Lo sostengono l'ASMI,
l'ANIE e l'ANDEC, che si battono per evitare che il decreto sui balzelli per CD
e masterizzatori passi così com'è. Come loro la pensano in molti
Diritto
d'autore, stangata da 400 mln di euro
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21/11/02 - News -
Roma - Si infiamma il dibattito sullo schema di decreto legislativo di
recepimento della direttiva comunitaria 2001/29 CE che, se approvato nella forma
attuale, estenderà ai supporti digitali e ai device di registrazione digitale i
balzelli già previsti su altri supporti, e non solo. Una questione sulla quale
sono intervenute di recente anche le tre associazioni ASMI (Associazione Sistemi
e Supporti Multimediali Italiana), ANIE
(Associazione Nazionale Telecomunicazioni, Informatica ed Elettronica di
consumo) ed ANDEC (Associazione
Nazionale Distributori Elettronica Civile). Associazioni secondo cui il decreto
così com'è rappresenta un rischio notevolissimo per il mercato italiano e i
diritti dell'utenza.
"L'art. 39 del decreto legislativo - spiegano le tre associazioni in una
nota - volto a regolare il sistema dei compensi per la 'copia privatà, prevede
uno spropositato incremento dei compensi applicati sui prezzi di tutti i
supporti vergini e degli apparecchi per la registrazione comportando un aumento
anche dell'8000% rispetto agli attuali importi. Il tutto, com'è facilmente
intuibile, si traduce in pesanti conseguenze sul consumatore finale che subisce
un aumento dei prezzi pari al doppio o anche al triplo, sulle imprese
produttrici e distributrici con ripercussioni di carattere economico e
occupazionale, e rischia di comportare un ulteriore incremento dell'attività di
pirateria".
Il decreto e i suoi effetti secondo le associazioni possono essere sintetizzati
così:
- 400 milioni di euro che incasserebbe la SIAE per ridistribuirli agli
"aventi diritto", somma che non rappresenta un "equo
compenso";
- proseguirebbe l'attuale congiuntura economica che si rispecchia oggi anche sul
comparto dell'elettronica di consumo (-3,5%) e dell'hardware (-8%) che gravati
di questa ulteriore "gabella" porterebbe i consumi 2003 a cifre
negative;
- il mercato per crescere ha bisogno che la tecnologia sia alla portata delle
famiglie e degli attuali e potenziali consumatori che in questo caso subirebbero
degli aumenti ingiustificati per esempio:
Cassetta Audio 60 min
Attuale Prezzo finale con Iva 0,60 €
Attuale Compenso 0,0375 €
Nuovo prezzo finale 1,08 € + 80%
Nuovo compenso 0,30 + 800%
CD-R Dati 650 Mb
Attuale Prezzo finale con Iva 0,67 €
Attuale Compenso 0,0104 €
Nuovo prezzo finale 2,00 € + 300%
Nuovo compenso 0,84 + 8.000%
- l'estensione del sistema dell'equo compenso per la copia privata ai
"sistemi informatici idonei alla registrazione di fonogrammi o videogrammi",
introduce una prassi che di fatto non ha precedenti in Europa;
- il tasso di pirateria, che non ha nulla a che vedere con la copia privata,
attualmente molto basso sui "contenitori" tecnologici, camminerebbe di
pari passo con quello dei contenuti. Gli aumenti previsti per i prodotti sono
talmente alti che i margini di guadagno per il contrabbando diverrebbero il
traino per una nuova sorgente di business pirata.
Contro il decreto si sono già espressi, oltre ad alcuni
parlamentari e altri soggetti
istituzionali, anche la Business
Software Alliance e altri
soggetti dell'industria. A favore, invece, sono le posizioni dell'Associazione
Fonografici Italiani e di alcuni noti
musicisti.