Fonte: http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_47364.htm

Si puo’ parlare in modo anonimo su Internet: nessuno ha il diritto legale
              di conoscere le generalita’ di chi interviene in un newsgroup o in
              qualsiasi altro 'luogo' della Rete. Lo ha stabilito una sentenza della
              corte federale di Seattle, negli Usa, ripresa dalla newsletter del garante
              per la privacy italiano.
              Il giudice Thomas Zilly ha annullato una citazione che imponeva a
              InfoSpace, un fornitore di servizi Internet, di rivelare le identita’ di 23
              persone che avevano usato degli pseudonimi per partecipare a un
              servizio di messaggistica. La sentenza, sollecitata dall'Unione
              americana per le liberta’ civili (Aclu) e dalla Fondazione di frontiera
              elettronica (Eff), E’  la prima del suo genere negli Usa che si riferisce alle
              conversazioni anonime.
              "Si tratta di una sentenza importante per la liberta’ di parola su Internet -
              ha affermato Aaron Caplan, procuratore legale dell'Aclu – perche’ la Corte
              ha riconosciuto che si possono esprimere opinioni on line senza
              preoccuparsi che la propria privacy sia minacciata da un'azione legale
              che non ha nulla a che vedere con l'interessato. Si ha il diritto di parlare
              in maniera anonima in una bacheca elettronica di Internet".