ultimo aggiornamento: 15/06/2009

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attivita'

Programma 2007

8 novembre 2006
Incontro
Il Codice delle Pari Opportunita' tra uomini e donne

La locandina

Il documento

Per sottoscrivere il documento inviare la comunicazione a:

pariopportunita@unicam.it


 

Corso "Donne, politica e istituzioni"

 

ARCHIVIO NEWS


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Iniziativa del Comitato Pari Opportunita' dell'Universita' di Pisa


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Iniziativa del Comitato Pari Opportunita' dell'Universita' di Padova

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Il documento sugli interventi della Finanziaria 2007 a favore delle donne

Riceviamo e volentieri proponiamo il documento che riassume gli interventi della Finanziaria 2007 a favore delle donne.
"Provvedimenti a favore delle donne sono presenti nella Finanziaria 2007. Basta rintracciare il filo che tiene insieme i punti dell'interesse di genere disseminati nel provvedimento. Il Dipartimento per i Diritti (non è una novità solamente nominalistica) e le Pari Opportunità potrà disporre di un fondo che, partito da venti milioni di euro iniziali, è stato raddoppiato alla Camera dei Deputati da un emendamento cui hanno aderito anche deputate del Centrodestra, a quaranta milioni di euro. Il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità ha scelto alcune priorità: un investimento legato alla necessità economica e un altro inerente a quella civile del paese. Si può così dire che pari opportunità e mainstreaming nella Finanziaria 2007 si concretizzano in queste misure messe a fuoco dal Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità:
1) l'utilizzo dei vantaggi della riduzione del cuneo fiscale per quanto riguarda il primo obiettivo;
2) il progetto di istituzione di un organismo specifico contro la violenza di genere del tutto nuovo: l'Osservatorio per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per ragioni di orientamento sessuale. Per la nascita dell'Osservatorio è previsto un impegno di spesa pari a tre milioni di euro annui per il triennio (tale organismo funziona molto bene in Spagna già dal 2004). Il 25 novembre 2006 il Consiglio d'Europa ha proclamato la giornata contro la violenza di genere e il governo sta predisponendo un disegno di legge che prevede pene più severe rispetto al passato nei casi più gravi e soprattutto la certezza della pena, maggiori tutele delle vittime nel processo penale, nessuna tolleranza verso tutte le forme di discriminazione; per la prima volta viene data una risposta forte contro lo <stalking> e sono contemplate misure a sostegno dei centri e delle case delle donne maltrattate.
INCENTIVI ALL'OCCUPAZIONE FEMMINILE
Comma 16 (ex art. 18). Per la prima volta nel nostro paese, per favorire la crescita dell'occupazione si adottano incentivi selettivi diversi tra donne e uomini che tengono conto della mancanza di parità nelle posizioni di partenza. Le azioni positive si estendono pertanto a livello economico, nella logica dell'articolo 3 comma 2 della nostra Costituzione e dell'articolo 141, comma 4 del Trattato Ue. Il meccanismo scelto per conseguire l'incentivazione dell'occupazione femminile nelle aree svantaggiate è un beneficio fiscale; sotto forma di deduzione annuale dell'imponibile Irap per le imprese che assumono donne. Nella valutazione dell'importanza del provvedimento va tenuto presente che viene definita svantaggiata qualsiasi lavoratrice di aree geografiche in cui le donne hanno un tasso di disoccupazione superiore al 100% della media comunitaria e nelle quali la disoccupazione femminile abbia superato il 150% del tasso di disoccupazione maschile. Le donne del Sud del nostro paese superano il primo parametro due volte e mezzo, quanto al secondo siamo passati nel primo trimestre 2006 dal 156% al 165%. Concretamente nelle zone del Sud assumere una donna a tempo indeterminato anziché un uomo farà risparmiare alle imprese circa 150 euro al mese.
Comma 450 (ex art. 104). Rispetto ai fondi per l'innovazione industriale vi è il vincolo di sentire il ministro per i diritti e le pari opportunità relativamente al rispetto degli obiettivi di Lisbona che comprendono l'incremento dell'occupazione femminile e gli investimenti per l'imprenditoria femminile. A questo proposito va ricordato che il Ministero delle Pari Opportunità ha ottenuto la delega in materia da parte del Ministero delle Attività Produttive (la legge sull'imprenditoria femminile non è stata finanziata dal governo Berlusconi a partire dal 2001). Al Senato è stato approvato un emendamento in base al quale il ministero delle Pari Opportunità non è semplicemente< sentito> ma è previsto il <concerto> .
PARI OPPORTUNITA'
Le misure a favore delle donne non si esauriscono con questi provvedimenti. Per l'affermazione delle pari opportunità la Finanziaria prevede politiche specifiche:
Comma 773 (art. 194). Il fondo complessivo del Ministero usufruisce di una somma pari a 40 milioni di euro per ogni anno del triennio. Tale fondo verrà impiegato anche per le iniziative e le attività previste nell'ambito dell'Anno europeo delle Pari Opportunità per tutti (il 2007) con una previsione di spesa stimabile in un milione di euro.
Comma 272 (ex art. 76). Nel riordino dell'istituto di valutazione della scuola - Invalsi - si afferma il principio dell'equilibrio tra uomini e donne.
Comma 13 (ex art. 17). Gli interventi dell'agenzia del Demanio e degli enti territoriali rivolti allo sviluppo locale dovranno perseguire con priorità politiche di pari opportunità.
Comma 763 (ex art. 192). Il ministero per la Famiglia definirà l'organizzazione amministrativa e scientifica dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Comma 771 (ex art. 193). Piano per gli asili nido. Verranno stanziati 300 milioni di euro nel triennio per una nuova rete di servizi alla prima infanzia. L'obiettivo è di aumentare i posti disponibili negli asili nido dall'attuale 9.9% al 33% entro il 2010 in linea con quanto fissato nell'Agenda di Lisbona. Il piano straordinario sarà realizzato di concerto con i Ministeri della Pubblica Istruzione, della Solidarietà sociale e delle Pari Opportunità.
Comma 50 i septies nuovo. Prevede benefici fiscali per le spese sostenute per il lavoro di cura.
Commi 415/417 (ex art. 86). Sono parzialmente estesi ai lavoratori a progetto e altre categorie assimilate le indennità di malattia e i congedi parentali. Nel corso dell'esame alla Camera è stata inserita una particolare tutela per le maternità a rischio.
Comma 43 (ex art. 20). Aggiunta all'esenzione dell'Iva anche delle prestazioni a favore di alcune categorie svantaggiate, tra cui i richiedenti asilo e le donne vittime della tratta.
FIGLI A CARICO
Per un numero di figli superiore a tre l'importo base della detrazione è aumentato di 200 euro per ciascun figlio. Le detrazioni per figli a carico sono aumentate di 220 euro nel caso di figlio portatore di handicap.
Per i carichi famigliari viene introdotto un nuovo sistema di detrazioni decrescenti al crescere del reddito.
FONDO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA
E' stato istituito il Fondo per la non autosufficienza per sperimentare modelli di cura domiciliare e presso strutture protette delle persone non autosufficienti (100 milioni di euro per il 2007 e 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009).
DIRITTI UMANI
Comma 775 (ex art. 197). Autorizza la spesa aggiuntiva pari a 500mila euro per la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili.
Comma 43 (ex art. 20). Prevede l'esenzione Iva anche per le prestazioni socio-sanitarie di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in comunità e simili rese da organismi di diritto pubblico, istituzioni sanitarie riconosciute e da enti aventi finalità di assistenza sociale e da Onlus per <persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, persone detenute, vittime di tratta, a scopo sessuale e lavorativo>.
Commi 780 e 781 (ex art. 199). E' istituito il Fondo per l'inclusione sociale degli immigrati gestito dal Ministero della Solidarietà sociale, dal Ministero per la famiglia e dal Ministero della Salute con uno stanziamento pari a 50 milioni di euro annui per il triennio.
CONSULTORI FAMILIARI
Verrà realizzato un piano per la riorganizzazione dei consultori familiari finalizzato a potenziarne gli interventi sociali in favore delle famiglie, elaborato con il ministro della Salute e con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del Decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 291.
FONDO POLITICHE PER LE FAMIGLIE
E' stato incrementato di 210 milioni di euro annui per il triennio 2007-2009. Servirà a finanziare l'Osservatorio per la famiglia, coordinare progetti di conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura familiare e sperimentare iniziative per l'abbattimento dei costi per le famiglie numerose. Inoltre le risorse del Fondo saranno finalizzate a qualificare il lavoro delle assistenti familiari che si occupano di bambini, anziani o disabili, a facilitare l'incontro tra domanda e offerta nel settore dell'assistenza familiare e a riorganizzare e rilanciare i consultori familiari.
ASILI NIDO
Stanziati 100 milioni di euro l'anno per il triennio a favore del Piano straordinario per gli asili nido al fine di aumentare i posti disponibili ed arrivare entro il 2010 ad una copertura del 33% (oggi 10%).
INVALIDITA' CASALINGHE
Ridotta la percentuale di invalidità dal 33% al 27% per poter usufruire del premio assicurativo.
DETRAZIONI BADANTI
Nuova detrazione del 19% per le spese per le badanti che assistono persone non autosufficienti ( tetto massimo della spesa 2.100 euro ) se il reddito di chi le sostiene è inferiore a 40.000 euro annui.
(a cura di Grazia Barbiero e del Coordinamento Nazionale delle Democratiche di Sinistra)
Il documento integrale sul sito (www.deltanews.it), in approfondimenti
(Delt@ Anno V°, N. 68 del 26 Marzo 2007)

Part time e maternita': nuovo conflitto della differenza sessuale?
La seguente riflessione scaturisce dal gruppo Lavoro della LIBRERIA DELLA DONNE DI MILANO e dalla pubblicazione e dalla discussione in giro per l'Italia del quaderno di Via Dogana PAROLE CHE LE DONNE USANO PER QUELLO CHE FANNO. NEL MONDO DEL LAVORO OGGI: le donne per parlare del lavoro usano determinate parole….che sono state raccolte in 22 brevi capitoli…e fra queste parole eccone due
TEMPO PARZIALE O PART TIME - TEMPO DELLA MATERNITA'.
Maria Benvenuti del gruppo lavoro della Libreria propone di fare un gruppo di ascolto sul tempo parziale per confrontarsi sulla condizione di disagio di molte donne, che non riuscivano a rimanere in full-time, con i figli piccoli, e che si sono trovate a dover scegliere un orario lavorativo ridotto, per conciliare il tempo dedicato alla propria professione ed al lavoro di cura, con un netto peggioramento della qualità del lavoro. Spesso infatti usufruire del part-time, riduce le possibilità di carriera e porta a una retrocessione di mansioni.
Si sono fatti già tre incontri di ascolto di esperienze e già un passo avanti in questo senso sembra sia stato fatto Lunedì 19 dal Coordinamento Donne di CGIL, CISL, UIL, che ha presentato alla Ministra Pollastrini, una Piattaforma Sindacale di 12 punti, di cui 4 riguardano la maternità e il lavoro, ed il tempo parziale. Con quest'ultimo punto si intende procedere ad una revisione della legge sul part-time, eliminando la possibilità che ha attualmente l'azienda di variare unilateralmente l'orario lavoro e concedere la possibilità di ottenere il part -time a genitori con bambini fino 6 anni.
Diverse sono state le testimonianze interessanti emerse nel corso della serata: donne che hanno chiesto il part-time ed ora sono in full-time, donne che intenderebbero chiederlo, ma difficilmente lo otterrebbero, nonché la testimonianza di una sindacalista, che si occupa, in particolare di maternità.
Ciò che è emerso dal confronto è stato che durante il periodo di part-time ci si sente sempre un po' diverse dai colleghi: si ha maggior tempo libero per la famiglia , per sè, a discapito, si sa dello stipendio, della qualità del lavoro e delle prospettive di carriera. Spesso per poter avere riconosciuti i propri diritti, anche nei passaggi di carriera, si deve ricorrere al sindacato.
A volte si rischia anche di non poter usufruire dei corsi di aggiornamento professionale, e allora si ricorre a corsi privati, difficilmente possibili con un orario full-time.
Con l'attuale normativa chi sceglie il part-time difficilmente può tornare in full-time, e questa è una grave penalità per la possibilità di realizzazione professionale e per l'indipendenza economica personale delle donne. Chiaro infatti è che il part-time è una scelta temporanea e contingente, ma spesso non definitiva.
Si sono sentite raccontare la storia di diverse donne che si sono rivolte al sindacato per vedere tutelata la propria condizione di lavoratrici madri, donne che spesso raccontano il proprio disagio, ma temono di andare in vertenza, per ritorsioni del datore di lavoro o di denunciare la loro condizione dinanzi ai mass media.
Il part-time viene concesso con favore nell'ambito della ristorazione, ma come nel resto dei settori: è il datore di lavoro che sceglie l'orario, mettendo la lavoratrice nelle condizioni di rinunciarvi. Come emerge infatti dai casi riportati dalla sindacalista: alle donne è concesso il part-time, ma a condizioni disagevoli: dalle 17.00 in poi o la domenica, orari nei quali notoriamente una madre si dedica alla cura dei figli, vanificando quindi il senso dello stesso.
Interessante è parsa la proposta di creare gruppi di ascolto sul part-time, come l'Ascoltatoio, anche in azienda, perché il rischio è quello di non poterlo ottenere secondo le istanze del lavoratore e di perdere ogni tutela relativa alla maternità.
Curioso è il fatto che sembra che gli uomini, anche nel sindacato, non siano sensibili alle problematiche delle donne, connesse alla richiesta di part-time, dovuta a una necessità di conciliare lavoro di cura e professione, anche perché la percentuale di donne attive è inferiore a quella degli uomini.
Le donne presenti concordano sull'opportunità di partire da azioni legali per far cambiare le cose, secondo la linea scelta dall'attuale consigliera di parità Tatiana Biagioni.
La sindacalista dice che quando una donna si rivolge a lei per risolvere le proprie problematiche, le suggerisce di portare le proprie istanze sempre prima dinanzi alla consigliera di parità.
Il quadro che emerge non è dunque quello che i media dipingono e cioè che le donne non vogliono più fare figli, ma che hanno difficoltà oggettive a crescerli e gestire adeguatamente la propria maternità e spesso quindi sono dissuase dal farli.
Una delle socie storiche della libreria, avvocata , cerca di riportare il problema del part-time, più che a una mera discriminazione di genere a una questione di conflitto tra i sessi, tra padre e madre del bambino, che spesso si vede costretta o decide di chiedere il part-time.
Riuscire ad avere il part-time nelle piccole imprese è difficilissimo e qua entra in gioco il conflitto con il datore del lavoro, spesso impersonato da manager maschili.
In ogni caso il part-time sembra essere una pezza posta sul disagio femminile, collegabile a un conflitto tra i sessi più ampio. Si chiede infatti, e getta la domanda come provocazione a un futuro confronto: chi fa la guerra alla maternità? Il datore di lavoro, il sindacalista, il collega o il compagno? Perché si vuole essere madri da sole, scegliendo noi donne il part-time?
Spesso infatti nei discorsi delle donne, anche di quelle presenti c'è il concetto che si desidera crescere i propri figli in prima persona e non si intende delegare la propria genitorialità a nessuno, a volte neanche al padre, al quale è riconosciuto un ruolo di secondo piano.
E' così forte questo potere di autorealizzazione, che si ha attraverso la maternità, si chiede, da accettare di subire il disagio finora rappresentato? Il problema sembra essere culturale, sembra essere connesso ad un conflitto con gli uomini, che non l'accettano a pieno come dato di fatto importante dell'esistenza di un individuo, come momento importante per una donna, ma anche per un uomo.
Un altro elemento che fa sorgere il conflitto è che sicuramente per le donne oggi il lavoro e la maternità sono egualmente importanti, ed è per questo che si tende a portare in avanti l'età della prima maternità.
La socia della Libreria delle Donne si chiede: il part time è un problema delle donne? E' un problema culturale, secondo il quale alle donne è affidato il lavoro di cura relativo ai figli e agli uomini il lavoro? E' connesso a una cattiva organizzazione del lavoro? Una donna fa presente che se nell'organizzazione del lavoro, si lasciasse spazio alla creatività e alla gestione del tempo per sé in misura più adeguata all'individuo, ne beneficerebbe il lavoratore, ma anche l'intera società. Oggi il 50% delle donne non ha un lavoro dipendente. Sicuramente nei paesi come l'Olanda e l'Inghilterra dove si rispettano questi parametri nella concessione del part-time, la situazione è migliore.
Nel campo del lavoro se la Risorsa Femminile continuerà ad essere considerata un costo e non una RISORSA ECONOMICA e l'organizzazione del lavoro non cambierà, non cambierà neppure la società.
(Delt@ Anno V°, N. 68 del 26 Marzo 2007) Valeria Cazzaniga

A Pisa si è discusso delle donne nel mondo della ricerca
"Non sono necessarie le quote rosa, basterebbe togliere quelle celesti". Sono le parole, molto chiare e dirette di Flavia Zucco, Presidente dell'associazione "Donne e Scienza" e biologa dell'Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del Cnr di Roma, intervenuta venerdì 23 marzo al workshop "Donne e ricerca. Quali prospettive attraverso l'Europa?", tenutosi nell'Aula Magna del Dipartimento di Chirurgia S. Chiara a Pisa.
All'incontro sono intervenute oltre a Zucco, Silvana Vallerga, del CNR di Genova e componente dell'Helsinki group of women and science, Bianca Beccalli, professora ordinaria di Sociologia del Lavoro dell'Università di Milano, e Marina Marchetti, Commissione Europea, DG ricerca; moderate da Rita Biancheri, docente di Sociologia della Famiglia e Presidente del Comitato di Pari Opportunità dell'Università di Pisa.
Obiettivo del workshop, analizzare e offrire una panoramica della situazione attuale del mondo della ricerca, e accademico in generale, e della posizione delle donne, in Italia e in Europa. Una giornata interessante e piena di spunti di riflessione che necessitano di ulteriori approfondimenti.
Emerge un quadro cui ormai sembriamo abituate, talmente tanto da darlo ormai per scontato. Le donne non hanno posto, devono lavorare almeno il doppio degli uomini, produrre lavori di qualità superiore e dare costantemente prova delle proprie capacità e della propria preparazione…per arrivare ad ottenere un terzo dei risultati raggiunti dagli uomini, in termini di avanzamento di carriera, contratti e riconoscimenti.
Zucco è molto esplicita su questo: le donne non vogliono avere dei privilegi o dei vantaggi. Basterebbe che fossero eliminati i privilegi e i vantaggi di cui godono gli uomini per ottenere una situazione di partenza equilibrata, in cui le donne saprebbero sicuramente farsi valere. Cambiare le procedure di valutazione nei concorsi, dunque, con requisiti e regole che siano gli stessi per entrambi i sessi e proporre dei modelli di ruolo positivi, di valorizzazione delle competenze e della qualità del lavoro.
E se Miccoli, Prorettore ai rapporti con la Commissione Europea dell'Università di Pisa, introducendo la giornata ha detto che "per fare ricerca servono cervello e soldi", Silvana Vallerga controbatte sostenendo che le donne hanno il cervello, ma non riescono ad avere soldi.
Dopo Lisbona, l'obiettivo dell'Europa è quello di realizzare la "città della conoscenza" e di raggiungere l'eccellenza; obiettivo fondamentale, in vista del fatto che ormai il concetto di conoscenza è legato allo sviluppo economico di un Paese (la cosiddetta economia della conoscenza). Per portare a termine tale obiettivo sono necessari almeno 500.000, tra ricercatori e ricercatrici, e 1.200.000 figure legate alla ricerca in più, e, soprattutto, occorre reclutare i migliori talenti.
Il maggiore ostacolo rilevato dall'UE nello sviluppo di un polo di eccellenza è la perdita delle ricercatrici. Attualmente, infatti, il primato nello studio delle donne non si verifica solo in Italia, ma in tutta Europa. Le donne si laureano in numero maggiore rispetto agli uomini, con voti più alti e in meno tempo dei loro colleghi, e non solo; investono di più anche nella formazione post-lauream, con corsi, master e dottorati. Ma, al termine degli studi non riescono a trovare una adeguata collocazione nel mondo del lavoro, in questo caso accademico, rimanendone escluse, con una perdita di conoscenza, di sapere e di investimento ingenti.
E l'Italia? Dal 2003 al 2006 ha perso il 30% della propria eccellenza accademica, cadendo fuori dalla graduatoria mondiale: l'unica università italiana che rimane tra le prime cento per eccellenza è La Sapienza, di Roma, che, tuttavia, è al centesimo posto.
L'UE ha, dunque, dovuto prendere atto della necessità di trovare soluzioni che le consentano di risalire la china dell'eccellenza e rimettersi in pari con gli altri Paesi. Tra gli strumenti adottati, vi è una Carta Europea dei Ricercatori, un codice che contempla anche delle regole nell'assunzione. Regole necessarie soprattutto per garantire un equo accesso al mondo della ricerca per le donne. Da un'indagine condotta in Svezia da due ricercatrici è emerso chiaramente come i criteri adottati nei concorsi siano fortemente discriminanti: fatta eccezione per il primo, l'eccellenza, gli altri due riguardano la conoscenza del candidato presso i valutatori e il genere (ovviamente maschile). Ancora, per portare l'esempio italiano, emerge che una ricercatrice deve pubblicare 2,6 volte di più di un collega uomo per arrivare ad ottenere la stessa valutazione, in merito alla professionalità e alle capacità. Purtroppo la Carta è stata espressa in forma di dichiarazioni di principio, non di direttiva; dichiarazioni la cui implementazione rimane alla discrezione delle singole università. E i dati non sono incoraggianti: del 41% delle dottorate solo il 14% arriva nella fascia di dirigenza della ricerca. Dati che continuano a non migliorare a causa, anche, dei comportamenti contraddittori dell'UE, che se da una parte ha approvato la Carta dei Ricercatori, dall'altra ha eliminato, nel VII Programma Quadro, il Gender Action Plan, che misurava la capacità di creare equilibrio tra le risorse di una ricerca e costituiva criterio di ammissione ai finanziamenti, e l'unità Donne e Scienza nella DG della Ricerca. Il tutto dietro il motivo della semplificazione dei procedimenti.
Per nostra fortuna il gruppo Donne e scienza continua a rimanere attivo e, nella conferenza di chiusura della presidenza austriaca dell'UE, è stato approvato il Codice Minerva, al momento solo una raccomandazione, ma presto, si spera, uno strumento attivo a livello normativo. Il Codice Minerva, proprio nell'ottica di un giusto accesso delle donne al mondo della ricerca e accademico, propone cinque criteri per la trasparenza dei concorsi: 1. Bando pubblicato almeno due mesi prima della selezione; 2. Tutti i criteri di valutazione pubblicati nel bando; 3. Pubblicazione dei curricula dei valutatori; 4. Pubblicazione dei curricula dei candidati; 5. Pubblicazione dei curricula dei vincitori. Un codice che sembra banale, eppure…
E se Rita Biancheri mostra come le donne, in Italia, entrino come strutturate nelle università in numero minore e ad un'età più avanzata, rimanendo, inoltre, concentrate ai livelli più bassi delle carriere, Bianca Beccalli esprime le proprie perplessità sui nuovi stereotipi di genere che si sono affacciati, facendo scomparire dal dibattito il termine "discriminazione", per sostituirlo con il termine "libertà": le donne scelgono liberamente di non fare (politica, carriera, ecc.), perché preferiscono impegnarsi in altro. Questo rovesciamento dell'analisi del percorso delle donne fa convergere il pensiero femminista nelle correnti ultraliberali, in un miscuglio ideologico alla base dei cambiamenti veri o presunti della società. Un cambiamento che spesso non è proteso al futuro, ma costituisce un ritorno al passato.
Marina Marchetti, in conclusione, rimarca l'esigenza dell'eccellenza scientifica, eccellenza che per essere raggiunta necessita di risorse umane e di crescita di competitività.
Motivo per cui si guarda alle politiche di genere nella ricerca.
(Delt@ Anno V°, N. 68 del 26 Marzo 2007) Alessandra Forteschi

Il mobbing negli uffici giudiziari romani
L'attività delle Consigliere di Parità della Provincia di Roma prosegue densa di proposte e azioni concrete, per perseguire efficacemente l'obiettivo della parità e della lotta alle discriminazioni. E il 15 marzo 2007, le Consigliere provinciali di Parità, Francesca Bagni Cipriani e Daniela Belotti, sono state chiamate ad intervenire, presso la Corte d'Appello di Roma, all'incontro-formazione sul tema del mobbing nei contesti organizzativi, promosso e coordinato dal Comitato Pari Opportunità degli Uffici Giudiziari della Corte d'appello di Roma, presieduto da Evelina Canale. Molti interessanti contributi hanno sostanziato l'iniziativa, che ha visto la partecipazione attiva di numerosi studiosi ed esperti della materia, dirigenti e quadri dei Ministeri della Giustizia e della Salute e giudici del lavoro. Lo spunto per questo incontro è nato dalla considerazione dello stato di profonda crisi che soffoca la convivenza organizzativa, cioè quella forma particolare del "vivere insieme" che si realizza nei contesti di lavoro, in cui spendiamo buona parte del nostro tempo e molte delle nostre energie. In questa dimensione, sempre più preoccupante, ma spesso, purtroppo, altrettanto prevedibile, sono proprio i fattori organizzativi, più e meglio dei tratti della personalità, a spiegare l'insorgere del fenomeno del mobbing. Qual è, ad esempio, il livello di benessere organizzativo negli Uffici Giudiziari Romani, in cui la maggioranza dei dipendenti sono donne? Scarso, a quanto pare, o almeno inadeguato, secondo i risultati di una ricerca empirica, condotta dalla Prof.ssa Isabella Poggi, tramite la somministrazione al personale dipendente degli Uffici Giudiziari Romani di un questionario sul mobbing. E' allora possibile, in qualche modo, trasformare in un'ottica di genere i contesti di lavoro? Evolvere verso una struttura organizzativa unanimemente ricca, che sostituisca la logora logica di potere con quella della convivenza e della cooperazione? Proprio a queste domande ha cercato di rispondere la ricerca condotta dal Comitato delle Pari Opportunità degli Uffici Giudiziari Romani, che si è avvalso dell'apporto scientifico del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università Roma Tre. E a questo proposito, Francesca Bagni Cipriani, Consigliera di Parità della Provincia di Roma, ha lanciato la proposta di una campagna per la definizione del concetto di mobbing, delle sue declinazioni e ricadute nei luoghi di lavoro, finalizzata ad incidere positivamente sia sulla salute che sull'aspetto giudiziario di questo diffuso problema, troppo spesso taciuto per paura o inesperienza. Ciò, secondo un'ottica pragmatica, volta ad individuare le realtà di abuso e discriminazione nei contesti organizzativi e finalizzata al raggiungimento effettivo dei principi di parità e convivenza e alla salvaguardia e valorizzazione dei talenti e delle competenze femminili nei contesti organizzativi. A questo scopo, la Consigliera Bagni Cipriani ha prospettato la possibilità di un proficuo intervento dei neonati Stati Generali delle Pari Opportunità di Roma e Provincia, una rete costituita da tutti gli organismi istituzionali di parità presenti sul territorio, che si è formata recentemente a partire dall'esperienza e dalle esigenze espresse dai CPO. Gli Stati Generali delle Pari Opportunità potranno rappresentare un'importante occasione per rafforzare la soggettività femminile nelle istituzioni e nel mondo del lavoro, facendo rete, condividendo esperienze e buone prassi e promuovendo la circolazione della cultura delle pari opportunità.
(Delt@ Anno V°, N. 69 del 27 Marzo 2005) C. F.

 

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21 marzo - Giornata internazionale contro il razzismo
Mercoledi 21 marzo, si è tenuta a Roma la Conferenza europea "Equal opportunities for all in education and employment", sui temi della parità di trattamento e della non discriminazione nell'istruzione e nel lavoro, alla quale parteciperanno, tra gli altri, la Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Barbara Pollastrini ed il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale Cesare Damiano ( la Conferenza è in corso allo spazio Etoile, P.zza San Lorenzo in Lucina 41, Roma).
L'iniziativa è stata organizzata dall'Agenzia europea ETF (European Training Foundation) e dall'UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità) in occasione della Giornata Internazionale Contro le Discriminazioni Razziali.
In questo ambito la Commissione contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI) ed il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa hanno deciso di pubblicare proprio il 21 marzo la raccomandazione ai governi degli Stati membri sulla lotta contro il razzismo e la discriminazione razziale nell'ambito e per mezzo dell'educazione scolastica, adottata il 15 dicembre 2006.
''Oggi è la giornata mondiale contro il razzismo e per le pari opportunità per tutti, a partire dalle donne, dagli immigrati, da coloro che hanno un orientamento sessuale diverso, i gay e le lesbiche, e a partire da tutte le minoranze'', ha dichiarato la ministra per i Diritti e le pari opportunità'', Barbara Pollastrini, ai lavori del convegno organizzato a Roma in occasione dell'Anno europeo delle pari opportunita'. ''La nuova legge sull'immigrazione - ricorda Pollastrini- verrà portata presto al governo ed è una proposta utile e concreta, che stabilirà dei principi attraverso i quali le persone straniere che vivono nel nostro paese saranno più rispettate ma avranno anche più doveri''.
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)

Un rapporto Onu sottolinea il razzismo in Italia
Il Relatore Speciale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite Doudou Die'ne, incaricato di esaminare i fenomeni del razzismo della discriminazione sociale e della xenofobia, ha visitato l' Italia lo scorso ottobre, al fine di elaborare un rapporto a tal proposito. Secondo il Relatore, si è, nel nostro Paese, di fronte a fenomeni di vera e propria schiavizzazione nel settore agricolo, delle donne migranti, della diffusione della prostituzione e delle gravi condizioni di lavoro in cui versano i lavoratori domestici.
Inoltre, il rapporto di Doudou Die'ne ha sottolineato l'inesistenza di accordi bilaterali con la comunità musulmana, vittima di discriminazioni e ostilità. La Legge Bossi - Fini, a parere del Relatore Speciale dell'ONU, si sarebbe risolta in un vero e proprio ostacolo all'integrazione e al dialogo con le comunità di lavoratori immigrati nel nostro Paese, poiché aveva maggior riguardo alla sicurezza rispetto alla necessità di integrazione dei migranti.
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)

Le Consigliere di Parità di Torino promuovono un incontro su "Innovazione e Conciliazione"
Proposto dalle Consigliere di Parità della Provincia di Torino, Laura Cima e Ivana Melli, nell'ambito del progetto "Donne e Innovazione", il convegno Innovazione e Conciliazione. Nuove soluzioni organizzative (26 marzo, ore 9.00 - 13.00 Sala Consiglieri della Provincia, Via Maria Vittoria, 12) si propone di approfondite il confronto sugli elementi di innovazione di cui le donne sono portatrici nel campo scientifico, economico tecnologico con riflessi sull'organizzazione aziendale. In particolare, l'intreccio con il tema della conciliazione dei tempi, approfondito dalla pubblicazione "Innovazione e Conciliazione", che sarà presentata nel corso del convegno, evidenzia l'apporto innovativo delle donne a tutti i livelli e l'importanza dell'azione preventiva nei confronti delle discriminazioni.
Di particolare rilievo la partecipazione della Sottosegretaria al Ministero della Famiglia, Chiara Acciarini, che interverrà sugli aggiornamenti circa il futuro della legge 53/2000 e delle politiche di conciliazione dei tempi per le aziende, della legge sugli asili nido aziendali.
Su proposta delle Consigliere di Parità sarà affrontata la costituzione del "Tavolo per l'Innovazione e la Conciliazione" finalizzata a individuare un interlocutore e una sinergia comuni per il raggiungimento degli obiettivi occupazionali e di sviluppo indicati dalla Comunità Europea. Sarà, inoltre, presentata una proposta per promuovere una maggior attenzione da parte delle imprese sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro che vedrà, come primo passo, la creazione di uno strumento informativo e di promozione per l'utilizzo dell'art.9 della legge 53/2000.
Per informazioni - Ufficio della Consigliera di Parità c/o Provincia di Torino, Via Maria Vittoria 12 - 10123 Torino - Tel. 011/8612771 - fax 011/8612889 - consigliera_parita@provincia.torino.it - www.consiglieraparitatorino.it - www.provincia.torino.it
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)

Pesaro/Urbino: corsi di formazione per 69
Nei prossimi giorni, 69 le donne di età superiore ai 30 anni, che risiedono nel territorio della provincia di Pesaro e Urbino e disoccupate da almeno due anni per la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia dopo una maternità o per accudire familiari anziani o disabili, che sono riuscite a riprendere un'attività lavorativa grazie a Pari, il Programma d'azione per il reimpiego di lavoratori svantaggiati, saranno coinvolte in corsi di formazione professionale di 30 ore per rafforzare le proprie competenze, corsi resi possibili grazie ad un contributo del ministero del Lavoro di 89 mila euro.
Il progetto, informa una nota stampa, voluto dal ministero del Lavoro, ha coinvolto la Regione Marche e le Province, con l'assistenza tecnica di Italia Lavoro, per rafforzare le politiche occupazionali a favore di particolari categorie di lavoratori. Le 69 donne, selezionate sulla base delle domande pervenute, 142 nel territorio provinciale, hanno potuto beneficiare di una borsa lavoro di 450 euro lorde al mese per 8 mesi, per 20 ore settimanali, erogata dall'Inps per svolgere attività nelle aziende aderenti al progetto, 140 nella provincia, articolate nei settori del tessile, artigianato e industria, cantieristica navale, servizi, studi professionali, turismo, commercio.
A questa fase formativa, che si terrà all'interno dei Centri per l'impiego della Provincia, parteciperanno anche 15 lavoratori in mobilita' che hanno aderito al progetto. ''Già alcune aziende - commenta l'assessore provinciale alla Formazione e Lavoro, Massimo Galuzzi - hanno segnalato alla Provincia l'intenzione di assumere le lavoratrici che hanno partecipato al progetto. Questa azione di politica attiva del lavoro che stiamo perseguendo è risultata tra le più efficaci a livello nazionale, tanto che il Ministero del Lavoro ha individuato la provincia di Pesaro e Urbino come sede del convegno nazionale sul progetto Pari che si terrà a settembre''. Il programma continuerà con una seconda fase, quando a maggio usciranno i nuovi bandi. Saranno previsti incentivi alle aziende che assumeranno soggetti in difficoltà, donne e disoccupati di lunga durata e inoccupati, per un periodo superiore ai 12 mesi o per quelle persone che vorranno dar vita ad un'impresa.
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)

All'Università di Reggio Emilia poche le iscritte ai corsi di laurea scientifiche
Sono davvero poche le ragazze della provincia di Reggio Emilia iscritte ai corsi di laurea di meccatronica, ingegneria meccanica o elettronica, mentre è quasi tutta al femminile la facoltà di Scienze della Formazione. Solo donne sono le educatrici di asilo nido, rosa al 90% il corso di Formazione primaria, all'88% quello di Scienze dell'Educazione. Le ragazze si laureano prima e con esiti migliori rispetto ai maschi: a laurearsi prima dei 20 anni è, infatti, l'84% delle femmine e il 71,4% dei maschi con votazioni superiori ai 27/30 il 28,9% delle femmine e il 14% dei maschi. Sono alcuni dati emersi ieri nel corso della tavola rotonda dal titolo 'Gender Education. Differenza di genere e Didattica della scienza e della tecnica', promossa dall'assessorato provinciale alle Pari opportunità e dalle consigliere di parità di Reggio Emilia.
Di donne e scienza, un rapporto comunque in evoluzione, si parlerà questa mattina a Radio3 Scienza - dalle 11.30 alle 12.00, Pietro Greco ne parlerà' con Maria Curatolo, responsabile nazionale dell'Infn dell'esperimento Atlas, e con Raffaella Simili, docente di storia della scienza all'università di Bologna -
Nelle ultime settimane tre donne sono state elette a capo di tre esperimenti di fisica nel grande laboratorio europeo del Cern. E, si precisa, sono state elette esclusivamente in base a criteri di professionalità. Il sistema di distribuzione dei finanziamenti alla ricerca è di nuovo al centro del dibattito. Radio3 Scienza sul tema sentirà Toni Scarpa, direttore del Center for scientific review dell'americano Nih (National Istitute of Health), e Roberto Battiston, direttore della sezione dell'Infn di Perugia. Indirizzo di posta elettronica: radio3scienza@rai.it.
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)

Dalla Provincia di Firenze una guida per le lavoratrici madri
"Diventerò mamma: istruzioni per l'uso" è la guida che la Provincia di Firenze ha realizzato per le neomamme, al fine di far conoscere le norme che tutelano le lavoratrici durante la maternità e garantiscono il diritto del bambino ad un'adeguata assistenza. La brochure, realizzata con la collaborazione della consigliera provinciale di Parità e dell'azienda farmaceutica Ely Lilly, affronta con chiarezza espositiva la normativa vigente nei casi delle lavoratrici dipendenti e di quelle autonome o atipiche (ma anche di casalinghe, studentesse e disoccupate) e i risvolti economici correlati, affinché non vengano sottovalutate le tutele offerte alle future mamme: dalla conservazione del posto di lavoro, alla sottrazione a condizioni di rischio, ai permessi per gli accertamenti diagnostici, ai congedi dopo il parto. Infine sono indicati i numeri utili, quali quello della consigliera di Parità e degli Uffici del Lavoro e quelli delle Asl e dell'Inps. Disponibile in altre sei lingue, la brochure gratuita sarà reperibile presso tutte le Asl del territorio provinciale.
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)

Ultimi giorni per partecipare alla Rassegna "A Corto di Donne"
Si terrà a Pozzuoli dal'8 al 10 giugno la III rassegna internazionale di cortometraggi al femminile "A corto di donne". Le registe italiane, europee e anche da Russia e Usa possono partecipare con opere audiovisive di massimo 20 minuti, spaziando per generi e temariche trattate. Oltre alle opere di fiction sono in netto aumento i contributi che provengono dal mondo della videoarte, con i lavori di affermate registe del settore.
Saranno tre giorni di visioni e incontri con le autrici. Ma non solo. I promotori della rassegna - associazione culturale "Quicampiflegrei" e Coordinamento Donne Area Flegrea - stanno definendo con affermati registi, attori ed esperti cinematografici una serie di interventi e workshop per una full immersion nello stato dell'arte del cinema al femminile in Italia.
L'iniziativa si svolge sotto il patrocinio di: Regione Campania; Provincia di Napoli; Comune di Pozzuoli; Azienda Autonoma Cura, Soggiorno e Turismo di Pozzuoli; Ente Parco Regionale Campi Flegrei; Campania Film Commission; Agis CampaniaCreazioni di donne in mostra
Entro il termine del 31 marzo 2007, i cortometraggi, inediti o meno, dovranno pervenire agli organizzatori al seguente indirizzo: "A Corto di Donne" - c/o Azienda Autonoma Cura, Soggiorno e Turismo - Via Campi Flegrei, 3 - 80078 Pozzuoli (NA).
Su www.acortodidonne.it
- è possibile scaricare il regolamento integrale e la scheda di iscrizione alla rssegna.
Ulteriori informazioni possono essere richieste inviando una e-mail a info@acortodidonne.it
  oppure telefonando al numero 347.6675.785.
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)

A Janet Thornton quello fiorentino per la bioinformatica
Janet Thornton, direttrice dal 2001 dell'Istituto Europeo di Bioinformatica, con sede a Cambridge, e pioniera della bioinformatica, ha vinto il Premio Città di Firenze. Questo riconoscimento, informa l'avvocato Edoardo Speranza, presidente del Comitato Promotore e Presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, è attribuito al merito e ai risultati concreti del lavoro e dello studio di grandi personalità del mondo scientifico. Esso vuole rappresentare sempre più un punto di riferimento emblematico per quanti si dedicano alla ricerca con serietà e passione. Ivano Bertini, direttore del CERM e presidente del Comitato Scientifico del Premio, ha asserito che con questo riconoscimento "non si premia la singola scoperta, ma l'impegno di una vita dedicata alla scienza con risultati eccellenti. Un premio unico nel suo genere in Italia, che la città di Firenze conferisce ai massimi rappresentanti della ricerca scientifica contemporanea, a coloro che stanno scrivendo oggi la storia della scienza". "Janet Thornton - ha spiegato Bestini - ha condotto la comunità scientifica attraverso l'esplosivo sviluppo della bioinformatica, con particolare riguardo allo studio e all'analisi della struttura delle proteine: a lei si deve l'esistenza di centinaia di database e programmi informatici che supportano la comunità scientifica mondiale nel lavoro di ogni giorno".
Janet Thorton spiega cosa è la bioinformatica: essa è "una disciplina nuova che collega la biologia e l'informatica e offre gli strumenti per maneggiare l'enorme quantità di informazioni che viene generata quotidianamente dalle nuove tecnologie applicate alla biologia." "La bioinformatica permette di raccogliere questi dati come in un grande archivio, ma è anche lo strumento attraverso cui estrarre conoscenza e sapere dai dati stessi. La rivoluzione genomica che ci ha permesso di decifrare il genoma umano, comporterà un'autentica rivoluzione per la medicina, l'agricoltura e lo studio dell'ambiente. Grandi progressi per la ricerca scientifica arriveranno dalla stretta e sempre crescente interazione fra informatica e dati biologici. La bioinformatica può trasformare i progressi della biologia in benefici per l'umanità".
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)

TURCHIA. Una Campagna per l'incremento delle donne in politica
"Forza, eleggiamo le donne!" è il titolo della campagna lanciata dall'Associazione KA.DER in vista delle elezioni del prossimo novembre in Turchia. Sirin Teseli, fondatrice dell'associazione, asserisce che lo scopo dell'associazione stessa è quello di cambiare il destino delle donne turche in politica, aumentando la presenza femminile in tutti i meccanismi decisionali della società, dai più bassi e semplici a quelli più alti e complessi. Per questo motivo l'associazione si propone di raggiungere almeno il 30% di donne nelle liste elettorali, sfruttando l'obbligo, sancito da legge per i partiti politici, di riservare alle donne una quota nelle liste elettorali. In questo modo si otterrà il passaggio dalla "democrazia degli uomini alla vera democrazia". Necessaria comunque a tal fine una vera e propria azione di lobbying sui partiti politici, affinché aumentino lo spazio delle donne nelle liste elettorali, come rilevato dalla presidente dell'associazione, Seyhan Eksioglu. La campagna KA.DER è già cominciata, con l'affissione di manifesti in tutto il paese, con spot televisivi, pubblicità sui giornali e materiale informativo in cui volti di donne baffute sorridono sotto la domanda: "Per entrare in parlamento essere uomini è indispensabile?" il secondo momento della campagna inizierà in giugno con in programma la "sensibilizzazione delle coscienze". Nel periodo di luglio agosto, infine, si attiverà al vera e propria mobilitazione per la formazione delle liste elettorali.
La situazione in Turchia riguardo il ruolo delle donne in politica: ottenuto il voto nel 1934, nel 1935 le donne in parlamento erano 18, un numero elevato rispetto a quello degli altri paesi dell'attuale Unione Europea. Poi però tale quota non è stata superata, e le deputate sono oggi 24, il 4,4%del totale rispetto al 4,6%del totale del 1935. Ciò fa sì che la Turchia si trovi al 136° posto delle graduatorie internazionali. Un altro dato: neanche l'1% dei sindaci è di sesso femminile.

 

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16/03/2007

dal Corriere Adriatico
leggi l'articolo:
Con Unicam l'uguaglianza viaggia on line

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21/02/2007

La CARTA EUROPEA PER L'UGUAGLIANZA E LE PARITÀ DELLE DONNE E DEGLI UOMINI NELLA VITA LOCALE:
una Carta che invita gli enti territoriali a utilizzare i loro poteri e i loro partenariati a favore di una maggiore uguaglianza delle donne e degli uomini. 
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21/02/2007

L'Istat ha presentato i risultati di una nuova indagine per la prima volta interamente dedicata al fenomeno delle violenza fisica e sessuale contro le donne. Il campione comprende 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni, intervistate su tutto il territorio nazionale dal gennaio all'ottobre 2006 con tecnica telefonica.
Sono stimate in 6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita (il 31,9% della classe di eta` considerata). 5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%), 3 milioni 961 mila violenze fisiche (18,8%). Circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri (4,8%).
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07/02/2007

L'Unione Europea fa il punto sull'uguaglianza di genere nel 2006. Aumenta l'occupazione femminile ma conciliazione e segregazione professionale restano note dolenti, mentre stanno per decollare le nuove opportunità dei Fondi Strutturali e dei programmi europei.
È stata pubblicata la Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni sull'uguaglianza tra donne e uomini per il 2007.
Il quadro descritto dalla Commissione è fortemente contraddittorio.
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01/02/2007

Cittadinanzattiva ha appena pubblicato un dossier sulla situazione degli asili nido comunali in Italia.
L'Italia e` in grave ritardo sul fronte di una adeguata politica familiare che rispecchi effettivamente le esigenze delle famiglie, nella quale e` investito solo lo 0,9% della ricchezza nazionale, nettamente al di sotto della media dell'Unione Europea, pari al 2,3%. In particolare, dal punto di vista dell'offerta di servizi per l'infanzia, il nostro Paese non sembra reggere il confronto con altre realta` europee. Infatti, se in Italia solo il 6% scarso dei minori 0-3 anni accede ad asili nido comunali, in paesi quali Francia, Irlanda e Danimarca le percentuali salgono rispettivamente al 29%, al 38% e al 64%. Una situazione peggiore e` riscontrabile solo in Spagna (5%) e in Grecia (3%).
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01-02-2007

"DONNE ALL'AVANGUARDIA". Indetto un BANDO DI CONCORSO DESTINATO ALLE DONNE INNOVATIVE DI EUROPA
Da Bruxelles, nel mese di febbraio scorso è stato indetto un bando che premia progetti innovativi femminili. A lanciare il riconoscimento, una rete di donne attive nel campo della politica, dell'invenzione e dell'innovazione che per mission incoraggia le altre donne a cimentarsi nei settori più nuovi dell'economia, la EUWIIN (European Women Inventors & Innovators Network).
Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è il 30 marzo 2007.
I premi saranno suddivisi in 13 categorie, tra cui quella per l'inventrice singola, l'innovatrice singola, l'articolo eccezionalmente creativo, le donne eccezionalmente creative, inventive o innovative nell'imprenditoria e un premio postumo.
La cerimonia di premiazione si svolgerà a Berlino (Germania) dal 14 al 16 giugno 2007.
Per saperne di più:  http://www.euwiin.eu/