Fonte Punto Informatico del 04/01/02 - http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=38558
Commenti - Roma - Sui vari aspetti della firma digitale (giuridici,
economici,
"filosofici", tecnici) è stato detto tutto e il contrario di tutto,
molto spesso confondendo -
spesso "interessatamente" - opinioni, fatti e palesi carenze tecniche (come
sostenere che il
documento firmato digitalmente è "cifrato"). Più o meno "casualmente"
però nessuno si è
soffermato su alcuni aspetti pratici che la dicono lunga sul tipo di "cambiamenti"
che
provocherà l'introduzione su larga scala di questo meccanismo, candidato
a rimpiazzare l'uso
di carta e penna.
Mi limiterò, in proposito, ad enunciare una serie di fatti lasciando,
per quanto possibile, a voi le conclusioni.
- Attualmente ci sono oltre 10 certificatori che offrono la firma
digitale
- I certificatori non garantiscono la piena interoperabilità degli
strumenti di firma
- È necessario acquistare un software e valutare se accedere
anche al servizio di aggiornamenti (per il momento gratuito, in
futuro non si sa)
- Risultano già problemi di incompatibilità fra i lettori
di smart card e
i software per la gestione della firma
- Le applicazioni sono disponibili solo in ambiente Windows
- I certificatori non hanno sviluppato nessuna applicazione open source
e, a quanto pare, non
hanno alcuna intenzione di farlo
- Esiste almeno un progetto open source - Raynux - che però non
riesce a decollare per
mancanza di supporto e di informazioni
- Per il resto, la comunità open source italiana è cieca
e sorda
- I sistemi open source - non potendo offrire supporto alla firma digitale
- sono di fatto
tagliati fuori dalle gare pubbliche
- l'art. 31, comma 2, della legge 24/11/2000 n. 340 ha abolito la firma
autografa per il
deposito degli atti societari presso il Registro delle Imprese a partire
dal 9 dicembre 2001.
La norma, in altri termini, obbliga ad intrattenere rapporti con le camere
di commercio solo
ed esclusivamente tramite firma digitale
- Chi vuole usare la firma digitale dovrà necessariamente avere
almeno un computer con
sistema operativo in ambiente Windows
- Se le pubbliche amministrazioni non compiranno scelte diverse, costringeranno
i cittadini a
dotarsi di sistemi costosi e insicuri per avere ciò che spetterebbe
loro di diritto e senza costi
aggiuntivi (visto che il pagamento delle tasse dovrebbe coprire i costi
di questi servizi)
- In particolare, l'apposizione della "marca temporale" che attribuisce
data certa al
documento informatico, è un servizio a pagamento (quando oggi il
timbro postale, ad
esempio, assolve alla stessa funzione senza costi aggiuntivi)
- Le somme pagate a vario titolo per utilizzare la firma digitale nei rapporti
con la pubblica
amministrazione finiranno con buona probabilità in mani private
(e in buona parte americane)
invece, magra consolazione, di rimanere quantomeno alle pubbliche amministrazioni
stesse
- Tutto questo accade sotto gli occhi di tutti, e nessuno grida "il Re
è nudo"
Andrea Monti
www.andreamonti.net