che uomini. Work life balance, la chiamano gli studiosi, ed è un concetto che evoca maggiore armonia nelle vite di tutti.

A proposito di desideri
Nell’indagine dell’Ires si scopre per esempio che, sul terreno degli affetti e del rapporto con i figli, si affaccia l’insoddisfazione dei padri italiani. Vogliono più tempo per una relazione che non si accontenta più del weekend, né del ruolo imbalsamato dalla tradizione mediterranea. Due dati: se il 90% degli uomini, dopo la nascita di un figlio, lavora esattamente lo stesso tempo di prima, il 45% amerebbe avere più disponibilità per gli impegni familiari. Le donne, a condizioni mutate - non solo in casa, ma soprattutto nel mercato del lavoro, e nel sistema dei servizi - farebbero volentieri più figli: il nostro 1,34% che ci fa fanalino di coda in Europa è lontano da un desiderio femminile che ci porterebbe al 2,2% di tasso di natalità. È che le donne sono stanche, ma anche sfiduciate.

Lo sostiene un’altra recentissima ricerca, in arrivo dal neonato FeM, il centro studi maternità e fertilità, che titola Maternità punita un’indagine comparativa tra l’Italia e altri Paesi europei. Il succo è simile: le donne che possono più liberamente scegliere, che possono gestire la loro fertilità con meno ostacoli, che ricorrono più alla contraccezione, che sono sostenute da politiche sociali e da un mercato del lavoro più flessibile e che non le penalizza, mettono al mondo più figli. Capita in Svezia e in Francia, dove le donne lavorano più che in Italia e il tasso di natalità è al 2%. Da noi invece, sostiene Andrea Borini, presidente del FeM, «è innegabile che a fronte di un’esasperata mitizzazione della donna-mamma, sia in atto una forte penalizzazione della scelta di fare figli».

Questione di miopia sociale
Giovanna Altieri, direttore dell’Ires, ha coordinato la ricerca partita da un progetto europeo che ha coinvolto anche Danimarca, Lituania e Islanda e che, in Italia, ha passato sotto la lente di ingrandimento dei ricercatori 1.000 tra uomini e donne che lavorano entrambi e che hanno figli sotto i 15 anni, dunque coppie che fanno i conti con la modernità dei ruoli. Giudizio secco, il suo: «La parità tra i generi non esiste da nessuna parte in Europa, ma neanche il nostro livello di disuguaglianza. Le donne qui faticano di più: ci aiutano solo le nonne o le badanti e le tate straniere, gli uomini cambiano ma ancora troppo poco, il nostro welfare ricaccia i compiti di cura sulla famiglia, precarietà e bassi salari fanno sì che le meno istruite tornino a casa quando arrivano i figli, mentre le tante che lavorano part time - un terzo del campione - sacrificano le proprie prospettive e la maternità resta un ostacolo per l’intero arco della vita professionale. Se le donne in Italia lavorano sempre di più è perché spesso rinunciano o posticipano matrimonio e maternità: il primo figlio arriva dopo i 30 anni, più tardi che in tutti gli altri Paesi europei.

Che miopia sociale! E pensare che le nuove generazioni mostrano grande pragmatismo: laddove lui e lei lavorano a parità di impegno si fa in due… E fare, ovvero condividere il lavoro familiare, modifica anche gli atteggiamenti, fa abbandonare gli stereotipi, fa camminare la parità». Ecco infatti avanzare gli uomini moderni: sono il 40% del campione dell’Ires, «percentuale incoraggiante ma che è possibile far crescere», chiosa Altieri. Daniele Di Nunzio, giovane ricercatore, li racconta così: «Sono coloro che vivono esperienze familiari che rompono gli stereotipi, primo fra tutti quello che le donne siano più portate per i lavori domestici.

È uno spazio nuovo, popolato da donne che hanno ottenuto attraverso il lavoro maggiore riconoscimento sociale e lo spendono anche in famiglia e da uomini che fanno concretamente cose che non facevano: cucinare, pulire, accudire». In questa nuova situazione, fanno di necessità virtù, ma scoprono anche nuovi desideri e nuove insofferenze verso tempi di lavoro che restano lunghi e rigidi, sordi al work life bilance. Non a caso sono i lavoratori del settore pubblico che più traducono in concreto la condivisione del lavoro di cura: gli impegni familiari sono egualmente ripartiti nel 45% dei casi, scendono al 21 per chi lavora nell’impresa privata. «Orari più brevi, tutele maggiori, ecco il motivo», segnala Altieri. Un giovane padre racconta: «Il piccolo fa l’ennesima recita e io, puntualmente, non ci sono. Lei mi raccontava che lui la guardava emozionato. Insomma a me spiace non esserci in queste occasioni».

Trappole di genere
In Italia però lo stereotipo è duro a morire: il 57% degli intervistati dell’Ires - uomini e donne, in pari percentuale - ritiene che il lavoro femminile non abbia fatto bene alla famiglia, mentre il 51% valuta che fare carriera sia più importante per un uomo che per una donna. L’idea di modernità se la deve vedere insomma con tantissime trappole di genere. Che pervadono le relazioni, che non risparmiano le donne - quante sono coloro che non si fidano di lasciare i bambini a papà o di mandarli al nido - che attraversano pesantemente il mondo del lavoro, “implicitamente ostile alle donne” e il nostro welfare d’impronta familista. Alessandra Fasano è la ricercatrice che è andata a studiare l’erba del vicino. Più verde nei Paesi nordici, più rigogliosa in Francia che da noi. È lei che può disegnare una sorta di mappa europea nella quale l’Italia mammona certo non brilla: la ricetta di welfare nordico è composta da uno sviluppo forte dei servizi per l’infanzia - in Svezia è garantito il posto in una struttura pubblica a ogni bambino tra 1 e 12 anni - ma anche da strumenti di flessibilità del lavoro che valgono per tutti e non penalizzano le carriere, in Francia, oltre agli asili, le politiche pubbliche sono orientate al sostegno della natalità, anche attraverso la leva fiscale, mentre in Italia ci pensano le mamme, i nonni e, per chi può permettersele, le tate filippine.

Un welfare avaro e bislacco: così lo ha definito di recente il demografo Massimo Livi Bacci, paragonando i 12 euro ogni 100 di spesa sociale che Francia e Scandinavia destinano alle famiglie ai 4 del nostro Paese. In solitudine dunque, uomini e donne moderni cercano di combinare il puzzle delle loro vite, ma il loro sforzo è penalizzato da un mercato del lavoro e da un welfare che ancora ritengono “naturale” che a occuparsi della famiglia siano le donne.

Il rischio è sotto gli occhi: «Il dato più preoccupante della ricerca», sostiene Altieri, «arriva dalle giovani donne. Il lavoro per loro è un approdo naturale, non più carico dei significati di emancipazione che lo rendono così prezioso per le generazioni precedenti. Se però è precario e sottopagato, se non riesce a tenere insieme gli orari della giornata, se i servizi non rispondono alle esigenze, se i compagni lavorano troppo, ecco che si riaffaccia la fantasia di una maternità esclusiva. Il 33% delle giovani donne sotto i 35 anni la pensa così e sono di più dei loro coetanei. Sono a disagio nel mondo, e allora vagheggiano di tornare a casa».

Da DWeb - La Repubblica delle Donne (http://dweb.repubblica.it/.../La-fatica-di-essere-donna)

freccia 13 maggio 2008
Il Bilancio di Genere della Regione Marche
Giovedì 22 maggio 2008 - ore 10,00 presso la Sala verde della Regione Marche (Palazzo Leopardi - Via Tiziano, 44 Ancona) verrà presentato il Bilancio di genere della Regione Marche.


Per conoscere il programma:

http://www.advancedcomunicazione.it/regionemarche/eventi/invito.pdf

freccia 13 maggio 2008
Rappresentanza, rappresentatività, rappresentazione politica. Uno sguardo di genere
Incontro di testimonianze e studio sulla presenza e rappresentanza femminile nella sfera pubblica
Salsomaggiore 6/7 giugno 2008
Da oltre 10 anni la “Scuola di Politica Hannah Arendt” dell'Associazione “Orlando” propone e organizza eventi, brevi moduli formativi, settimane di studio in Bologna, nel Paese, in Europa. Quest’anno 2008, il primo corso breve progettato per il Comune di Salsomaggiore Terme ha vinto il "Premio 8 marzo", indetto dalla Provincia di Parma sul tema: Rappresentanza, rappresentatività, rappresentazione politica: uno sguardo di genere. Incontro di testimonianze e studio sulla presenza e rappresentanza femminile nella sfera pubblica...


Per saperne di più:

http://www.women.it/cms/(...)

freccia 6 maggio 2008
Save the Children: l'Italia tutela i bambini ma dimentica le mamme di Claudio Tucci
Italia, al primo posto per salute e tutela dei bambini, ma come benessere materno siamo ai livelli di Botswana, Benin e Nepal. A rivelarlo è il nono rapporto sullo stato delle madri nel mondo, presentato, a Roma, dall'associazione umanitaria Save the Children, che denuncia come, nel mondo, 200 milioni di bambini non hanno accesso alle cure di base e ben 26mila bambini con meno di cinque anni muoiono ogni giorno...


Leggi tutto:

http://www.ilsole24ore.com/art/(...)

freccia 29 aprile 2008
Nidi, bonus, tempi flessibili: cosa manca alle italiane  di Paola D'Amico
Vero motore dell'economia mondiale, fattore decisivo di crescita, le donne stanno allo sviluppo come il lievito sta alla torta. E' il teorema degli economisti (più donne al lavoro uguale più nascite/ più consumi/ più servizi) che, però, non sembra attecchire nel Bel Paese dove sono sempre più evidenti i segni di una sindrome preoccupante e paradossale insieme: donne a casa, culle vuote, bimbi e anziani più poveri.
In una società sempre più elastica, di movimenti e spostamenti, i tentativi dei legislatori di ridisegnare i servizi faticano a tradursi in misure concrete.
E la flessibilità, invece di portare a ingressi differenziati in ufficio come a scuola, rischia di restare un corollario della precarietà. Molta teoria, pochi investimenti.
A cominciare dal nido, il "nodo" della conciliazione donna-lavoro-famiglia: l'Italia investe sulla fascia d'età 0-2 anni meno dello 0,1 per cento del Pil, contro lo 0,5 dei cugini francesi e lo 0,8 degli svedesi.

Nido
A sessant'anni dalla legge che promuoveva il nido come "istituto a tutela del lavoro femminile", a trenta da quella che lo riconosceva come "servizio sociale di interesse pubblico", dando come obiettivo (non ancora raggiunto) la creazione di 3.800 nuove strutture, in Italia i posti rispondono a un decimo del bisogno. E la distanza Nord-Sud è diventata nell'ultimo decennio una voragine incolmabile.
In media ha accesso al nido un piccolo da 0 a 2 anni su dieci nel paese, uno su cento nelle isole.
Le mamme italiane vorrebbero fare più figli. E anche utilizzare il nido: il caro-retta (fino a 500 euro al mese, secondo le fasce di reddito), la lontananza dei servizi da casa, la rigidità dell'offerta sono tra i motivi di rinuncia. Mentre "Milano per la disponibilità dei posti nei nidi (11mila per 9mila nuovi nato anno) si avvicina a superare gli obiettivi Ue (33 per cento)" come spiega l'assessore alle Politiche sociali, Mariolina Moioli "e si prepara a lanciare il 'tempo breve', con rette modulate sulle ore di utilizzo del servizio", Roma promuove i prolungamenti d'orario con le ludoteche a scuola e Firenze ha già una copertura del 23 per cento. Bene, ma distanti anni luce dal modello danese dove i rapporti domanda-offerta sono esattamente ribaltati: sette posti ogni 10 bambini.
Il livello dei servizi "è rimasto quello degli anni Cinquanta" dice Mario Mantovani (Fi), membro della Commissione sviluppo dello scorso governo: Italia fanalino di coda. Pochi, appena 15, anche i nidi aziendali attivati su 97 finanziati nel 2003.

Occupazione
Prime in Europa per quantità di tempo dedicato alla famiglia (5 ore al giorno), le donne italiane sono ultime alla voce occupazione (45 per cento), con il Sud Italia messo peggio dell'Asia. Bel lontano dagli obiettivi Ue (60 per cento al lavoro entro il 2010) il numero delle donne impiegate fuori casa.
Più critica la situazione d'insieme: un terzo assunte con contratto a termine, poche baciate dal part-time e una su cinque costretta a lasciare il posto dopo la prima gravidanza. Un numero minimo, tre su dieci, rientra ma cambia attività, precisa Paola Profeta docente di Economia alla Bocconi. "Sulla maternità" denuncia Donata Lenzi, già assessore alle Politiche sociali della Provincia di Bologna e parlamentare del Pd "siamo tornate indietro di trent'anni, c'è una fascia di donne che lavora ma non è tutelata, le precarie. Ma per chi è senza lavoro la tutela è zero".

Dimissioni in bianco
C'è un capitolo che scotta e va sotto la voce "dimissioni volontarie", che sono quasi sempre collegate a maternità. Una su quattro è falsa, secondo un'indagine delle Acli. "Nel mondo del lavoro il problema che la donna incontra non è l'accesso al lavoro ma la permanenza dopo il primo figlio" conferma Valeria Fedeli, presidente del Sindacato europeo dei tessili. Per porre un argine alle "dimissioni in bianco" (lettera non datata fatta sottoscrivere al lavoratore all'atto dell'assunzione, spesso compilata non appena la donna rimane incinta), il governo ha varato un disegno di legge (188/2007). Colomba Mongiello, che ne è stata la relatrice, spiega: "In caso di dimissioni volontarie c'è l'obbligo di compilare un modulo con numerazione alfanumerica progressiva che garantisce il lavoratore".

Bonus bebè e congedi parentali
Mille euro per il secondo nato: in due anni (2004-2005) hanno beneficiato quasi 900mila famiglie. Ma solo Milano ha proseguito su questa strada integrando con 500 euro al mese per un anno la busta paga di chi, con il congedo facoltativo, rinuncia al 30 per cento dello stipendio. E scarsa risposta hanno suscitato i congedi allargati ai papà, fermi all'8 per cento, contro il 74,4 delle donne, a otto anni dalla legge 53 che li introduceva proprio tra le misure volte a favorire la conciliazione dei tempi vita-lavoro.

Politica dei tempi
Il commercio è più sensibile delle istituzioni al bisogno di flessibilità delle donne. Milano fa da apripista con Supermercati (gruppo Gs) aperti tutti i giorni fino alle 23 e l'azienda trasporti intensifica i mezzi fino alle 20 seguendo gli orari lunghi della metropoli postindustriale.
Ridurre i tempi di spostamento delle mamme si può. Lo fa il progetto Pedibus (bambini a scuola in gruppo, su percorsi protetti, con due nonni-guida) partito a Piacenza e ripreso a Bolzano, a Cremona e a Roma. "La legge sui tempi è nata dalla spinta delle donne. Le regioni hanno investito. I comuni hanno risposto ma a macchia di leopardo: il primo passo è una pianificazione attenta alla vita quotidiana" sintetizza Marco Mareggi, esperto in politiche pubbliche sui tempi e docente del Politecnico.
Bolzano all'avanguardia, con orari lunghi in biblioteche, centri civici, ludoteche, scuole aperte dalle 7, è un esempio isolato. Torino con l'Ufficio tempi e orari che dal '94 monitora i bisogni dei cittadini e promuove sinergie intelligenti tra i servizi. E poiché conciliazione dei tempi vuol dire anche semplificazione, i numeri unici di prenotazione dei comuni di Roma (060606) e Milano (020202) vanno in questa direzione.
Ma molto ancora si deve fare.



Da "Io Donna - Corriere della Sera"  del 29 marzo 2008

freccia 27 aprile 2008
A proposito di violenza e bullismo
Ma i genitori trasmettono nuovi modelli ai figli di entrambi i sessi?
di Ileana Montini
Sarebbe bene seguire in modo sistematico i notiziari televisivi, per vedere se le notizie relative ai maschi italici violenti vengano date con la stessa intensità rispetto a quelle che riguardano i maschi stranieri. E’ certo, per, esempio, che i Tg del secondo canale aprono sempre con la sfilza di “nera” e se ci sono fatti che riguardano gli emigranti , vengono dati per primi.
Rutelli e Alemanno entrano sorridenti (martedì 21 aprile) a Ballarò prima del secondo turno elettorale per l’elezione del sindaco di Roma.
Alemanno dice a Rutelli che la città con Veltroni è diventata insicura soprattutto per le donne; come si deduce dall’ultima violenza di un rumeno contro una giovane africana.
Rutelli esibisce una sorta di prototipo di braccialetto collegato con la polizia per le donne in transito da sole per le vie della capitale.
Alemanno rincara la dose urlando che gli stranieri in vena di delinquere vengono volentieri a Roma perché, sanno che possono delinquere a piacimento.
Rutelli, con ragione, risponde che anche a Milano quanto a microcriminalità non se la passano bene, ma lui non si sogna di accusare la Moratti.
Comunque, entrambi sembrano concordare su un maggiore rischio per le donne di fare brutti incontri soprattutto nelle grandi e medie metropoli.
Ma nessuno dei due accenna a un’analisi che abbia un minimo di orizzonte interpretativo mutuato da discipline come l’antropologia, la sociologia e la psicologia sociale, in grado di dare spiegazioni o fare ipotesi meno frettolose o superficiali.
Come dire che i politici usano esclusivamente il linguaggio consono al mantenimento del potere....


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http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article2068

freccia 21 aprile 2008
Il progetto Arianna continua per il biennio 2008-2009
Il Progetto Arianna continuerà per il biennio 2008/2009!
L'intervento svilupperà alcune delle azioni, messa a punto a livello sperimentale nei primi due anni di attività sul territorio nazionale, per il sostegno all'emersione ed al contrasto del fenomeno della violenza di genere verso le donne, inteso in ogni sua forma (fisica, sessuale, psicologica, economica, o di coercizione o riduzione della libertà, sia in contesto familiare che extrafamiliare, sia in forma di stalking). Il progetto porrà in essere:
  • supporto tecnico/scentifico allo sviluppo di una rete nazionale antiviolenza,
  • miglioramento del Servizio di accoglienza telefonica nazionale 1522,
  • allargamento della Rete Antiviolenza Nazionale ad altre realtà italiane.
     

Per saperne di più:

http://www.antiviolenzadonna.it/index.php

freccia 18 aprile 2008
Quel "genere" di scienza
Il volume "Donne e Scienza 2008. L'Italia e il contesto internazionale", pubblicato in questi giorni da Observa, in collaborazione con l'Unesco Ufficio di Venezia - Ufficio Regionale per la Scienza in Europa (BRESCE), Studio Pirovano Consulting S.r.l. e l'associazione FAiR, descrive la condizione delle donne che si occupano di scienza e tecnologia in Italia e all'estero.
In occasione della 34esima Conferenza Generale dell'UNESCO (ottobre 2007), 192 Paesi membri hanno assunto l'«Uguaglianza di Genere» come una delle due priorità per le azioni trasversali di medio termine 2008-2013. Nasce proprio come espressione di presa di coscienza questo volume che ha l'obiettivo di sollecitare quel 'prezioso' dibattito tra ricercatori, parti sociali, policy makers e media sulle questioni di genere nella scienza.
Un contributo forte fatto di dati e informazioni raccolte da fonti autorevoli in Italia e all'estero e arricchito da testimonianze illustri rilasciate da personaggi del calibro di Margherita Hack, Rita Levi Moltalcini e Joan Lunney...

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http://www.retepariopportunita.it/DefaultDesktop.aspx?doc=2908

freccia 16 aprile 2008
Elezioni italiane: aumentano le donne in Parlamento, ma di poco
Rispetto alle ultime elezioni politiche, un piccolo miglioramento c’è stato. Ma le donne elette al parlamento italiano continuano ad essere un’esigua minoranza. Secondo i primi dati elaborati dall’Osservatorio di genere di Arcidonna (che tengono conto dei dati del Viminale e delle prime indicazioni dei partiti sulle scelte di coloro che sono stati candidati in più circoscrizioni) le donne che siederanno nei seggi della Camera sarebbero 133, ossia il 21,1 per cento del totale. Al Senato, invece, le donne elette sarebbero 55, il 17,4 per cento del totale. L’Italia, secondo l'Inter-parlimentary Union , passerebbe così dal 67° al 50° posto nella classifica mondiale per presenza di donne in parlamento.

Per saperne di più:

http://www.nonpensareasessounico.it(...)Itemid=53

freccia 14 aprile 2008
Il sorpasso delle donne al governo: un'altra lezione di democrazia dalla Spagna
Un governo composto da giovani e in maggioranza da donne. Un sogno che in Spagna è diventato realtà grazie al premier Zapatero, rieletto a furor di popolo. Il leader del partito socialista iberico ha nominato nella sua nuova squadra 9 ministre e 8 ministri . Un sorpasso storico, reso ancora più significativo dalla nomina di Carme Chacon al ministero della Difesa: una signora di 37 anni, incinta al settimo mese.

Per saperne di più:

http://www.nonpensareasessounico.it(...)Itemid=53

freccia 8 aprile 2008
Per le giovani il vaccino gratuito anti tumore al'utero
La Giunta della Regione Marche, su proposta dell'assessorato alla Sanità, ha delineato la strategia regionale per la prevenzione del tumore del collo dell'utero come previsto dallo specifico documento di intesta Stato-Regioni.
Nei prossimi mesi, appena acquisita la quantità necessaria di vaccino, in tutti i Servizi di vaccinazione dell'Asur verrà somministrato il vaccino anti HPV. L'offerta attiva del vaccino sarà gratuita per tutte le adolescenti che nell'anno in corso compiono il dodicesimo anno di vita e per questa categoria la gratuità proseguirà negli anni successivi.
Stesse modalità di offerta gratuita (anche se non attiva) per le adolescenti che hanno compiuto i 12 anni nel 2007. Per tutte le donne non comprese dalla fascia di gratuità fino al compimento dei 18 anni invece, l'offerta del vaccino prevede una compartecipazione totale della spesa calcolata sulla base del prezzo di acquisto del vaccino da parte dell'Asur e maggiorata di 12 euro per la prestazione.
Nel frattempo il Servizio Salute della Regione in collaborazione con l'Asur dovrà mettere a punto un piano per la formazione degli operatori coinvolti nel progetto. Si collaborerà inoltre con il livello ministeriale e interregionale per la definizione di programmi di valutazione dell'efficacia e sicurezza della vaccinazione e del suo impatto epidemiologico sulla popolazione e sui programmi di screening organizzati sia attraverso la rigorosa raccolta dei dati sia garantendo un'adeguata partecipazione ai programmi di studio in atto o di futura attivazione. Va sottolineato che in Italia, ogni anno, vengono diagnostica circa 3.500 nuovi casi di carcinoma alla cervice uterina e circa 1.500 donne muoiono a causa di questa patologia.
Si tratta del primo tumore riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come totalmente riconducibile ad una infezione. E' infatti causato dal virus del papilloma umano di cui sono stati identificati 120 genotipi che infettano l'uomo. Le donne di età inferiore ai 25 anni hanno la più alta incidenza di acquisizione dell'infezione da HPV ad alto rischio (4,5% casi per 100 donne per anno) che cala all'1% in donne tra i 35 e i 55 anni.

Da "Il Messaggero Marche" dell'8 aprile 2008

freccia 7 aprile 2008
Storie di donne: sulle tracce della donna-giraffa
Sono diversi i tipi di turismo e tanti sono i motivi che spingono l'essere umano ad intraprendere un viaggio. L'industria del turismo è in ogni luogo rifiorente ma per alcuni paesi rappresenta l'unica fonte di benessere. Proprio per questo motivo il turista è prezioso, e nei paesi più poveri e bisognosi è visto, sempre e comunque, come un 'benefattore'. Spesso si rivela un lupo travestito da agnello.
Il turismo sessuale ne è l'esempio più forte e drammatico. Il viaggio diventa strumento per incentivare schiavitù e annullare la dignità delle persone. Esiste anche un'altra forma di turismo anch'esso profondamente dannoso e pericoloso: il turismo cosiddetto etnico.
C'è chi parte alla ricerca dell'esotico, di qualcosa di diverso. Qualcosa di unico e raro... fosse anche un essere umano. Questo tipo di 'turista', che si crede una creatura superiore, un eletto, rischia di perpetrare uno dei crimini più abietti che la natura umana abbia mai conosciuto.
Il quotidiano 'Times' ha ultimamente lanciato un allarme raccogliendo la richiesta di aiuto delle donne-giraffa.

Per saperne di più:

http://www.retepariopportunita.it/DefaultDesktop.aspx?doc=2941

freccia 22 marzo 2008
Un'Europa ancora maschilista di Franco Venturini
Tempo di elezioni, tempo di riaprire il dibattito sulle donne in politica. Guardando oltre i confini nazionali, questa volta, perché è uno studio timbrato Unione europea a occuparsi della questione. Le donne, riconosce la ricerca, in Europa se la passano piuttosto male. A cominciare dal luogo dove si dovrebbe dare l'esempio, cioè la gerarchia comunitaria: su 27 membri della Commissione, soltanto nove appartengono al gentil sesso. E naturalmente il presidente è un uomo, il portoghese José Manuel Barroso.
Ma le cose peggiorano se si guarda oltre. Nei parlamenti nazionali dei paesi della Ue soltanto il 24 per cento dei seggi è occupato da donne, e se parliamo dei governi la media diventa di una donna ogni tre uomini.
Europa maschilista, allora? Piano, perché a livello mondiale le parlamentari sono il 17 per cento e soltanto trenta, nelle 262 Camere prese in esame, occupano posti di particolare responsabilità all'interno dell'istituzione.
E' quasi superfluo aggiungere che tutti i governatori delle banche centrali in Europa sono maschi come lo è il presidente della Bce, e che gli uomini occupano il 90 per cento dei posti nei consigli d'amministrazione delle grandi imprese. "I progressi sono troppo lenti - si indigna il commissario al lavoro Vladimir Spidla - e per questo serve una iniziativa più energica".
Quale?
Spidla propone che venga assegnata a una donna almeno una delle tre cariche di vertice che la UE deve definire entro l'anno: il presidente del Consiglio, quello della Commissione, e il "ministro degli Esteri" europeo previsto dal Trattato di Lisbona. Ma soprattutto, il commissario si schiera a favore di legislazioni che prevedano le tanto discusse quote rosa.
Nei paesi dove questo obbligo esiste, infatti, la presenza delle donne in politica va in media dal 40 per cento a un rivoluzionario 60 per cento in Finlandia. Io non ho mai visto di buon occhio un sistema di quote obbligatorio che talvolta può umiliare le capacità delle donne invece di promuoverle. Ma l'esempio della Finlandia, unito al non altissimo prestigio della classe politica in Italia, mi fa riflettere: e se tentassimo anche noi la via di Helsinki?

Da "Io Donna - Corriere della Sera"  del 22 marzo 2008

 

freccia 13 marzo 2008
A New York dal 25 febbraio al 7 marzo 2008 la 52esima sessione della Commissione sullo Status delle Donne (CSW)
Il riconoscimento dei diritti umani passa necessariamente attraverso «la piena affermazione
dei diritti delle donne, del valore della persona, della sua libertà, autonomia e dignità».
Nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, la
comunità internazionale deve assumere come imperativo morale la lotta contro la tratta e lo
sfruttamento degli esseri umani, contro la profanazione e mutilazione del corpo femminile,
contro la segregazione e le persecuzioni di chi sceglie una vita autonoma e libera, contro
ogni pratica di selezione del sesso del nascituro, per cui centinaia di milioni di donne non
sono mai nate.
Questa la posizione del Governo italiano, presentata a New York durante i lavori della
52esima sessione della Commissione Onu sulla condizione delle donne, e contenuta
nell'intervento della Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Barbara Pollastrini,
affidato al rappresentante permanente aggiunto del nostro Paese all'Onu, Ambasciatore Aldo
Mantovani.

Per saperne di più:

http://www.pariopportunita.gov.it/DefaultDesktop.aspx?doc=1826

 

freccia 11 marzo 2008
Ilo: lavoro femminile, "crescita, ma anche molta precarietà"
Presentato il rapporto "Le tendenze globali dell'occupazione femminile"

Sempre più donne al mondo lavorano, 1,2 miliardi in tutto il mondo, 200 milioni in più
rispetto a dieci anni fa. Tuttavia, ovunque nel mondo le donne restano ben più esposte degli
uomini alla disoccupazione, ai lavori a basso rendimento, ai salari bassi e più della metà
ha un lavoro “vulnerabile”, senza una protezione sociale adeguata, né diritti di base o
possibilità di reclamarli. Lo sostiene l'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) nel
rapporto "Le Tendenze Globali dell'Occupazione Femminile - marzo 2008", pubblicato in
occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Per saperne di più:

http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=90785
http://www.retepariopportunita.it/DefaultDesktop.aspx?doc=2860

freccia 3 marzo 2008
Lascia il cancro allo zodiaco
Unicam per la prevenzione del tumore del collo dell'utero
L'università di Camerino, in collaborazione con la Lega Italiana Lotta ai Tumori - sezione provinciale di Macerata, promuove una campagna di sensibilizzazione, rivolta alle dipendenti e alle studentesse UNICAM, in tema di prevenzione di patologie correlate al virus del Papilloma Umano (HPV), quali il cancro del collo dell'utero.

Per maggiori informazioni:

http://www.unicam.it/archivio/eventi/manifestazioni/2008_Prev_Cancro/index.htm

Numero verde UNICAM 800 054000


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1 marzo 2008
Iniziative per l' 8 marzo e per tutto il mese di marzo
a cura dell'Assessorato
 Pari Opportunità della Regione Marche
Sul sito www.pariopportunita.regione.marche.it sono disponibili informazioni su eventi e spettacoli in programma nelle province marchigiane per il mese di marzo e per la giornata dell'8 marzo in particolare.

Per maggiori informazioni:
http://www.advancedcomunicazione.it/regionemarche/eventi/elenco_0308.asp


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1 marzo 2008
8 Marzo, Festa della donna: "LA DONNA NELL’ARTE"
Ingresso gratuito in tutti i luoghi dell’arte statali. Eventi speciali in tutta Italia

Per il secondo anno consecutivo, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, celebra la Festa della Donna con l’evento “La donna nell’arte”, all’insegna della promozione del patrimonio culturale italiano coniugata con i principi della non discriminazione e delle pari opportunità.
Per questo, sabato 8 marzo, tutte le donne potranno accedere gratuitamente ai luoghi d’arte statali, musei, monumenti, archivi, biblioteche, siti archeologici in cui saranno organizzati eventi speciali inerenti l’universo femminile, quali mostre, visite guidate, concerti e dibattiti. L’intento è di dare risalto all’attività artistica delle donne e al loro ruolo di muse ispiratrici nel corso della storia.


Per maggiori informazioni:
http://www.beniculturali.it/sala/FestaDonna2008.asp?nd=ss,cs


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1 marzo 2008
Donna è Web 2008 - Quinta edizione

E' indetto il Concorso DONNAéWEB 2008 – quinta edizione- per l'assegnazione di Premi ai migliori progetti web ideati, progettati e realizzati con un contributo femminile prevalente.
Le linee guida sono quelle di promuovere il ruolo femminile nella nuova economia attraverso la divulgazione dei casi di successo di progetti e iniziative on line; sottolineare il ruolo peculiare che le nuove professioni, nate con lo sviluppo dell'IT, possono avere per incentivare l'occupazione femminile; dare rilievo al valore aggiunto dell'impegno culturale e imprenditoriale delle donne per l'innovazione.


Per maggiori informazioni:
http://donne.premiowebitalia.it/


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28 febbraio 2008
Pari opportunità e lavoro, recepimento della Direttiva 2006/54/CE
Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva comunitaria 2006/54/CE per l'attuazione del principio delle pari opportunità fra uomini e donne in materia di occupazione e di impiego. Lo schema di decreto, frutto dell'impegno del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità, delle Poltiche per la Famiglia e del Ministero del Lavoro, dovrà ora ricevere il parere delle Commissioni parlamentari competenti, prima dell'approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri.

Per maggiori informazioni:
http://www.pariopportunita.gov.it/DefaultDesktop.aspx?doc=1806


freccia 28 febbraio 2008
Attuazione della Carta europea per l’uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale
Il 21 febbraio a Pisa si è tenuta la conferenza finale del progetto "Attuazione della Carta europea per l'uguaglianza e la parita' delle donne e degli uomini nella vita locale", in occasione del 25° anniversario della conferenza europea delle elette locali e regionali. La conferenza ha ricevuto il sostegno della Commissione Europea ed e' stata co-organizzata con l'Aiccre, la Regione Toscana, la Provincia e il Comune di Pisa.

Le sessioni dell'incontro sono state dedicate alla parita' in Europa e nel mondo, all'esperienza delle comunita' locali e al contributo delle Regioni nell'attuazione della Carta, all'azione delle associazioni nazionali e a come sostenere l'attuazione della Carta nel futuro.


freccia 13 febbraio 2008
30 Paesi a confronto
Disponibile on line il Report elaborato da un gruppo d'esperti della Commissione europea dal titolo "Gender mainstreaming of employment policies. A comparative review of thirty European countries".
Il Rapporto indica che la maggioranza dei 30 Paesi analizzati è ancora lontana dall'aver introdotto una reale politica di genere nell'ambito delle politiche dell'impiego. L'attuazione del rispetto dell'uguaglianza tra i sessi resta limitata, infatti, al campo della "flexicurity" e delle politiche salariali.
Il Report contiene anche una "checklist" per una corretta valutazione dei punti nodali da verificare per ottenere un'effettiva uguaglianza tra i sessi.


Per maggiori informazioni:
http://www.retepariopportunita.it/DefaultDesktop.aspx?doc=2698


freccia 23 gennaio 2008
Laurea honoris causa a Rita Levi Montalcini
"Il mio unico merito è stato l´impegno e l´ottimismo, non certo l´intelligenza che è più che mediocre". In un´aula magna gremita di studenti, il premio Nobel Rita Levi Montalcini ha ricevuto, il 22 gennaio 2008, la laurea honoris causa in Biotecnologie industriali dall´Università degli Studi di Milano- Bicocca. In un discorso ironico e appassionato, applaudito da centinaia di giovani, la senatrice a vita ha invitato gli studenti "ad avere fiducia, credere nel proprio lavoro e guardare la vita con ottimismo".

Per approfondimenti:
http://www.universitadelledonne.it/rita levi m.htm



 

"Donne per le Donne"
concorso nazionale per l'assegnazione di borse di studio
Le borse, messe a disposizione dalla Presidenza della Repubblica, di importo pari a € 5.000,00 saranno assegnate ai migliori elaborati che saranno presentati da laureandi, diplomandi alta formazione artistica e musicale e dottorandi sul tema "Donne per le Donne", partecipazione e contributo femminile nei diversi ambiti della politica, della scienza, della società e della cultura.

Maggiori informazioni, bando e domanda di partecipazione alla pagina:
http://www.miur.it/0002Univer/0466Docume/6242_Donne_cf2.htm