Il lato oscuro della firma digitale
                 di Andrea Monti. Incompatibilità, discriminazioni e spese crescenti. Ecco a voi la
                 firma digitale all'italiana. Anzi, all'americana
 

                 Fonte Punto Informatico del 04/01/02 - http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=38558
Commenti - Roma - Sui vari aspetti della firma digitale (giuridici, economici,
                 "filosofici", tecnici) è stato detto tutto e il contrario di tutto, molto spesso confondendo -
                 spesso "interessatamente" - opinioni, fatti e palesi carenze tecniche (come sostenere che il
                 documento firmato digitalmente è "cifrato"). Più o meno "casualmente" però nessuno si è
                 soffermato su alcuni aspetti pratici che la dicono lunga sul tipo di "cambiamenti" che
                 provocherà l'introduzione su larga scala di questo meccanismo, candidato a rimpiazzare l'uso
                 di carta e penna.

                 Mi limiterò, in proposito, ad enunciare una serie di fatti lasciando,
                 per quanto possibile, a voi le conclusioni.

                 - Attualmente ci sono oltre 10 certificatori che offrono la firma
                 digitale
                 - I certificatori non garantiscono la piena interoperabilità degli
                 strumenti di firma
                 - È necessario acquistare un software e valutare se accedere
                 anche al servizio di aggiornamenti (per il momento gratuito, in
                 futuro non si sa)
                 - Risultano già problemi di incompatibilità fra i lettori di smart card e
                 i software per la gestione della firma
                 - Le applicazioni sono disponibili solo in ambiente Windows
                 - I certificatori non hanno sviluppato nessuna applicazione open source e, a quanto pare, non
                 hanno alcuna intenzione di farlo
                 - Esiste almeno un progetto open source - Raynux - che però non riesce a decollare per
                 mancanza di supporto e di informazioni
                 - Per il resto, la comunità open source italiana è cieca e sorda
                 - I sistemi open source - non potendo offrire supporto alla firma digitale - sono di fatto
                 tagliati fuori dalle gare pubbliche
                 - l'art. 31, comma 2, della legge 24/11/2000 n. 340 ha abolito la firma autografa per il
                 deposito degli atti societari presso il Registro delle Imprese a partire dal 9 dicembre 2001.
                 La norma, in altri termini, obbliga ad intrattenere rapporti con le camere di commercio solo
                 ed esclusivamente tramite firma digitale
                 - Chi vuole usare la firma digitale dovrà necessariamente avere almeno un computer con
                 sistema operativo in ambiente Windows
                 - Se le pubbliche amministrazioni non compiranno scelte diverse, costringeranno i cittadini a
                 dotarsi di sistemi costosi e insicuri per avere ciò che spetterebbe loro di diritto e senza costi
                 aggiuntivi (visto che il pagamento delle tasse dovrebbe coprire i costi di questi servizi)
                 - In particolare, l'apposizione della "marca temporale" che attribuisce data certa al
                 documento informatico, è un servizio a pagamento (quando oggi il timbro postale, ad
                 esempio, assolve alla stessa funzione senza costi aggiuntivi)
                 - Le somme pagate a vario titolo per utilizzare la firma digitale nei rapporti con la pubblica
                 amministrazione finiranno con buona probabilità in mani private (e in buona parte americane)
                 invece, magra consolazione, di rimanere quantomeno alle pubbliche amministrazioni stesse
                 - Tutto questo accade sotto gli occhi di tutti, e nessuno grida "il Re è nudo"

                 Andrea Monti
                 www.andreamonti.net