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Fonte: Affari Italiani
http://www.affaritaliani.it/cgi-bin/vis?/strilli/5/20001016210856.htm
La Cassazione nega i
danni a chi si infortuna facendo più del dovuto
Fate il vostro lavoro e
niente più, senza essere troppo intraprendenti. Per cui, se vi piove sulla
testa, non prendete iniziative e se le continue infiltrazioni vi impediscono
di svolgere tranquillamente il vostro lavoro, non improvvisatevi idraulici
per riparare il guasto.
Questo sembra essere il messaggio della corte di Cassazione, che ha respinto
il ricorso di Ottaviano P., un milanese occupato in un'azienda di Parma che,
stanco di lavorare sotto la pioggia, non ci aveva pensato un attimo. Si era
arrampicato sul soffitto per tamponare il guasto ma, dopo aver perso
l'equilibrio, era precipitato a terra, riportando un "trauma cranio-cerebrale,
frattura parietale destra ed altre lesioni".
Una caduta che era costata ad Ottaviano l'invalidità del 25%. e che lo aveva
indotto a prendere le vie legali per chiedere il risarcimento all'azienda.
risposta negativa sia nel primo che nel secondo grado di giudizio: il pretore
di Milano e il tribunale sentenziavano che l'incidente era
"assolutamente indipendente dalle esigenze lavorative".
Ora anche la Cassazione, respingendo il ricorso dello sventurato impiegato e
condannandolo anche al pagamento di due milioni di onorari, ha motivato:
"resta escluso dal danno risarcibile ogni evento dannoso verificatosi in
danno del lavoratore per cause estranee all'attività lavorativa, e non
riferibili al rischio di impresa come in questo caso in cui il lavoratore
abbia intrapreso, senza alcuna disposizione da parte del datore di lavoro,
una iniziativa non giustificata dalla necessità di eseguire le proprie
mansioni, affrontando per di più una evitabile situazione di pericolo".
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