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La Crittografia a doppia chiave:
  una tecnologia scomoda
 

           di
 
   Carlo Gubitosa
      22/1/1999
 
 
 
 

  Maggio 1976, Stati Uniti: "siamo all'inizio di una rivoluzione nella
  crittografia". Con queste parole inizia "New Directions in
  Cryptography", un articolo scritto da Whitfield Diffie e Martin
  Hellman, pubblicato sulle "IEEE Transactions on Information
  Theory" del novembre '76, nel quale si annuncia l'invenzione della
  chiave pubblica, un sistema rivoluzionario di cifratura delle
  informazioni. Qualche anno piu' tardi i sistemi di crittografia a
  chiave pubblica verranno utilizzati per lo sviluppo di strumenti in
  grado di garantire sicurezza e riservatezza alle comunicazioni
  elettroniche in rete. La crittografia a chiave pubblica, altrimenti
  detta a "doppia chiave", e' una tecnica semplice e sofisticata al
  tempo stesso: ogni utente e' in possesso di due chiavi, una privata,
  strettamente personale, da custodire gelosamente, e una pubblica,
  che puo' essere liberamente divulgata e trasmessa anche
  attraverso canali di comunicazione non sicuri.
 

  La chiave pubblica viene impiegata per la codifica dei messaggi,
  per trasformare un testo in chiaro in un testo crittografato,
  impossibile da leggere e decifrare. Per mandare un messaggio
  riservato non si dovra' semplicemente utilizzare la chiave pubblica
  del destinatario per la codifica (detta anche criptazione del
  messaggio). Per il passaggio inverso la chiave pubblica e' inutile: il
  testo puo' essere decodificato (decriptato) unicamente utilizzando
  la chiave privata, rimasta al sicuro nelle mani del destinatario
  all'interno del proprio computer o su un dischetto ben custodito
  sotto chiave. E' come se si utilizzasse una cassetta postale molto
  profonda, con una serratura in cima, che puo' essere aperta con la
  chiave pubblica, e una sul fondo, che solo la chiave privata puo'
  sbloccare. Chiunque puo' farmi arrivare un messaggio inserendolo
  nella cassetta con la chiave pubblica, che posso distribuire
  tranquillamente, ma solo io con la mia chiave privata posso aprire
  il fondo della cassetta per far cadere i messaggi nelle mie mani.
 

  Il metodo matematico alla base della crittografia a chiave pubblica
  si basa sui numeri primi e su funzioni matematiche che e' quasi
  impossibile invertire. Dati due numeri primi, e' molto facile stabilire
  il loro prodotto, mentre e' molto piu' difficile determinare, a partire
  da un determinato numero, quali numeri primi hanno prodotto quel
  risultato dopo essere stati moltiplicati tra loro. Invertire il prodotto di
  due numeri primi e' ancora piu' difficile quando si tratta di un
  numero composto da molte cifre. E' per questo che si parla di
  chiavi private "a 256 bit" o a "512 bit", utilizzando la lunghezza
  della chiave crittografica come una misura della sua robustezza.
 

  Grazie alla crittografia a doppia chiave, i messaggi di posta
  elettronica e qualunque altro documento in grado di transitare su di
  una rete di computer possono soddisfare tre fondamentali
  caratteristiche della sicurezza. In primo luogo e' possibile spedire
  messaggi "in busta chiusa", cioe' leggibili dal solo destinatario. E'
  inoltre possibile autenticare i messaggi, avere la certezza che un
  testo elettronico ci viene spedito da una certa persona, oppure
  certificare la paternita' di un messaggio utilizzando una "firma
  digitale", un insieme di caratteri che puo' essere generato solo da
  chi e' in possesso della chiave privata. L'autenticita' della firma e'
  verificabile utilizzando la chiave pubblica del "firmatario". La terza
  caratteristica dei sistemi a doppia chiave e' quella di garantire
  l'integrita' dei messaggi.
 

  Possiamo avere la certezza che un messaggio non e' stato in alcun
  modo manipolato durante il suo transito in rete. La nascita della
  crittografia a chiave pubblica, lungi dall'essere una semplice
  speculazione matematica, ha come primo effetto quello di minare
  l'egemonia che la National Security Agency, NSA, aveva esercitato
  negli Stati Uniti fino alla pubblicazione dell'articolo di Hellman e
  Diffie. Nsa aveva controllato per decenni lo sviluppo delle
  tecnologie di crittografia, rendendo impossibile il lavoro dei
  programmatori con delle intricate procedure per i brevetti ed
  equiparando gli strumenti crittografici alle armi pesanti, la cui
  esportazione e' impossibile senza una esplicita approvazione
  governativa. Gli strumenti per il controllo della privacy non potevano
  essere gestiti dai singoli cittadini, ma era il governo degli Stati
  Uniti a reclamare per se', in maniera paternalistica, il controllo su
  strumenti che avrebbero potuto garantire la sicurezza delle
  comunicazioni e l'anonimato di soggetti particolarmente a rischio,
  come perseguitati politici o attivisti per i diritti umani che operano
  in zone di guerra. Hellman e Diffie danno il primo colpo di piccone
  per la conquista della "privacy per le masse". I due sviluppano le
  loro teorie alla Stanford University, all'interno del laboratorio di
  intelligenza artificiale guidato da John McCarty.
 
 
 

  L'algoritmo RSA
 

  Nel 1978 Ronald Rivest, Adi Shamir e Leonard Adleman, tre
  giovani professori del MIT, sviluppano la prima applicazione
  pratica basata sulle tecniche di crittografia a doppia chiave. Si
  tratta di una procedura di calcolo per la cifratura di messaggi che
  prendera' il nome di "algoritmo RSA", dalle iniziali dei suoi tre
  inventori. Nel corso degli anni l'algoritmo RSA ha piu' volte
  dimostrato la sua robustezza: in un esperimento del 1994,
  coordinato da Arjen Lenstra dei laboratori Bellcore, per "rompere"
  una chiave RSA di 129 cifre, svelando il meccanismo con cui
  quella chiave generava messaggi crittografati, sono stati necessari
  8 mesi di lavoro coordinato effettuato da 600 gruppi di ricerca
  sparsi in 25 paesi, che hanno messo a disposizione 1600
  macchine da calcolo, facendole lavorare in parallelo nei loro "tempi
  morti", collegate tra loro attraverso l'Internet. Data la mole delle
  risorse necessarie per rompere la barriera di sicurezza
  dell'algoritmo RSA, e' chiaro come un attacco alla privacy di un
  sistema a doppia chiave non sia praticamente realizzabile. Inoltre,
  poiche' i programmi di crittografia attualmente a disposizione
  prevedono chiavi private con una "robustezza" che raggiunge e
  supera i 2048 bit, questi sistemi crittografici risultano praticamente
  inattaccabili, e l'ordine di grandezza dei tempi necessari alla
  rottura di chiavi di questo tipo cresce rapidamente, passando in
  fretta dai mesi alle decine di anni. Il governo americano mette i
  bastoni tra le ruote all'algoritmo RSA: viene deciso che i
  programmi basati su questo algoritmo si possono utilizzare
  liberamente negli Stati Uniti, ma la loro esportazione costituisce
  reato, dal momento che gli strumenti crittografici sono equiparati
  alle armi pesanti. Da qui le proteste dei vari produttori di software
  per la crittografia. Un altro ostacolo allo sviluppo di strumenti
  crittografici e' dovuto al fatto che i tre inventori del sistema RSA
  decidono nel 1982 di brevettare il loro algoritmo, cioe' un insieme
  di regole matematiche, costituendo un precedente unico nella
  storia della scienza. Viene spontaneo chiedersi cosa sarebbe
  successo se qualcuno avesse deciso di brevettare le regole
  necessarie per le quattro operazioni. In seguito al brevetto, Rivest,
  Shamir e Adleman fondano la RSA Data Security Inc, una
  compagnia nata per lo sfruttamento commerciale del loro sistema
  di crittografia. Nonostante le restrizioni statunitensi all'utilizzo
  dell'algoritmo RSA, al di fuori degli USA, dove il governo
  americano non ha potere e gli algoritmi non sono coperti da
  brevetto, iniziano a diffondersi numerosi programmi ispirati alla
  tecnica RSA.
 
 
 

  Pretty Good Privacy
 

  Nel giugno 1991 lo statunitense Philip Zimmermann realizza e
  distribuisce gratuitamente il programma PRETTY GOOD
  PRIVACY (PGP) un programma di crittografia "a doppia chiave"
  basato sulle tecniche brevettate da Rivest, Shamir e Adleman.
  PGP permette di mantenere la privacy e la sicurezza dei propri
  dati personali in formato elettronico. I messaggi di posta
  elettronica sono come delle cartoline, che possono essere lette da
  tutti, come in realta' avviene in molti Paesi in cui vige un controllo
  repressivo delle informazioni. Grazie al PGP e' possibile
  scambiarsi via email anche l'equivalente di una lettera in busta
  chiusa. Per la realizzazione di PGP, Zimmermann viene citato in
  tribunale dalla RSA Data Security Inc. per violazione del brevetto
  sull'algoritmo RSA, e accusato dal governo degli Stati Uniti di
  esportazione illegale di strumenti crittografici. Entrambe le cause
  finiscono nel nulla. L'accusa di esportazione illegale viene ritirata
  nel 1996, mentre la controversia con RSA verra' mediata da
  James Bruce del Massachussets Institute of Technology, che
  spingera' le due parti in causa alla collaborazione per la
  realizzazione delle nuove versioni di PGP a partire dalla 2.5.
  Zimmermann verra' insignito nel 1995 da uno degli "awards" della
  Electronic Frontier Foundation, i riconoscimenti assegnati dalla
  prestigiosa fondazione a tutti coloro che ogni anno danno un
  contributo determinante alla liberta' della frontiera elettronica.
  L'importanza della crittografia verra' affermata nell' autunno '92 da
  Timothy May, che nel manifesto del movimento Crypto-anarchico
  afferma che "Proprio come un'invenzione apparentemente minore
  come il filo spinato ha reso possibile il recintare vasti ranch e
  fattorie, alterando cosi' per sempre il concetto di terra e i diritti di
  proprieta', cosi' anche la scoperta apparentemente minore di una
  branca arcana della matematica diventera' come le cesoie da
  metallo che smantelleranno il filo spinato attorno alla proprieta'
  intellettuale". E' interessante leggere l'introduzione fatta da
  Zimmermann al manuale d'uso che viene distribuito assieme al
  PGP:
 

  "Che accadrebbe se tutti pensassero che i cittadini onesti usano
  solo cartoline per la loro posta ? Se qualche persona per bene
  volesse usare una busta chiusa per proteggere la sua privacy,
  desterebbe dei grossi sospetti. Forse le autorita' aprirebbero la
  sua posta per controllare cosa nasconde. Fortunatamente non
  viviamo in un mondo fatto cosi', perche' tutti proteggono la maggior
  parte della loro posta chiudendola in una busta. In questo modo
  nessuno da' adito a sospetti facendo rispettare la sua privacy con
  una busta, perche' e' una pratica molto diffusa. I grandi numeri
  danno sicurezza. Analogamente, sarebbe bello se tutti usassero
  abitualmente la crittografia per la loro posta elettronica,
  indipendentemente dal contenuto piu' o meno riservato. In tal modo
  nessuno desterebbe sospetti affermando la privacy della propria
  posta elettronica con la crittografia, il cui uso e' una forma di
  solidarieta' (...) andiamo verso un futuro in cui il nostro paese sara'
  attraversato da reti in fibra ottica ad alta velocita' che
  collegheranno tutti noi ai nostri computer, sempre piu' mobili. La
  posta elettronica sara' una cosa normale per tutti, non la novita' che
  e' oggi. Il Governo proteggera' la nostra posta elettronica con dei
  metodi crittografici progettati dal Governo stesso. Probabilmente a
  molta gente andra' bene. Ma forse delle persone preferiranno delle
  misure protettive personali. La proposta di legge al senato 266 (la
  proposta per l'introduzione del Clipper Chip, NdR), una proposta
  anti-crimine, aveva nascosta al suo interno una misura
  preoccupante. Se questa risoluzione non vincolante fosse divenuta
  legge, avrebbe obbligato i produttori di attrezzature per le
  comunicazioni riservate ad inserire delle speciali backdoor nei loro
  prodotti, permettendo al governo di leggere i messaggi cifrati di
  chiunque. Nel testo della proposta si legge: '' ... e' idea del
  Congresso che i fornitori di servizi di comunicazione elettronica e i
  produttori di attrezzature asicurino che i sistemi di comunicazione
  permettano al governo di ottenere il contenuto in testo leggibile di
  voce, dati e altre comunicazioni quando autorizzati dalla legge''.
  Questa misura e' stata sconfitta dopo rigorose proteste di gruppi
  industriali e di difesa delle liberta' civili. Ma il governo da allora ha
  introdotto altre leggi preoccupanti per arrivare ad obiettivi simili.
  Se la privacy viene messa fuori legge, solo i fuorilegge avranno
  privacy. I servizi segreti hanno accesso a della buona tecnologia
  crittografica. Anche i grossi trafficanti di armi e di droga. E anche i
  titolari di appalti della difesa, le compagnie petrolifere e i giganti
  corporativi. Ma la gente normale e le organizzazioni politiche
  spontanee per lo piu' non hanno mai avuto accesso, finora, ad una
  tecnologia di crittografia a chiave pubblica di "livello militare" che
  fosse economicamente accessibile. Il PGP permette alla gente di
  prendere la privacy nelle sue mani. C'e' una crescente necessita'
  sociale per questo. Ecco perche' l'ho scritto."
 
 
 

  La sconfitta del DES
 

  Il 17 luglio 1998 la Electronic Frontier Foundation diffonde un
  comunicato stampa con il quale annuncia la definitiva sconfitta del
  DES, lo standard crittografico promosso dal governo Usa e dalla
  National Security Agency, meno sicuro di altri sistemi crittografici
  ma decisamente piu' facile da controllare per gli agenti governativi.
  Per dimostrare i gravi rischi di sicurezza a cui si sottopone chi
  utilizza il DES, la EFF costruisce il primo apparecchio Hardware
  non coperto dal segreto di stato per decodificare i messaggi
  crittografati utilizzando il Data Encryption Standard. I risultati di
  questo sforzo, costato 250.000 dollari e quasi un anno di lavoro,
  sono documentati in un libro realizzato dalla EFF ed edito dalla
  O'Reilly, dal titolo "Cracking DES: Secrets of Encryption Research,
  Wiretap Politics, and Chip Design." Il libro contiene tutta la
  documentazione necessaria a riprodurre il "DES Cracker",
  realizzabile a partire da un normale personal computer domestico.
  Il testo e' disponibile unicamente in versione cartacea perche'
  secondo le leggi USA in materia di esportazioni e' reato
  pubblicare questo tipo di informazioni sull'Internet. Fino al 17 luglio,
  gli esponenti del governo statunitense affermavano con
  convinzione che sarebbero stati necessari diversi mesi di calcoli
  effettuati su sistemi informatici multimiliardari per decifrare i
  messaggi protetti dal DES. Nel comunicato stampa della
  Electronic Frontier Foundation, Barry Steinhardt, il direttore
  esecutivo della fondazione, afferma che "la pretesa inviolabilita' del
  DES e' stato un argomento utilizzato per giustificare politiche di
  crittografia debole e di "key recovery". E' tempo di avviare un
  dibattito serio e ben informato, che porti a una inversione di queste
  tendenza." A Steinhardt si aggiunge la voce di John Gilmore,
  cofondatore della Eff e direttore del progetto DES: "La EFF ha
  dimostrato cio' che gli scienziati avevano intuito gia' da vent'anni, e
  cioe' che il DES puo' essere violato in maniera rapida ed
  economica. Ora che i cittadini lo sanno, non potranno piu' essere
  raggirati con l'acquisto di prodotti che promettono di assicurare la
  privacy con l'utilizzo del DES." Il Data Encryption Standard, che fa
  uso di "chiavi" a 56 bit, era stato progettato da IBM e modificato
  dalla National Security Agency per essere adottato come standard
  federale nel 1977.
 

  Carlo Gubitosa