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Iniziativa del Comitato Pari
Opportunita' dell'Universita' di Pisa
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Iniziativa del Comitato Pari Opportunita' dell'Universita' di Padova
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Il documento sugli
interventi della Finanziaria 2007 a favore delle donne
Riceviamo e volentieri proponiamo il documento che riassume gli
interventi della Finanziaria 2007 a favore delle donne.
"Provvedimenti a favore delle donne sono presenti nella
Finanziaria 2007. Basta rintracciare il filo che tiene insieme i punti
dell'interesse di genere disseminati nel provvedimento. Il
Dipartimento per i Diritti (non è una novità solamente
nominalistica) e le Pari Opportunità potrà disporre di un fondo che,
partito da venti milioni di euro iniziali, è stato raddoppiato alla
Camera dei Deputati da un emendamento cui hanno aderito anche deputate
del Centrodestra, a quaranta milioni di euro. Il Ministero per i
Diritti e le Pari Opportunità ha scelto alcune priorità: un
investimento legato alla necessità economica e un altro inerente a
quella civile del paese. Si può così dire che pari opportunità e
mainstreaming nella Finanziaria 2007 si concretizzano in queste misure
messe a fuoco dal Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità:
1) l'utilizzo dei vantaggi della riduzione del cuneo fiscale per
quanto riguarda il primo obiettivo;
2) il progetto di istituzione di un organismo specifico contro la
violenza di genere del tutto nuovo: l'Osservatorio per il contrasto
alla violenza nei confronti delle donne e per ragioni di orientamento
sessuale. Per la nascita dell'Osservatorio è previsto un impegno di
spesa pari a tre milioni di euro annui per il triennio (tale organismo
funziona molto bene in Spagna già dal 2004). Il 25 novembre 2006 il
Consiglio d'Europa ha proclamato la giornata contro la violenza di
genere e il governo sta predisponendo un disegno di legge che prevede
pene più severe rispetto al passato nei casi più gravi e soprattutto
la certezza della pena, maggiori tutele delle vittime nel processo
penale, nessuna tolleranza verso tutte le forme di discriminazione;
per la prima volta viene data una risposta forte contro lo <stalking>
e sono contemplate misure a sostegno dei centri e delle case delle
donne maltrattate.
INCENTIVI ALL'OCCUPAZIONE FEMMINILE
Comma 16 (ex art. 18). Per la prima volta nel nostro paese, per
favorire la crescita dell'occupazione si adottano incentivi selettivi
diversi tra donne e uomini che tengono conto della mancanza di parità
nelle posizioni di partenza. Le azioni positive si estendono pertanto
a livello economico, nella logica dell'articolo 3 comma 2 della nostra
Costituzione e dell'articolo 141, comma 4 del Trattato Ue. Il
meccanismo scelto per conseguire l'incentivazione dell'occupazione
femminile nelle aree svantaggiate è un beneficio fiscale; sotto forma
di deduzione annuale dell'imponibile Irap per le imprese che assumono
donne. Nella valutazione dell'importanza del provvedimento va tenuto
presente che viene definita svantaggiata qualsiasi lavoratrice di aree
geografiche in cui le donne hanno un tasso di disoccupazione superiore
al 100% della media comunitaria e nelle quali la disoccupazione
femminile abbia superato il 150% del tasso di disoccupazione maschile.
Le donne del Sud del nostro paese superano il primo parametro due
volte e mezzo, quanto al secondo siamo passati nel primo trimestre
2006 dal 156% al 165%. Concretamente nelle zone del Sud assumere una
donna a tempo indeterminato anziché un uomo farà risparmiare alle
imprese circa 150 euro al mese.
Comma 450 (ex art. 104). Rispetto ai fondi per l'innovazione
industriale vi è il vincolo di sentire il ministro per i diritti e le
pari opportunità relativamente al rispetto degli obiettivi di Lisbona
che comprendono l'incremento dell'occupazione femminile e gli
investimenti per l'imprenditoria femminile. A questo proposito va
ricordato che il Ministero delle Pari Opportunità ha ottenuto la
delega in materia da parte del Ministero delle Attività Produttive
(la legge sull'imprenditoria femminile non è stata finanziata dal
governo Berlusconi a partire dal 2001). Al Senato è stato approvato
un emendamento in base al quale il ministero delle Pari Opportunità
non è semplicemente< sentito> ma è previsto il
<concerto> .
PARI OPPORTUNITA'
Le misure a favore delle donne non si esauriscono con questi
provvedimenti. Per l'affermazione delle pari opportunità la
Finanziaria prevede politiche specifiche:
Comma 773 (art. 194). Il fondo complessivo del Ministero usufruisce di
una somma pari a 40 milioni di euro per ogni anno del triennio. Tale
fondo verrà impiegato anche per le iniziative e le attività previste
nell'ambito dell'Anno europeo delle Pari Opportunità per tutti (il
2007) con una previsione di spesa stimabile in un milione di euro.
Comma 272 (ex art. 76). Nel riordino dell'istituto di valutazione
della scuola - Invalsi - si afferma il principio dell'equilibrio tra
uomini e donne.
Comma 13 (ex art. 17). Gli interventi dell'agenzia del Demanio e degli
enti territoriali rivolti allo sviluppo locale dovranno perseguire con
priorità politiche di pari opportunità.
Comma 763 (ex art. 192). Il ministero per la Famiglia definirà
l'organizzazione amministrativa e scientifica dell'Osservatorio
nazionale sulla famiglia per favorire la conciliazione dei tempi di
vita e di lavoro.
Comma 771 (ex art. 193). Piano per gli asili nido. Verranno stanziati
300 milioni di euro nel triennio per una nuova rete di servizi alla
prima infanzia. L'obiettivo è di aumentare i posti disponibili negli
asili nido dall'attuale 9.9% al 33% entro il 2010 in linea con quanto
fissato nell'Agenda di Lisbona. Il piano straordinario sarà
realizzato di concerto con i Ministeri della Pubblica Istruzione,
della Solidarietà sociale e delle Pari Opportunità.
Comma 50 i septies nuovo. Prevede benefici fiscali per le spese
sostenute per il lavoro di cura.
Commi 415/417 (ex art. 86). Sono parzialmente estesi ai lavoratori a
progetto e altre categorie assimilate le indennità di malattia e i
congedi parentali. Nel corso dell'esame alla Camera è stata inserita
una particolare tutela per le maternità a rischio.
Comma 43 (ex art. 20). Aggiunta all'esenzione dell'Iva anche delle
prestazioni a favore di alcune categorie svantaggiate, tra cui i
richiedenti asilo e le donne vittime della tratta.
FIGLI A CARICO
Per un numero di figli superiore a tre l'importo base della detrazione
è aumentato di 200 euro per ciascun figlio. Le detrazioni per figli a
carico sono aumentate di 220 euro nel caso di figlio portatore di
handicap.
Per i carichi famigliari viene introdotto un nuovo sistema di
detrazioni decrescenti al crescere del reddito.
FONDO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA
E' stato istituito il Fondo per la non autosufficienza per
sperimentare modelli di cura domiciliare e presso strutture protette
delle persone non autosufficienti (100 milioni di euro per il 2007 e
200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009).
DIRITTI UMANI
Comma 775 (ex art. 197). Autorizza la spesa aggiuntiva pari a 500mila
euro per la prevenzione delle mutilazioni genitali femminili.
Comma 43 (ex art. 20). Prevede l'esenzione Iva anche per le
prestazioni socio-sanitarie di assistenza domiciliare o ambulatoriale,
in comunità e simili rese da organismi di diritto pubblico,
istituzioni sanitarie riconosciute e da enti aventi finalità di
assistenza sociale e da Onlus per <persone migranti, senza fissa
dimora, richiedenti asilo, persone detenute, vittime di tratta, a
scopo sessuale e lavorativo>.
Commi 780 e 781 (ex art. 199). E' istituito il Fondo per l'inclusione
sociale degli immigrati gestito dal Ministero della Solidarietà
sociale, dal Ministero per la famiglia e dal Ministero della Salute
con uno stanziamento pari a 50 milioni di euro annui per il triennio.
CONSULTORI FAMILIARI
Verrà realizzato un piano per la riorganizzazione dei consultori
familiari finalizzato a potenziarne gli interventi sociali in favore
delle famiglie, elaborato con il ministro della Salute e con la
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del Decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 291.
FONDO POLITICHE PER LE FAMIGLIE
E' stato incrementato di 210 milioni di euro annui per il triennio
2007-2009. Servirà a finanziare l'Osservatorio per la famiglia,
coordinare progetti di conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi
di cura familiare e sperimentare iniziative per l'abbattimento dei
costi per le famiglie numerose. Inoltre le risorse del Fondo saranno
finalizzate a qualificare il lavoro delle assistenti familiari che si
occupano di bambini, anziani o disabili, a facilitare l'incontro tra
domanda e offerta nel settore dell'assistenza familiare e a
riorganizzare e rilanciare i consultori familiari.
ASILI NIDO
Stanziati 100 milioni di euro l'anno per il triennio a favore del
Piano straordinario per gli asili nido al fine di aumentare i posti
disponibili ed arrivare entro il 2010 ad una copertura del 33% (oggi
10%).
INVALIDITA' CASALINGHE
Ridotta la percentuale di invalidità dal 33% al 27% per poter
usufruire del premio assicurativo.
DETRAZIONI BADANTI
Nuova detrazione del 19% per le spese per le badanti che assistono
persone non autosufficienti ( tetto massimo della spesa 2.100 euro )
se il reddito di chi le sostiene è inferiore a 40.000 euro annui.
(a cura di Grazia Barbiero e del Coordinamento Nazionale delle
Democratiche di Sinistra)
Il documento integrale sul sito (www.deltanews.it), in approfondimenti
(Delt@ Anno V°, N. 68 del 26 Marzo 2007)
Part time e maternita': nuovo
conflitto della differenza sessuale?
La seguente riflessione scaturisce dal gruppo Lavoro della LIBRERIA
DELLA DONNE DI MILANO e dalla pubblicazione e dalla discussione in
giro per l'Italia del quaderno di Via Dogana PAROLE CHE LE DONNE USANO
PER QUELLO CHE FANNO. NEL MONDO DEL LAVORO OGGI: le donne per parlare
del lavoro usano determinate parole….che sono state raccolte in 22
brevi capitoli…e fra queste parole eccone due
TEMPO PARZIALE O PART TIME - TEMPO DELLA MATERNITA'.
Maria Benvenuti del gruppo lavoro della Libreria propone di fare un
gruppo di ascolto sul tempo parziale per confrontarsi sulla condizione
di disagio di molte donne, che non riuscivano a rimanere in full-time,
con i figli piccoli, e che si sono trovate a dover scegliere un orario
lavorativo ridotto, per conciliare il tempo dedicato alla propria
professione ed al lavoro di cura, con un netto peggioramento della
qualità del lavoro. Spesso infatti usufruire del part-time, riduce le
possibilità di carriera e porta a una retrocessione di mansioni.
Si sono fatti già tre incontri di ascolto di esperienze e già un
passo avanti in questo senso sembra sia stato fatto Lunedì 19 dal
Coordinamento Donne di CGIL, CISL, UIL, che ha presentato alla
Ministra Pollastrini, una Piattaforma Sindacale di 12 punti, di cui 4
riguardano la maternità e il lavoro, ed il tempo parziale. Con
quest'ultimo punto si intende procedere ad una revisione della legge
sul part-time, eliminando la possibilità che ha attualmente l'azienda
di variare unilateralmente l'orario lavoro e concedere la possibilità
di ottenere il part -time a genitori con bambini fino 6 anni.
Diverse sono state le testimonianze interessanti emerse nel corso
della serata: donne che hanno chiesto il part-time ed ora sono in
full-time, donne che intenderebbero chiederlo, ma difficilmente lo
otterrebbero, nonché la testimonianza di una sindacalista, che si
occupa, in particolare di maternità.
Ciò che è emerso dal confronto è stato che durante il periodo di
part-time ci si sente sempre un po' diverse dai colleghi: si ha
maggior tempo libero per la famiglia , per sè, a discapito, si sa
dello stipendio, della qualità del lavoro e delle prospettive di
carriera. Spesso per poter avere riconosciuti i propri diritti, anche
nei passaggi di carriera, si deve ricorrere al sindacato.
A volte si rischia anche di non poter usufruire dei corsi di
aggiornamento professionale, e allora si ricorre a corsi privati,
difficilmente possibili con un orario full-time.
Con l'attuale normativa chi sceglie il part-time difficilmente può
tornare in full-time, e questa è una grave penalità per la
possibilità di realizzazione professionale e per l'indipendenza
economica personale delle donne. Chiaro infatti è che il part-time è
una scelta temporanea e contingente, ma spesso non definitiva.
Si sono sentite raccontare la storia di diverse donne che si sono
rivolte al sindacato per vedere tutelata la propria condizione di
lavoratrici madri, donne che spesso raccontano il proprio disagio, ma
temono di andare in vertenza, per ritorsioni del datore di lavoro o di
denunciare la loro condizione dinanzi ai mass media.
Il part-time viene concesso con favore nell'ambito della ristorazione,
ma come nel resto dei settori: è il datore di lavoro che sceglie
l'orario, mettendo la lavoratrice nelle condizioni di rinunciarvi.
Come emerge infatti dai casi riportati dalla sindacalista: alle donne
è concesso il part-time, ma a condizioni disagevoli: dalle 17.00 in
poi o la domenica, orari nei quali notoriamente una madre si dedica
alla cura dei figli, vanificando quindi il senso dello stesso.
Interessante è parsa la proposta di creare gruppi di ascolto sul
part-time, come l'Ascoltatoio, anche in azienda, perché il rischio è
quello di non poterlo ottenere secondo le istanze del lavoratore e di
perdere ogni tutela relativa alla maternità.
Curioso è il fatto che sembra che gli uomini, anche nel sindacato,
non siano sensibili alle problematiche delle donne, connesse alla
richiesta di part-time, dovuta a una necessità di conciliare lavoro
di cura e professione, anche perché la percentuale di donne attive è
inferiore a quella degli uomini.
Le donne presenti concordano sull'opportunità di partire da azioni
legali per far cambiare le cose, secondo la linea scelta dall'attuale
consigliera di parità Tatiana Biagioni.
La sindacalista dice che quando una donna si rivolge a lei per
risolvere le proprie problematiche, le suggerisce di portare le
proprie istanze sempre prima dinanzi alla consigliera di parità.
Il quadro che emerge non è dunque quello che i media dipingono e
cioè che le donne non vogliono più fare figli, ma che hanno
difficoltà oggettive a crescerli e gestire adeguatamente la propria
maternità e spesso quindi sono dissuase dal farli.
Una delle socie storiche della libreria, avvocata , cerca di riportare
il problema del part-time, più che a una mera discriminazione di
genere a una questione di conflitto tra i sessi, tra padre e madre del
bambino, che spesso si vede costretta o decide di chiedere il
part-time.
Riuscire ad avere il part-time nelle piccole imprese è difficilissimo
e qua entra in gioco il conflitto con il datore del lavoro, spesso
impersonato da manager maschili.
In ogni caso il part-time sembra essere una pezza posta sul disagio
femminile, collegabile a un conflitto tra i sessi più ampio. Si
chiede infatti, e getta la domanda come provocazione a un futuro
confronto: chi fa la guerra alla maternità? Il datore di lavoro, il
sindacalista, il collega o il compagno? Perché si vuole essere madri
da sole, scegliendo noi donne il part-time?
Spesso infatti nei discorsi delle donne, anche di quelle presenti c'è
il concetto che si desidera crescere i propri figli in prima persona e
non si intende delegare la propria genitorialità a nessuno, a volte
neanche al padre, al quale è riconosciuto un ruolo di secondo piano.
E' così forte questo potere di autorealizzazione, che si ha
attraverso la maternità, si chiede, da accettare di subire il disagio
finora rappresentato? Il problema sembra essere culturale, sembra
essere connesso ad un conflitto con gli uomini, che non l'accettano a
pieno come dato di fatto importante dell'esistenza di un individuo,
come momento importante per una donna, ma anche per un uomo.
Un altro elemento che fa sorgere il conflitto è che sicuramente per
le donne oggi il lavoro e la maternità sono egualmente importanti, ed
è per questo che si tende a portare in avanti l'età della prima
maternità.
La socia della Libreria delle Donne si chiede: il part time è un
problema delle donne? E' un problema culturale, secondo il quale alle
donne è affidato il lavoro di cura relativo ai figli e agli uomini il
lavoro? E' connesso a una cattiva organizzazione del lavoro? Una donna
fa presente che se nell'organizzazione del lavoro, si lasciasse spazio
alla creatività e alla gestione del tempo per sé in misura più
adeguata all'individuo, ne beneficerebbe il lavoratore, ma anche
l'intera società. Oggi il 50% delle donne non ha un lavoro
dipendente. Sicuramente nei paesi come l'Olanda e l'Inghilterra dove
si rispettano questi parametri nella concessione del part-time, la
situazione è migliore.
Nel campo del lavoro se la Risorsa Femminile continuerà ad essere
considerata un costo e non una RISORSA ECONOMICA e l'organizzazione
del lavoro non cambierà, non cambierà neppure la società.
(Delt@ Anno V°, N. 68 del 26 Marzo 2007) Valeria Cazzaniga
A Pisa si è discusso delle donne
nel mondo della ricerca
"Non sono necessarie le quote rosa, basterebbe togliere quelle
celesti". Sono le parole, molto chiare e dirette di Flavia Zucco,
Presidente dell'associazione "Donne e Scienza" e biologa
dell'Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare del Cnr di Roma,
intervenuta venerdì 23 marzo al workshop "Donne e ricerca. Quali
prospettive attraverso l'Europa?", tenutosi nell'Aula Magna del
Dipartimento di Chirurgia S. Chiara a Pisa.
All'incontro sono intervenute oltre a Zucco, Silvana Vallerga, del CNR
di Genova e componente dell'Helsinki group of women and science,
Bianca Beccalli, professora ordinaria di Sociologia del Lavoro
dell'Università di Milano, e Marina Marchetti, Commissione Europea,
DG ricerca; moderate da Rita Biancheri, docente di Sociologia della
Famiglia e Presidente del Comitato di Pari Opportunità
dell'Università di Pisa.
Obiettivo del workshop, analizzare e offrire una panoramica della
situazione attuale del mondo della ricerca, e accademico in generale,
e della posizione delle donne, in Italia e in Europa. Una giornata
interessante e piena di spunti di riflessione che necessitano di
ulteriori approfondimenti.
Emerge un quadro cui ormai sembriamo abituate, talmente tanto da darlo
ormai per scontato. Le donne non hanno posto, devono lavorare almeno
il doppio degli uomini, produrre lavori di qualità superiore e dare
costantemente prova delle proprie capacità e della propria
preparazione…per arrivare ad ottenere un terzo dei risultati
raggiunti dagli uomini, in termini di avanzamento di carriera,
contratti e riconoscimenti.
Zucco è molto esplicita su questo: le donne non vogliono avere dei
privilegi o dei vantaggi. Basterebbe che fossero eliminati i privilegi
e i vantaggi di cui godono gli uomini per ottenere una situazione di
partenza equilibrata, in cui le donne saprebbero sicuramente farsi
valere. Cambiare le procedure di valutazione nei concorsi, dunque, con
requisiti e regole che siano gli stessi per entrambi i sessi e
proporre dei modelli di ruolo positivi, di valorizzazione delle
competenze e della qualità del lavoro.
E se Miccoli, Prorettore ai rapporti con la Commissione Europea
dell'Università di Pisa, introducendo la giornata ha detto che
"per fare ricerca servono cervello e soldi", Silvana
Vallerga controbatte sostenendo che le donne hanno il cervello, ma non
riescono ad avere soldi.
Dopo Lisbona, l'obiettivo dell'Europa è quello di realizzare la
"città della conoscenza" e di raggiungere l'eccellenza;
obiettivo fondamentale, in vista del fatto che ormai il concetto di
conoscenza è legato allo sviluppo economico di un Paese (la
cosiddetta economia della conoscenza). Per portare a termine tale
obiettivo sono necessari almeno 500.000, tra ricercatori e
ricercatrici, e 1.200.000 figure legate alla ricerca in più, e,
soprattutto, occorre reclutare i migliori talenti.
Il maggiore ostacolo rilevato dall'UE nello sviluppo di un polo di
eccellenza è la perdita delle ricercatrici. Attualmente, infatti, il
primato nello studio delle donne non si verifica solo in Italia, ma in
tutta Europa. Le donne si laureano in numero maggiore rispetto agli
uomini, con voti più alti e in meno tempo dei loro colleghi, e non
solo; investono di più anche nella formazione post-lauream, con
corsi, master e dottorati. Ma, al termine degli studi non riescono a
trovare una adeguata collocazione nel mondo del lavoro, in questo caso
accademico, rimanendone escluse, con una perdita di conoscenza, di
sapere e di investimento ingenti.
E l'Italia? Dal 2003 al 2006 ha perso il 30% della propria eccellenza
accademica, cadendo fuori dalla graduatoria mondiale: l'unica
università italiana che rimane tra le prime cento per eccellenza è
La Sapienza, di Roma, che, tuttavia, è al centesimo posto.
L'UE ha, dunque, dovuto prendere atto della necessità di trovare
soluzioni che le consentano di risalire la china dell'eccellenza e
rimettersi in pari con gli altri Paesi. Tra gli strumenti adottati, vi
è una Carta Europea dei Ricercatori, un codice che contempla anche
delle regole nell'assunzione. Regole necessarie soprattutto per
garantire un equo accesso al mondo della ricerca per le donne. Da
un'indagine condotta in Svezia da due ricercatrici è emerso
chiaramente come i criteri adottati nei concorsi siano fortemente
discriminanti: fatta eccezione per il primo, l'eccellenza, gli altri
due riguardano la conoscenza del candidato presso i valutatori e il
genere (ovviamente maschile). Ancora, per portare l'esempio italiano,
emerge che una ricercatrice deve pubblicare 2,6 volte di più di un
collega uomo per arrivare ad ottenere la stessa valutazione, in merito
alla professionalità e alle capacità. Purtroppo la Carta è stata
espressa in forma di dichiarazioni di principio, non di direttiva;
dichiarazioni la cui implementazione rimane alla discrezione delle
singole università. E i dati non sono incoraggianti: del 41% delle
dottorate solo il 14% arriva nella fascia di dirigenza della ricerca.
Dati che continuano a non migliorare a causa, anche, dei comportamenti
contraddittori dell'UE, che se da una parte ha approvato la Carta dei
Ricercatori, dall'altra ha eliminato, nel VII Programma Quadro, il
Gender Action Plan, che misurava la capacità di creare equilibrio tra
le risorse di una ricerca e costituiva criterio di ammissione ai
finanziamenti, e l'unità Donne e Scienza nella DG della Ricerca. Il
tutto dietro il motivo della semplificazione dei procedimenti.
Per nostra fortuna il gruppo Donne e scienza continua a rimanere
attivo e, nella conferenza di chiusura della presidenza austriaca
dell'UE, è stato approvato il Codice Minerva, al momento solo una
raccomandazione, ma presto, si spera, uno strumento attivo a livello
normativo. Il Codice Minerva, proprio nell'ottica di un giusto accesso
delle donne al mondo della ricerca e accademico, propone cinque
criteri per la trasparenza dei concorsi: 1. Bando pubblicato almeno
due mesi prima della selezione; 2. Tutti i criteri di valutazione
pubblicati nel bando; 3. Pubblicazione dei curricula dei valutatori;
4. Pubblicazione dei curricula dei candidati; 5. Pubblicazione dei
curricula dei vincitori. Un codice che sembra banale, eppure…
E se Rita Biancheri mostra come le donne, in Italia, entrino come
strutturate nelle università in numero minore e ad un'età più
avanzata, rimanendo, inoltre, concentrate ai livelli più bassi delle
carriere, Bianca Beccalli esprime le proprie perplessità sui nuovi
stereotipi di genere che si sono affacciati, facendo scomparire dal
dibattito il termine "discriminazione", per sostituirlo con
il termine "libertà": le donne scelgono liberamente di non
fare (politica, carriera, ecc.), perché preferiscono impegnarsi in
altro. Questo rovesciamento dell'analisi del percorso delle donne fa
convergere il pensiero femminista nelle correnti ultraliberali, in un
miscuglio ideologico alla base dei cambiamenti veri o presunti della
società. Un cambiamento che spesso non è proteso al futuro, ma
costituisce un ritorno al passato.
Marina Marchetti, in conclusione, rimarca l'esigenza dell'eccellenza
scientifica, eccellenza che per essere raggiunta necessita di risorse
umane e di crescita di competitività.
Motivo per cui si guarda alle politiche di genere nella ricerca.
(Delt@ Anno V°, N. 68 del 26 Marzo 2007) Alessandra Forteschi
Il mobbing negli uffici giudiziari
romani
L'attività delle Consigliere di Parità della Provincia di Roma
prosegue densa di proposte e azioni concrete, per perseguire
efficacemente l'obiettivo della parità e della lotta alle
discriminazioni. E il 15 marzo 2007, le Consigliere provinciali di
Parità, Francesca Bagni Cipriani e Daniela Belotti, sono state
chiamate ad intervenire, presso la Corte d'Appello di Roma,
all'incontro-formazione sul tema del mobbing nei contesti
organizzativi, promosso e coordinato dal Comitato Pari Opportunità
degli Uffici Giudiziari della Corte d'appello di Roma, presieduto da
Evelina Canale. Molti interessanti contributi hanno sostanziato
l'iniziativa, che ha visto la partecipazione attiva di numerosi
studiosi ed esperti della materia, dirigenti e quadri dei Ministeri
della Giustizia e della Salute e giudici del lavoro. Lo spunto per
questo incontro è nato dalla considerazione dello stato di profonda
crisi che soffoca la convivenza organizzativa, cioè quella forma
particolare del "vivere insieme" che si realizza nei
contesti di lavoro, in cui spendiamo buona parte del nostro tempo e
molte delle nostre energie. In questa dimensione, sempre più
preoccupante, ma spesso, purtroppo, altrettanto prevedibile, sono
proprio i fattori organizzativi, più e meglio dei tratti della
personalità, a spiegare l'insorgere del fenomeno del mobbing. Qual
è, ad esempio, il livello di benessere organizzativo negli Uffici
Giudiziari Romani, in cui la maggioranza dei dipendenti sono donne?
Scarso, a quanto pare, o almeno inadeguato, secondo i risultati di una
ricerca empirica, condotta dalla Prof.ssa Isabella Poggi, tramite la
somministrazione al personale dipendente degli Uffici Giudiziari
Romani di un questionario sul mobbing. E' allora possibile, in qualche
modo, trasformare in un'ottica di genere i contesti di lavoro?
Evolvere verso una struttura organizzativa unanimemente ricca, che
sostituisca la logora logica di potere con quella della convivenza e
della cooperazione? Proprio a queste domande ha cercato di rispondere
la ricerca condotta dal Comitato delle Pari Opportunità degli Uffici
Giudiziari Romani, che si è avvalso dell'apporto scientifico del
Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università Roma Tre. E a
questo proposito, Francesca Bagni Cipriani, Consigliera di Parità
della Provincia di Roma, ha lanciato la proposta di una campagna per
la definizione del concetto di mobbing, delle sue declinazioni e
ricadute nei luoghi di lavoro, finalizzata ad incidere positivamente
sia sulla salute che sull'aspetto giudiziario di questo diffuso
problema, troppo spesso taciuto per paura o inesperienza. Ciò,
secondo un'ottica pragmatica, volta ad individuare le realtà di abuso
e discriminazione nei contesti organizzativi e finalizzata al
raggiungimento effettivo dei principi di parità e convivenza e alla
salvaguardia e valorizzazione dei talenti e delle competenze femminili
nei contesti organizzativi. A questo scopo, la Consigliera Bagni
Cipriani ha prospettato la possibilità di un proficuo intervento dei
neonati Stati Generali delle Pari Opportunità di Roma e Provincia,
una rete costituita da tutti gli organismi istituzionali di parità
presenti sul territorio, che si è formata recentemente a partire
dall'esperienza e dalle esigenze espresse dai CPO. Gli Stati Generali
delle Pari Opportunità potranno rappresentare un'importante occasione
per rafforzare la soggettività femminile nelle istituzioni e nel
mondo del lavoro, facendo rete, condividendo esperienze e buone prassi
e promuovendo la circolazione della cultura delle pari opportunità.
(Delt@ Anno V°, N. 69 del 27 Marzo 2005) C. F.
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21 marzo -
Giornata internazionale contro il razzismo
Mercoledi 21 marzo, si è tenuta a Roma la Conferenza europea "Equal
opportunities for all in education and employment", sui temi
della parità di trattamento e della non discriminazione
nell'istruzione e nel lavoro, alla quale parteciperanno, tra gli
altri, la Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità Barbara
Pollastrini ed il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale
Cesare Damiano ( la Conferenza è in corso allo spazio Etoile, P.zza
San Lorenzo in Lucina 41, Roma).
L'iniziativa è stata organizzata dall'Agenzia europea ETF (European
Training Foundation) e dall'UNAR (Ufficio Nazionale
Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per i Diritti e le Pari
Opportunità) in occasione della Giornata Internazionale Contro le
Discriminazioni Razziali.
In questo ambito la Commissione contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI)
ed il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa hanno deciso di
pubblicare proprio il 21 marzo la raccomandazione ai governi degli
Stati membri sulla lotta contro il razzismo e la discriminazione
razziale nell'ambito e per mezzo dell'educazione scolastica, adottata
il 15 dicembre 2006.
''Oggi è la giornata mondiale contro il razzismo e per le pari
opportunità per tutti, a partire dalle donne, dagli immigrati, da
coloro che hanno un orientamento sessuale diverso, i gay e le
lesbiche, e a partire da tutte le minoranze'', ha dichiarato la
ministra per i Diritti e le pari opportunità'', Barbara Pollastrini,
ai lavori del convegno organizzato a Roma in occasione dell'Anno
europeo delle pari opportunita'. ''La nuova legge sull'immigrazione -
ricorda Pollastrini- verrà portata presto al governo ed è una
proposta utile e concreta, che stabilirà dei principi attraverso i
quali le persone straniere che vivono nel nostro paese saranno più
rispettate ma avranno anche più doveri''.
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)
Un rapporto Onu
sottolinea il razzismo in Italia
Il Relatore Speciale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite Doudou
Die'ne, incaricato di esaminare i fenomeni del razzismo della
discriminazione sociale e della xenofobia, ha visitato l' Italia lo
scorso ottobre, al fine di elaborare un rapporto a tal proposito.
Secondo il Relatore, si è, nel nostro Paese, di fronte a fenomeni di
vera e propria schiavizzazione nel settore agricolo, delle donne
migranti, della diffusione della prostituzione e delle gravi
condizioni di lavoro in cui versano i lavoratori domestici.
Inoltre, il rapporto di Doudou Die'ne ha sottolineato l'inesistenza di
accordi bilaterali con la comunità musulmana, vittima di
discriminazioni e ostilità. La Legge Bossi - Fini, a parere del
Relatore Speciale dell'ONU, si sarebbe risolta in un vero e proprio
ostacolo all'integrazione e al dialogo con le comunità di lavoratori
immigrati nel nostro Paese, poiché aveva maggior riguardo alla
sicurezza rispetto alla necessità di integrazione dei migranti.
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)
Le Consigliere di
Parità di Torino promuovono un incontro su "Innovazione e
Conciliazione"
Proposto dalle Consigliere di Parità della Provincia di Torino, Laura
Cima e Ivana Melli, nell'ambito del progetto "Donne e
Innovazione", il convegno Innovazione e Conciliazione. Nuove
soluzioni organizzative (26 marzo, ore 9.00 - 13.00 Sala Consiglieri
della Provincia, Via Maria Vittoria, 12) si propone di approfondite il
confronto sugli elementi di innovazione di cui le donne sono
portatrici nel campo scientifico, economico tecnologico con riflessi
sull'organizzazione aziendale. In particolare, l'intreccio con il tema
della conciliazione dei tempi, approfondito dalla pubblicazione
"Innovazione e Conciliazione", che sarà presentata nel
corso del convegno, evidenzia l'apporto innovativo delle donne a tutti
i livelli e l'importanza dell'azione preventiva nei confronti delle
discriminazioni.
Di particolare rilievo la partecipazione della Sottosegretaria al
Ministero della Famiglia, Chiara Acciarini, che interverrà sugli
aggiornamenti circa il futuro della legge 53/2000 e delle politiche di
conciliazione dei tempi per le aziende, della legge sugli asili nido
aziendali.
Su proposta delle Consigliere di Parità sarà affrontata la
costituzione del "Tavolo per l'Innovazione e la
Conciliazione" finalizzata a individuare un interlocutore e una
sinergia comuni per il raggiungimento degli obiettivi occupazionali e
di sviluppo indicati dalla Comunità Europea. Sarà, inoltre,
presentata una proposta per promuovere una maggior attenzione da parte
delle imprese sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di
lavoro che vedrà, come primo passo, la creazione di uno strumento
informativo e di promozione per l'utilizzo dell'art.9 della legge
53/2000.
Per informazioni - Ufficio della Consigliera di Parità c/o Provincia
di Torino, Via Maria Vittoria 12 - 10123 Torino - Tel. 011/8612771 -
fax 011/8612889 - consigliera_parita@provincia.torino.it -
www.consiglieraparitatorino.it - www.provincia.torino.it
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)
Pesaro/Urbino:
corsi di formazione per 69
Nei prossimi giorni, 69 le donne di età superiore ai 30 anni, che
risiedono nel territorio della provincia di Pesaro e Urbino e
disoccupate da almeno due anni per la difficoltà di conciliare lavoro
e famiglia dopo una maternità o per accudire familiari anziani o
disabili, che sono riuscite a riprendere un'attività lavorativa
grazie a Pari, il Programma d'azione per il reimpiego di lavoratori
svantaggiati, saranno coinvolte in corsi di formazione professionale
di 30 ore per rafforzare le proprie competenze, corsi resi possibili
grazie ad un contributo del ministero del Lavoro di 89 mila euro.
Il progetto, informa una nota stampa, voluto dal ministero del Lavoro,
ha coinvolto la Regione Marche e le Province, con l'assistenza tecnica
di Italia Lavoro, per rafforzare le politiche occupazionali a favore
di particolari categorie di lavoratori. Le 69 donne, selezionate sulla
base delle domande pervenute, 142 nel territorio provinciale, hanno
potuto beneficiare di una borsa lavoro di 450 euro lorde al mese per 8
mesi, per 20 ore settimanali, erogata dall'Inps per svolgere attività
nelle aziende aderenti al progetto, 140 nella provincia, articolate
nei settori del tessile, artigianato e industria, cantieristica
navale, servizi, studi professionali, turismo, commercio.
A questa fase formativa, che si terrà all'interno dei Centri per
l'impiego della Provincia, parteciperanno anche 15 lavoratori in
mobilita' che hanno aderito al progetto. ''Già alcune aziende -
commenta l'assessore provinciale alla Formazione e Lavoro, Massimo
Galuzzi - hanno segnalato alla Provincia l'intenzione di assumere le
lavoratrici che hanno partecipato al progetto. Questa azione di
politica attiva del lavoro che stiamo perseguendo è risultata tra le
più efficaci a livello nazionale, tanto che il Ministero del Lavoro
ha individuato la provincia di Pesaro e Urbino come sede del convegno
nazionale sul progetto Pari che si terrà a settembre''. Il programma
continuerà con una seconda fase, quando a maggio usciranno i nuovi
bandi. Saranno previsti incentivi alle aziende che assumeranno
soggetti in difficoltà, donne e disoccupati di lunga durata e
inoccupati, per un periodo superiore ai 12 mesi o per quelle persone
che vorranno dar vita ad un'impresa.
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)
All'Università di
Reggio Emilia poche le iscritte ai corsi di laurea scientifiche
Sono davvero poche le ragazze della provincia di Reggio Emilia
iscritte ai corsi di laurea di meccatronica, ingegneria meccanica o
elettronica, mentre è quasi tutta al femminile la facoltà di Scienze
della Formazione. Solo donne sono le educatrici di asilo nido, rosa al
90% il corso di Formazione primaria, all'88% quello di Scienze
dell'Educazione. Le ragazze si laureano prima e con esiti migliori
rispetto ai maschi: a laurearsi prima dei 20 anni è, infatti, l'84%
delle femmine e il 71,4% dei maschi con votazioni superiori ai 27/30
il 28,9% delle femmine e il 14% dei maschi. Sono alcuni dati emersi
ieri nel corso della tavola rotonda dal titolo 'Gender Education.
Differenza di genere e Didattica della scienza e della tecnica',
promossa dall'assessorato provinciale alle Pari opportunità e dalle
consigliere di parità di Reggio Emilia.
Di donne e scienza, un rapporto comunque in evoluzione, si parlerà
questa mattina a Radio3 Scienza - dalle 11.30 alle 12.00, Pietro Greco
ne parlerà' con Maria Curatolo, responsabile nazionale dell'Infn
dell'esperimento Atlas, e con Raffaella Simili, docente di storia
della scienza all'università di Bologna -
Nelle ultime settimane tre donne sono state elette a capo di tre
esperimenti di fisica nel grande laboratorio europeo del Cern. E, si
precisa, sono state elette esclusivamente in base a criteri di
professionalità. Il sistema di distribuzione dei finanziamenti alla
ricerca è di nuovo al centro del dibattito. Radio3 Scienza sul tema
sentirà Toni Scarpa, direttore del Center for scientific review
dell'americano Nih (National Istitute of Health), e Roberto Battiston,
direttore della sezione dell'Infn di Perugia. Indirizzo di posta
elettronica: radio3scienza@rai.it.
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)
Dalla Provincia di
Firenze una guida per le lavoratrici madri
"Diventerò mamma: istruzioni per l'uso" è la guida che la
Provincia di Firenze ha realizzato per le neomamme, al fine di far
conoscere le norme che tutelano le lavoratrici durante la maternità e
garantiscono il diritto del bambino ad un'adeguata assistenza. La
brochure, realizzata con la collaborazione della consigliera
provinciale di Parità e dell'azienda farmaceutica Ely Lilly, affronta
con chiarezza espositiva la normativa vigente nei casi delle
lavoratrici dipendenti e di quelle autonome o atipiche (ma anche di
casalinghe, studentesse e disoccupate) e i risvolti economici
correlati, affinché non vengano sottovalutate le tutele offerte alle
future mamme: dalla conservazione del posto di lavoro, alla
sottrazione a condizioni di rischio, ai permessi per gli accertamenti
diagnostici, ai congedi dopo il parto. Infine sono indicati i numeri
utili, quali quello della consigliera di Parità e degli Uffici del
Lavoro e quelli delle Asl e dell'Inps. Disponibile in altre sei
lingue, la brochure gratuita sarà reperibile presso tutte le Asl del
territorio provinciale.
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)
Ultimi giorni per
partecipare alla Rassegna "A Corto di Donne"
Si terrà a Pozzuoli dal'8 al 10 giugno la III rassegna internazionale
di cortometraggi al femminile "A corto di donne". Le registe
italiane, europee e anche da Russia e Usa possono partecipare con
opere audiovisive di massimo 20 minuti, spaziando per generi e
temariche trattate. Oltre alle opere di fiction sono in netto aumento
i contributi che provengono dal mondo della videoarte, con i lavori di
affermate registe del settore.
Saranno tre giorni di visioni e incontri con le autrici. Ma non solo.
I promotori della rassegna - associazione culturale "Quicampiflegrei"
e Coordinamento Donne Area Flegrea - stanno definendo con affermati
registi, attori ed esperti cinematografici una serie di interventi e
workshop per una full immersion nello stato dell'arte del cinema al
femminile in Italia.
L'iniziativa si svolge sotto il patrocinio di: Regione Campania;
Provincia di Napoli; Comune di Pozzuoli; Azienda Autonoma Cura,
Soggiorno e Turismo di Pozzuoli; Ente Parco Regionale Campi Flegrei;
Campania Film Commission; Agis CampaniaCreazioni di donne in mostra
Entro il termine del 31 marzo 2007, i cortometraggi, inediti o meno,
dovranno pervenire agli organizzatori al seguente indirizzo: "A
Corto di Donne" - c/o Azienda Autonoma Cura, Soggiorno e Turismo
- Via Campi Flegrei, 3 - 80078 Pozzuoli (NA).
Su www.acortodidonne.it
- è possibile scaricare il regolamento
integrale e la scheda di iscrizione alla rssegna.
Ulteriori informazioni possono essere richieste inviando una e-mail a info@acortodidonne.it
oppure telefonando al numero 347.6675.785.
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)
A Janet Thornton
quello fiorentino per la bioinformatica
Janet Thornton, direttrice dal 2001 dell'Istituto Europeo di
Bioinformatica, con sede a Cambridge, e pioniera della bioinformatica,
ha vinto il Premio Città di Firenze. Questo riconoscimento, informa
l'avvocato Edoardo Speranza, presidente del Comitato Promotore e
Presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, è attribuito al
merito e ai risultati concreti del lavoro e dello studio di grandi
personalità del mondo scientifico. Esso vuole rappresentare sempre
più un punto di riferimento emblematico per quanti si dedicano alla
ricerca con serietà e passione. Ivano Bertini, direttore del CERM e
presidente del Comitato Scientifico del Premio, ha asserito che con
questo riconoscimento "non si premia la singola scoperta, ma
l'impegno di una vita dedicata alla scienza con risultati eccellenti.
Un premio unico nel suo genere in Italia, che la città di Firenze
conferisce ai massimi rappresentanti della ricerca scientifica
contemporanea, a coloro che stanno scrivendo oggi la storia della
scienza". "Janet Thornton - ha spiegato Bestini - ha
condotto la comunità scientifica attraverso l'esplosivo sviluppo
della bioinformatica, con particolare riguardo allo studio e
all'analisi della struttura delle proteine: a lei si deve l'esistenza
di centinaia di database e programmi informatici che supportano la
comunità scientifica mondiale nel lavoro di ogni giorno".
Janet Thorton spiega cosa è la bioinformatica: essa è "una
disciplina nuova che collega la biologia e l'informatica e offre gli
strumenti per maneggiare l'enorme quantità di informazioni che viene
generata quotidianamente dalle nuove tecnologie applicate alla
biologia." "La bioinformatica permette di raccogliere questi
dati come in un grande archivio, ma è anche lo strumento attraverso
cui estrarre conoscenza e sapere dai dati stessi. La rivoluzione
genomica che ci ha permesso di decifrare il genoma umano, comporterà
un'autentica rivoluzione per la medicina, l'agricoltura e lo studio
dell'ambiente. Grandi progressi per la ricerca scientifica arriveranno
dalla stretta e sempre crescente interazione fra informatica e dati
biologici. La bioinformatica può trasformare i progressi della
biologia in benefici per l'umanità".
(Delt@ Anno V°, N. 64 del 21 Marzo 2007)
TURCHIA. Una
Campagna per l'incremento delle donne in politica
"Forza, eleggiamo le donne!" è il titolo della campagna
lanciata dall'Associazione KA.DER in vista delle elezioni del prossimo
novembre in Turchia. Sirin Teseli, fondatrice dell'associazione,
asserisce che lo scopo dell'associazione stessa è quello di cambiare
il destino delle donne turche in politica, aumentando la presenza
femminile in tutti i meccanismi decisionali della società, dai più
bassi e semplici a quelli più alti e complessi. Per questo motivo
l'associazione si propone di raggiungere almeno il 30% di donne nelle
liste elettorali, sfruttando l'obbligo, sancito da legge per i partiti
politici, di riservare alle donne una quota nelle liste elettorali. In
questo modo si otterrà il passaggio dalla "democrazia degli
uomini alla vera democrazia". Necessaria comunque a tal fine una
vera e propria azione di lobbying sui partiti politici, affinché
aumentino lo spazio delle donne nelle liste elettorali, come rilevato
dalla presidente dell'associazione, Seyhan Eksioglu. La campagna
KA.DER è già cominciata, con l'affissione di manifesti in tutto il
paese, con spot televisivi, pubblicità sui giornali e materiale
informativo in cui volti di donne baffute sorridono sotto la domanda:
"Per entrare in parlamento essere uomini è indispensabile?"
il secondo momento della campagna inizierà in giugno con in programma
la "sensibilizzazione delle coscienze". Nel periodo di
luglio agosto, infine, si attiverà al vera e propria mobilitazione
per la formazione delle liste elettorali.
La situazione in Turchia riguardo il ruolo delle donne in politica:
ottenuto il voto nel 1934, nel 1935 le donne in parlamento erano 18,
un numero elevato rispetto a quello degli altri paesi dell'attuale
Unione Europea. Poi però tale quota non è stata superata, e le
deputate sono oggi 24, il 4,4%del totale rispetto al 4,6%del totale
del 1935. Ciò fa sì che la Turchia si trovi al 136° posto delle
graduatorie internazionali. Un altro dato: neanche l'1% dei sindaci è
di sesso femminile.
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16/03/2007
dal Corriere Adriatico
leggi l'articolo:
Con
Unicam l'uguaglianza viaggia on line
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21/02/2007
La
CARTA EUROPEA PER L'UGUAGLIANZA E LE PARITÀ DELLE DONNE E DEGLI
UOMINI NELLA VITA LOCALE:
una Carta che invita gli enti territoriali a utilizzare i loro poteri
e i loro partenariati a favore di una maggiore uguaglianza delle donne
e degli uomini.
... >> segue
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21/02/2007
L'Istat ha presentato i risultati di una nuova indagine per la prima
volta interamente dedicata al fenomeno delle violenza fisica e
sessuale contro le donne. Il campione comprende 25 mila donne tra i 16
e i 70 anni, intervistate su tutto il territorio nazionale dal gennaio
all'ottobre 2006 con tecnica telefonica.
Sono stimate in 6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di
violenza fisica o sessuale nel corso della vita (il 31,9% della classe
di eta` considerata). 5 milioni di donne hanno subito violenze
sessuali (23,7%), 3 milioni 961 mila violenze fisiche (18,8%). Circa 1
milione di donne ha subito stupri o tentati stupri (4,8%).
... >>
segue
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07/02/2007
L'Unione Europea fa il punto
sull'uguaglianza di genere nel 2006. Aumenta l'occupazione femminile
ma conciliazione e segregazione professionale restano note dolenti,
mentre stanno per decollare le nuove opportunità dei Fondi
Strutturali e dei programmi europei.
È stata pubblicata la Relazione della Commissione al Consiglio, al
Parlamento Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al
Comitato delle Regioni sull'uguaglianza tra donne e uomini per il
2007.
Il quadro descritto dalla Commissione è fortemente contraddittorio.
... >> segue
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01/02/2007
Cittadinanzattiva ha appena pubblicato un dossier sulla situazione
degli asili nido comunali in Italia.
L'Italia e` in grave ritardo sul fronte di una adeguata politica
familiare che rispecchi effettivamente le esigenze delle famiglie,
nella quale e` investito solo lo 0,9% della ricchezza nazionale,
nettamente al di sotto della media dell'Unione Europea, pari al 2,3%.
In particolare, dal punto di vista dell'offerta di servizi per
l'infanzia, il nostro Paese non sembra reggere il confronto con altre
realta` europee. Infatti, se in Italia solo il 6% scarso dei minori
0-3 anni accede ad asili nido comunali, in paesi quali Francia,
Irlanda e Danimarca le percentuali salgono rispettivamente al 29%, al
38% e al 64%. Una situazione peggiore e` riscontrabile solo in Spagna
(5%) e in Grecia (3%).
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01-02-2007
"DONNE ALL'AVANGUARDIA". Indetto un BANDO DI CONCORSO
DESTINATO ALLE DONNE INNOVATIVE DI EUROPA
Da Bruxelles, nel mese di febbraio scorso è stato indetto un bando
che premia progetti innovativi femminili. A lanciare il
riconoscimento, una rete di donne attive nel campo della politica,
dell'invenzione e dell'innovazione che per mission incoraggia le altre
donne a cimentarsi nei settori più nuovi dell'economia, la EUWIIN (European
Women Inventors & Innovators Network).
Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è il 30
marzo 2007.
I premi saranno suddivisi in 13 categorie, tra cui quella per
l'inventrice singola, l'innovatrice singola, l'articolo
eccezionalmente creativo, le donne eccezionalmente creative, inventive
o innovative nell'imprenditoria e un premio postumo.
La cerimonia di premiazione si svolgerà a Berlino (Germania) dal 14
al 16 giugno 2007.
Per saperne di più: http://www.euwiin.eu/ |
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