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Copyright in Rete


 Copyright sul silenzio

 


 

                            Copyright in Rete

                             La guerra di Hollywood per riempire un buco
                            Fonte: ttp://www.telecomitalia.it - 12 giugno 2002 | 15:11

                             Prima di George W. Bush la Motion picture association of America (Mpaa), che
                             rappresenta le major del cinema, e la Recording industry association of America
                             (Riaa), che raggruppa le case discografiche, hanno dichiarato una guerra “infinita”.
                             Obiettivo: la pirateria. Come quella contro il terrorismo, anche questa campagna
                             rischia di estendersi indefinitamente nello spazio e nel tempo provocando vittime
                             inaspettate. Ultime in ordine di tempo, videocamere e telefoni cellulari.

                             Prima di tutto gettiamo uno sguardo panoramico sulla situazione. Il problema è noto
                             e semplice: la rivoluzione digitale, Internet e i nuovi sistemi p2p di condivisione dei
                             file hanno dato agli utenti strumenti potenti e facili da usare per lo scambio di
                             informazioni. Da parte loro, i big dell’entertainment non vogliono permettere che il
                             progresso tecnologico su cui in gran parte si basano i loro profitti faccia circolare in
                             Rete canzoni e film senza un adeguato guadagno.

                             La fine di Napster e le vicissitudini legali di altri servizi di file sharing rivelano la
                             serietà delle intenzioni delle major. Un episodio descrive bene il clima attuale. Lo
                             scorso aprile la Riaa ha fatto sapere che la Integrated Information Systems,
                             azienda dell’Arizona, pagherà all’associazione 1 milione di dollari per evitare di
                             essere trascinata in tribunale per non aver impedito ai dipendenti di scaricare sul
                             server aziendale brani musicali soggetti a copyright. Implicito nell’annuncio della
                             Riaa un messaggio: ora più che mai non siamo disposti a tollerare pratiche che
                             danneggiano i nostri interessi.

                             I cugini di Hollywood non sono meno determinati. Da pochi mesi la Mpaa ha deciso
                             che affronterà direttamente gli utenti individuali che distribuiscono copie pirata su
                             Internet. L’Associazione invierà e-mail ai provider dei presunti colpevoli chiedendo
                             di prendere provvedimenti contro i clienti identificati. I più accaniti trasgressori
                             della legge sul copyright saranno portati al cospetto del dipartimento della
                             Giustizia.

                             Parallelamente la Mpaa porta avanti un’intensa campagna di lobbying nei confronti
                             del Congresso: pretende che la legge vieti la vendita di apparecchi elettronici senza
                             dispositivi di sicurezza che impediscano le copie illegali.

                             La strategia di Hollywood è triplice: tecnologie a prova di copia, pressione sugli
                             utenti e sulle aziende con minaccia di azioni legali e, infine, lobby sul Congresso
                             degli Stati Uniti perché imponga controlli antipirateria nei dispositivi elettronici.

                             L’obiettivo di questa strategia è rappresentato dalla questione del cosiddetto “buco
                             analogico”.

                             Recentemente, la Mpaa ha presentato alla commissione Giustizia del Senato un
                             rapporto in cui chiede la regolamentazione dei convertitori dall’analogico al digitale,
                             i cosiddetti Adc che sono inseriti in dispositivi elettronici come modem,
                             videocamere e telefoni cellulari. La Mpaa propone che gli Adc siano
                             obbligatoriamente dotati di un chip che impedisca di convertire materiale analogico
                             soggetto a copyright. Tecnicamente una sorta di bollino elettronico sarebbe inserito
                             in ogni lavoro protetto da copyright e i chip presenti negli Adc riconoscendo il
                             bollino disabiliterebbero determinate funzioni.

                             Le possibili conseguenze dell’iniziativa delle major sono rilevanti. Il nostro cellulare,
                             per esempio, potrebbe rifiutarsi di trasmettere il segnale audio se siamo troppo
                             vicini ad una fonte di musica protetta da copyright.

                             In questo modo, secondo molti, Hollywood vuole trasformare le copie “non
                             autorizzate” di un lavoro (come le citazioni da libri e film) in copie “illegali”. Con
                             conseguenze potenzialmente gravi per la creatività e la libera circolazione del
                             sapere.

                             Una guerra “infinita”, insomma, e con molti “danni collaterali”.

                             Raffaele Mastrolonardo - Totem


Copyright sul silenzio
Uno fra i più assurdi casi di contestazione del copyright è avvenuto durante il mese di giugno alla band dei The Planets, prodotta da Mike Batt. Quest'ultimo ha deciso di includere nell'ultimo album della band (intitolato 'Classical Graffiti') una traccia silenziosa di sessanta secondi intitolata 'One Minute's Silence' e che specifica un credito a John Cage. L'artista però si è visto recapitare una lettera dagli editori musicali di Cage, che reclamano i diritti d'autore su quella traccia di silenzio. Batt ha specificato che il credito era solo giocoso e che non c'è nulla di copiato in quella traccia, in quanto il silenzio registrato è originale e non una copia o parodia del silenzio a suo tempo registrato da Cage. .
http://www.neural.it/ del 4/07/2002


Vietato ascoltare musica
Hanno tentato di tutto per fermare il file-sharing, ma a quanto pare senza risultato. Cosi', le case discografiche hanno scoperto il loro vero "nemico": gli utente finali, che continuano a scaricare gratuitamente musica, passando da un sito all'altro e aggirando le campagne giudiziarie dei discografici. Sopratutto non degnando di uno sguardo i portali che offrono musica a pagamento. Per tentare di porre una volta per tutte la parola fine a questo fenomeno, secondo il Wall Street Journal, le majors avrebbero intenzione di perseguire direttamente gli utenti finali e non più i siti di file-sharing. L’idea di portare in tribunale chi ascolta musica si fa sempre piu’ concreta ed anche se non e’ dato sapere come e quando questo avverra’, sembra certo che presto sara’ avviata un’azione seria e mirata in questo senso.
[Fonte: InternetLaw - newsletter del 11/07/2002]