COSA C'E' DI NUOVO IN RETE E NEL SITO WEB DELLA SCUOLA
Rassegna di notizie giuridiche in Rete.
Notiziario a diffusione interna a cura di M. Concetta
De Vivo
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Scorrere le varie voci
Aggiornamento continuo delle principali risorse giuridiche presenti in Rete: banche dati gratuite on line e siti con informazioni e documentazione utili al giurista proposti all'utenza attraverso una navigazione mirata. Sono state aggiornate le seguenti voci.
Accessibilita' ed Usabilita' siti web Ambiente Legge 31 luglio 2002, n. 179 Appalti Carta d'identita' elettronica Commercio elettronico Conciliazione ed arbitrato on line Concorsi Copyright/Diritto Autore Danno morale (risarcibilita') Dati personali (trattamento dei) Diffamazione (via Internet) Direttive Europee Diritto di link Disabili Domain name Ecommerce E-mail e lavoratori Internet service provider Lavoratrici madri Lavori pubblici. (Vigilanza - Certificazione di qualita') Lavoro (mansioni) Lavoro a tempo determinato Legge Merloni (c.d. Merloni quater) Liberta' digitali Open source Pari opportunita' Patrocinio civile Persona (tutela della - Trattamenti terapeutici) Privacy Siae Spamming Trattamento dati personali (direttive europee)
La sezione e' dinamica e contiene le novita' giuridiche presenti in Internet attraverso un monitoraggio trimestrale. Aggiorna su quanto c'e' di nuovo nel nostro sito Web. Siti Mailing list Newsletter di interesse giuridico e non:
Finanziato nell'ambito del programma IST (Tecnologie della società dell'informazione) del quinto programma quadro, raccoglie informazioni sulle disposizioni regolamentari e legislative in materia di commercio elettronico vigenti in tutta l'UE. Portale e sportello unico, fornisce gratuitamente informazioni sulla legislazione nazionale in materia di commercio elettronico nei 15 Stati membri dell'UE. Autovelox.net – sito ricco di materiale sia normativo sia esplicativo url: http://www.autovelox.net Autovelox.info - Oggetto di studio in quanto tra il materiale offerto da questo sito vi e' anche l'indicazione dell'ubicazione delle postazioni autovelox, questo costituisce reato? - url: http://www.autovelox.info
telefonia fissa e mobile e gli utenti. [Pubblicato su zeusnews.it il 24-6-2002] >> di Pier Luigi Tolardo http://zeusnews.it/news.php3?cod=1275 (continua) Brutta figura per British Telecom che aveva clamorosamente sostenuto di possedere il brevetto dell'ipertesto. I giudici americani respingono l'assalto anglosassone alla rete. BT non puo' portare Prodigy in tribunale URL: http://punto-informatico.it/pi.asp?i=41168 http://www.ebooklocator.com Fonte: ml cyber-rights@ecn.org del 25 agosto 2002-09-02 - ilnuovo.it -Lo ha inventato uno scienziato londinese: è un microchip che si innesta sottopelle. La prima a sperimentarlo sarà una bimba inglese. Permette di essere rintracciati ovunque, ma non sotto terra. (continua) La decisione prevede l'adozione di software proprietario solo se inevitabile, la rimozione di tutte le copie senza licenza dai PC governativi, l'impulso all'open source e la proliferazione di Linux per internet. Fonte PuntoInformatico.it. (continua) immagini e contenuti presenti in rete, consentendo cosi' ai minori di navigare solo sui siti web conosciuti e sicuri. http://www.italia.gov.it/chihapauradellarete/filtri.html http://www.icra.org/_en/filter/#install
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La sezione contiene un monitoraggio delle informazioni su l'autonomia didattica - la normativa vigente ed in itinere i progetti di legge del murst - il link al cun - i bandi di concorso - ed ogni altra info sull'Universita'
Progetto formativo in convenzione con l’Università
di San Marino. - (continua)
Estratto conclusivo degli interventi. - (continua)
IL
CODICE CIVILE
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Scaricare immagini da internet ed utilizzarle a proprio piacimento e' quanto
L'ICANN corre verso la ControRiforma - Tolta ogni base democratica,
l'organismo è sul punto di approvare un piano di riorganizzazione
con cui spera di convincere quelli che contano [Fonte: Punto Informatico
di 02/07/02 - News - Roma - ]
Qualche squarcio di speranza che l'ICANN esca dall'attuale empasse
e che la complessa gestione dei domini internet sia restituita al mondo
della rete è balenato nel corso dell'ultima riunione della Board
dell'ICANN, che ha approvato
preliminarmente un progetto che trasforma sostanzialmente l'ente di supervisione
sui domini. Ed è dunque un peccato, secondo molti, che questo avvenga
nel segno di una accondiscendenza alle pressioni delle lobby economiche.
Al centro della revisione sono due punti essenziali: trasformazione
dei metodi di selezione dei Directors in ICANN, cioè
di chi ha voce in capitolo nell'organismo, e modifiche al sistema di
produzione dei regolamenti relativi ai domini internet.
Il progetto, che sarà con ogni probabilità approvato
al prossimo incontro dell'ICANN, è basato sulla cancellazione
dell'esperimento democratico della At-Large Membership, che aveva consentito
l'elezione di rappresentanti ICANN da parte degli utenti internet. D'ora
in poi quelli che dovranno determinare una parte importante del futuro
della rete saranno prescelti da un Comitato di Nomina che sceglierà
tra rappresentanti dell'industria.
In aperta polemica con questa scelta, all'incontro non ha partecipato
Karl Auerbach, uno degli eletti dagli utenti nordamericani che da
tempo denuncia le pratiche verticistiche in seno all'ICANN
nonché l'assoluta mancanza di trasparenza nella gestione finanziaria
dell'organizzazione.
La Board dell'ICANN ha votato all'unanimità per questi
cambiamenti (18 a 0) sostenendo comunque la necessità di trovare
delle formule per consentire una qualche forma di partecipazione alle attività
dell'ICANN da parte della comunità degli utenti. Una partecipazione
che non andrà comunque oltre un Comitato senza diritto di voto.
Tutto questo l'ICANN spera serva a risolvere i problemi di questi anni
che hanno portato addirittura ad una richiesta di commissariamento per
l'organismo internazionale, di fatto dipendente dal Governo degli Stati
Uniti d'America.
news 3
Scopri con un gioco chi viola la tua privacy - online di Carlotta Jesi
(c.jesi@vita.it)
[Fonte Vita.it del 24/06/2002 - http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=19797
A inventarlo è stata la Electronic Frontier Foundation. Protagonista:
Carabella, eroina dei diritti digitali
Si chiama "The Carabella Game" il videogioco interattivo lanciato
dall'Electronic Frontier Foundation per spiegare agli internauti
come viene
violata la loro privacy sul web.
Protagonista del gioco, in cui gli internauti sono invitati a identificarsi,
Carabella. Una ragazza che online naviga soprattutto per scaricare
musica,
correndo grossi rischi.
Qualche esempio? Nel primo episodio del gioco, bisogna seguire Carabella
mentre cerca di scaricare brani della sua band preferita, i Secret
Irises.
Carabella può scegliere diverse strade per farlo, e ognuna
porta con se diversi modi di gestire, e purtroppo violare, i diritti
digitali degli
internauti. Il punteggio? Carabella vince punti quando riesce a scaricare
la
musica che vuole e li perde per clic che mettono a rischio la sua privacy
o che
violano il copyright di cantanti e case discografiche.
I rischi sono molto più frequenti di quanto si creda. Cliccate,
per credere, sul
sito www.eff.org/cafe/drmgame/
news 4
Nel computer qualcuno ti spia - Sono numerosi i programmi freeware
e shareware che utilizzano la
tecnologia spyware per "spiare" di nascosto, a scopi di marketing,
le abitudini degli utenti. In attesa che il loro uso venga dichiarato illegale
a livello internazionale, è possibile utilizzare speciali software
che identificano e rimuovono gli spyware dal computer. Ecco come funzionano.
http://www.cww.it/jumpnews.asp?idNews=9088
news 5
Uffici sicuri con le impronte digitali
Gli attacchi ai segreti e alle informazioni aziendali non arrivano
solamente dall'esterno, da hacker e cracker, ma anche da personale
interno. Per evitare gli accesi non autorizzati a computer e notebook
personali e strategici, Targus ha messo a punto il nuovo lettore
biometrico di impronte digitali. Il sistema Defcon, piccolo e leggero,
si
collega al pc tramite porta Usb e può essere facilmente trasportato
insieme al notebook.
http://www.cww.it/jumpnews.asp?idNews=9087
news 6
In cerca del Web - IlTrovatore lancia il servizio
di localizzazione geografica dei siti
3 luglio 2002. Si chiama "Dove si trova" la nuova funzione del motore
di ricerca italiano
IlTrovatore, che permette di visualizzare una mappa con la localizzazione
geografica precisa di ciascun sito presente tra i risultati di una ricerca.
In questo modo sarà possibile, con un semplice click, conoscere
le "coordinate geografiche" grazie ad una visualizzazione grafica,
su un atlante mondiale, corrispondente alla località (città,
regione, stato) nella quale risulta registrato il sito.
Il nuovo servizio si aggiunge ai numerosi strumenti (quali "copia in
Archivio" e "Dai un'occhiata") che IlTrovatore mette a disposizione
dei navigatori Internet per agevolare ed arricchire le ricerche sul
Web.
Attualmente Il Trovatore, con oltre 40 milioni di pagine indicizzate,
costituisce l'archivio di ricerca più ampio per quanto riguarda
le pagine Web con dominio italiano (.it), di San Marino (.sm) e del Vaticano
(.va) http://www.cww.it/jumpNews.asp?idNews=9104
news 7
I manager: mai più senza Internet - I manager italiani hanno
ormai raggiunto una familiarità nei confronti di Internet paragonabile
a quella dei loro colleghi americani. E' quanto emerge dalla ricerca "Manager
& Internet", promossa da Colt e curata da Roberto Nelli, professore
di Internet Marketing all'Università Cattolica di Piacenza. Per
i dirigenti d'azienda, la Rete è ormai uno strumento indispensabile
di lavoro. http://www.cww.it/jumpnews.asp?idNews=9105
news 8
Liquid Audio fa valere il brevetto - Liquid Audio,
nota societa’ che distribuisce musica on line, ha citato in giudizio Info
Split per violazione di brevetto. Il motivo del contendere e’ il sistema
denominato “Territorial determination of remote computer location in a
wide area network for conditional delivery of digitized products”, il software
con il quale Liquid Audio e' in grado di individuare l'area geografica
dei suoi utenti. Questo sistema permette di rispettare i vincoli spesso
imposti dal diritto d'autore e dai produttori, svolgendo una distribuzione
globale ma differenziata di un’opera musicale. Info Split avrebbe realizzato
un sistema del tutto simile, anche se i titolari della societa’ si negano
qualsiasi contraffazione. Il fatto peculiare e’ che, a quanto pare, nessuno
dubita del fatto che questa tecnologia sia e possa essere brevettata. [Fonte:
newsletter InternetLaw del 04/07/2002 ]
news 9
Privacy e Motori di ricerca: [Fonte: Punto Informatico]
Bacchettati i motori di ricerca. - La FTC americana impone alle aziende
che indicizzano la rete di porre in grande
evidenza i link sponsorizzati. Per proteggere internet 01/07/02 - News
- Roma - Può un motore di ricerca pubblicare i
risultati delle ricerche compiute dai propri utenti nel modo che ritiene
più opportuno? Secondo la Commissione federale
americana sul commercio, la FTC, questo non è legittimo, quantomeno
non più.
Dopo undici mesi di rilevazioni sulle pratiche dei più importanti
motori e indici della rete, infatti, gli esperti della FTC hanno esposto
le linee guida alle quali dovranno attenersi d'ora in poi queste attività
online quando inseriranno sulle proprie pagine dei collegamenti ipertestualia
risorse internet che pagano perché questi link vengano visualizzati.
La questione è nota. A caccia di redditività, i motori
di ricerca sempre più spesso trovanoottime fonti di utili nell'inserimento
di link sponsorizzati in qualche modo "a tema" rispetto alle ricerche
compiute dagli utenti. Questo consente a certi siti di ottenere una grande
esposizione. Ma, in assenza di una chiara segnalazione che tratti i link
sponsorizzati come tali, molti temono che l'utente possa essere arbitrariamente
confuso su quali sono le risposte "reali" alla propria ricerca sul motore
e quali quelle "sponsorizzate" e dunque posizionate con un preciso scopo
promozionale.
Sono queste le considerazioni che la FTC fa proprie, sostenendo che
non è più accettabile che i motori adottino per i link pubblicitari
formule come "news", "link consigliati", "siti da seguire", "risorse" e
via dicendo. Questa terminologia va sostituita con qualcosa di molto più
chiaro che consenta all'utente di individuare immediatamente cosa è
pubblicità e cosa non lo è.
Quella che sembra una indebita intrusione della FTC nell'attività
dei motori non coglie però impreparati i maggiori siti di riferimento.
Quasi tutte le grandi aziende del settore, infatti, pongono ormai con una
certa evidenza, sia grafica che testuale, i link sponsorizzati, definendoli
in alcuni casi proprio con questa terminologia.
news 10
Da quest'estate censura spagnola - Ma la legge sui provider in Spagna
finirà in tribunale – Fonte Punto Informatico del 05/07/02 - Flash
- Roma - I moltissimi oppositori della nuova legge sulla privacy, che si
traduce nell'obbligo per i provider di tenere traccia delle comunicazioni
e delle operazioni compiute in rete dai propri utenti, stanno lavorando
per trascinarla in tribunale, con l'accusa di violazione della Costituzione.
Tra le misure della legge anche quelle che consentiranno di chiudere siti
web senza l'intervento della magistratura.
La Legge sui servizi e la società dell'informazione, che va
incontro alle direttive europee sulla regolamentazione di internet ai fini
di una maggiore sicurezza, non è però osteggiata dai provider,
anzi. L'Associazione spagnola degli ISP ha infatti messo in
chiaro di ritenere utile il tipo di tutela che la legge impone.
La normativa sarà legge entro l'estate con la pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale. Intanto continua la campagna di protesta che
secondo i suoi organizzatori sfiderà in giudizio la legge.
news 11
1) - Tassa SIAE, non è una bufala
Tutti i dettagli dell'indagine relativa all'appello di AF Digitale
contro la nuova
tassa SIAE sui supporti vergini.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - Numero 904 del 22-8-2002]
Sta davvero facendo molto rumore in Rete l'appello
lanciato dalla rivista AF Digitale online contro il "super
tributo alla SIAE" prossimo venturo che graverà su tutti i supporti
di registrazione (CD, cassette audio e video), compresi quelli per uso
informatico, e persino sugli apparecchi di
registrazione.
I rincari indicati dall'appello (per esempio ben 84 eurocent,
circa milleseicento lire, di tributo su ogni CD vergine per uso informatico)
sono talmente esagerati da aver indotto molti a sospettare che si tratti
di una bufala, soprattutto perché viene spontaneo chiedersi cosa
c'entri mai la SIAE con i
backup dei dati personali o i riversamenti dei filmini delle vacanze.
Ma l'appello è autentico. Esiste infatti uno schema di decreto legislativo
che, se approvato nella forma presentata da AF Digitale, aumenterà
massicciamente i tributi SIAE che (sorpresa, sorpresa) sono già
presenti sui supporti vergini. Il decreto legislativo non è ancora
stato approvato, ma sta procedendo lungo il suo iter. La petizione
vuole fermarlo, e forse può riuscirci con il vostro aiuto.
Ho pubblicato l'indagine dettagliata su questa vicenda nell'archivio del
Servizio Antibufala ma in sintesi l'autenticità dell'appello è
confermata sia da AF Digitale, sia da Dirittodautore.it e da altrefonti.
La conferma di AF Digitale
La prima conferma è un
e-mail che ho ricevuto da Gianfranco Giardina, di AF Digitale (citato qui
con il suo permesso), che conferma che si tratta "di uno schema di decreto
legislativo che non va in dscussione in Parlamento ma va direttamente in
Consiglio dei Ministri dove può essere approvato in unica seduta
e senza parere precedente né di opposizione né di chicchessia.
Il Governo ha delega per il recepimento della norma in questione e ha presentato
(solo per quieto vivere e non perché obbligato) alle associazioni
di categoria il testo il giorno 10 luglio scorso, evitando però
di
coinvolgere una qualsiasi associazione di consumatori."
Giardina nota inoltre che "gli altri mezzi di stampa, presi in contropiede
dalle vacanze estive (che noi evidentemente stiamo facendo un po' meno)
e probabilmente più allineati agli interessi della SIAE, stanno
tenendo tutto sotto silenzio. [...] avevamo già parlato della questione
in tempi non sospetti, quando avevamo saputo dell'inizio della stesura
del testo del decreto (ma non si
conoscevano ancora le cifre). Per fortuna la carta stampata fa "storia"
e quindi invito tutti a dare
un'occhiata all'editoriale di AF Digitale del dicembre 2001."
L'editoriale di AF Digitale è reperibile a questo indirizzo.
La conferma di Dirittodautore.it
Un e-mail che mi ha inviato Giovanni D'Ammassa, presidente di Dirittodautore.it,
mi ha confermato che le idee esposte da AF Digitale sono davvero oggetto
di un decreto di imminente approvazione e mi ha fornito un po' di cronologia.
Tutto inizia nel 2001, quando viene emanata una Direttiva della Comunità
Europea intitolata "Direttiva 2001/29/CE sull'armonizzazione di taluni
aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società
dell'informazione", reperibile online ad esempio presso Interlex.it.
Questa direttiva va recepita entro la fine del 2002, e così
il governo italiano ha emanato la legge 1 marzo 2002, n. 39, "Disposizioni
per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle
Comunità europee. Legge comunitaria 2001", il cui articolo 30 riguarda
l'attuazione della Direttiva 2001/29/CE. Il testo di questa legge è
reperibile online. Ringrazio un lettore, root(), per averla trovata.
D'Ammassa mi riferisce (cito con il suo permesso) che a questo punto
"al Servizio per il Diritto d'Autore presso il Ministero dei Beni Culturali
viene affidato il compito di scrivere il decreto
legislativo per il recepimento, in collaborazione con il Ministero
degli Esteri (si tratta pur sempre di un provvedimento "straniero"...)".
Questo decreto legislativo è il testo citato da AF Digitale.
La sua valutazione del testo così come annunciato da AF Digitale
è questa: "Non credo che il testo pubblicato da AF sia una bufala,
perché è troppo complesso, è sicuramente stato scritto
da chi si intende della materia, sappiamo per certo che il governo intende
recepire la Direttiva nei tempi imposti dalla CE, per cui la bozza deve
per forza essere pronta, se lo è (una bufala), è certamente
ben fatta."
L'unico dubbio residuo espresso da D'Ammassa è sulla natura definitiva
del testo riportato da AF Digitale, non certo per malafede, ma perché
questi testi subiscono infinite modifiche prima di arrivare alla loro forma
finale: "Può comunque darsi che questo non sia il testo definitivo."
Anzi, l'appello di AF Digitale mira proprio a introdurre una ulteriore
modifica al testo, che ridimensioni (o annulli) il tributo alla SIAE.
Altre conferme
Ulteriori verifiche arrivano da un articolo del sito dell'Andec (Associazione
Nazionale Distributori Elettronica Civile) che spiega i termini e i costi
del decreto citato dalla petizione di AF Digitale.
E' una lettura assolutamente consigliabile, perché segnala il fatto
poco conosciuto che già adesso si paga un tributo alla SIAE sui
supporti vergini e anche sugli apparecchi di registrazione. Si tratta,
pero’ , di un tributo irrisorio: per esempio, su un CD vergine per dati,
da 650 megabyte, si pagano circa 5 centesimi di euro (poco meno di cento
lire). Ma secondo il decreto, questi cinque centesimi diventerebbero ottantaquattro
(pari a milleseicento lire), facendo triplicare il prezzo di un CD vergine.
Un'altra cosa particolarmente interessante segnata da questo articolo è
il confronto con gli altri paesi comunitari, che in molti casi, pur essendo
soggetti alla stessa direttiva non prevedono tributi a carico di organi
paragonabili alla SIAE. In altre parole, gli importi previsti dal decreto
preannunciato da AF Digitale sono decisi dal governo italiano, che non
può quindi alzare le spalle e dire "ce lo impone l'Europa". Leggere
e piangere, insomma.
Inoltre sono in debito con un lettore (Alessandro.Cr******i) per aver scovato
un articolo di Repubblica del 19 agosto, che a pagina 4, in fondo,
dice proprio che "in questi giorni sta compiendo il proprio iter uno schema
di decreto che recepisce la direttiva sul diritto d'autore e prevede un
aumento sostanzioso dei diritti dovuti per le copie private, che pesano
su questi supporti".
Quindi non ci sono dubbi: le cose stanno proprio così.
Che fare?
Il sito di AF Digitale offre la possibilità di aderire online
alla petizione trasmettendo un e-mail a scelta a una o più
di varie autorità, fra cui il Presidente della Repubblica, il Presidente
del Consiglio, il Ministro dei Beni Culturali, il Ministro per l'Innovazione
e le Nuove Tecnologie, e anche a Mi manda RaiTre e Striscia
la notizia. Gli indirizzi di e-mail ai quali viene mandata la petizione
sono abbastanza generici e non diretti: ad esempio, se scegliete di mandare
la petizione al Presidente del Consiglio Berlusconi, la inviate a webmaster@forza-italia.it,
che non è certo la casella di posta personale del Cavaliere.
Questo indebolisce un po' l'efficacia della campagna,
ma c'è una ragione per questo stato di cose: AF Digitale mi ha spiegato
che "purtroppo il Presidente del Consiglio non ha una e-mail pubblica,
contrariamente a tutti gli altri. Possiamo usare solo e-mail rese pubbliche,
altrimenti verremmo accusati di spam. Dopo aver riempito la
casella staff@forza-italia.it e lettere@forza-italia.it, siamo passati
a webmaster con preghiera di forwarding. Risultato: abbiamo riempito anche
quella. Da ieriinviamo allo sportello al pubblico della presidenza del
consiglio dei ministri, fino a che non si riempie anche quella."
A prescindere dal caso specifico, inoltre, l'efficacia di qualsiasi petizione
effettuata tramite e-mail è tutta da vedere. E' un ragionamento
che ho già fatto per altre petizioni di questo genere: mille e-mail
si cancellano e si ignorano facilmente, mille lettere affrancate con firma
del mittente no. Fa molto più effetto un sacco pieno di lettere
di cittadini piuttosto che un file da un megabyte. Per non parlare del
fatto che solitamente una casella di e-mail ha una capienza limitata, per
cui dopo i primi mille-duemila messaggi (e anche meno) si intasa
e tutti i messaggi di petizione successivi tornano indietro al mittente
respinti (come testimoniato proprio da AF Digitale). Con la posta ordinaria
questo non succede.
Può darsi però che segnalare il caso via e-mail alle trasmissioni
televisive funzioni, visto che Mi Manda RaiTre e Striscia la notizia
sono più attente agli scoop e alle opinioni dei cittadini di quanto
lo siano i burocrati.
Quindi se volete aderire a questa iniziativa, il mio consiglio è
sicuramente sottoscrivere la petizione online, ma se possibile scrivere
anche una lettera (o più di una).
Nel frattempo, vi consiglio inoltre di fare incetta di supporti vergini!
2) - Sarà prossimamente varata dal
Consiglio dei Ministri una nuova tassa-SIAE che estende ai supporti
digitali gli oneri che già gravano su altri supporti vergini. Una
compensazione per le attività di riproduzione. Tutti contro Gabelle
sui supporti vergini digitali
Fonte PuntoInformatico.it del 26/08/02 - News - Roma - La vecchissima
questione delle tasse che vengono poste sul commercio di supporti per la
registrazione audio-video è tornata in auge nel corso del mese di
agosto per via di uno schema di decreto che il Consiglio dei Ministri potrebbe
approvare prossimamente, con il quale si intende estendere a tutti i supporti
digitali vergini le imposizioni fiscali pro-SIAE già previste per
altri supporti, e aumentare quelle esistenti.
A sollevare l'allarme è AF Digitale, sito che ha lanciato anche
una petizione per contrastare quello che appare ai più come un vero
e proprio scandalo. Secondo AF Digitale, lo schema di decreto prevede al
momento un aumento molto sensibile, condito da una tassa del 3 per cento
sugli impianti e gli apparecchi di registrazione.
Proprio come già avviene per musicassette e altri supporti,
anche in questo caso non viene preso in
considerazione l'uso che dei supporti viene fatto dall'utente, in quanto
il tributo pro-SIAE è concepito come una sorta di "compensazione"
per autori ed editori per le copie ad uso personale ma percepito come compensazione
per le attività di pirateria. "La cosa più pericolosa - scrive
AF Digitale - è che questo tributo-gabella non può essere
ridistribuito dalla SIAE in maniera equa, visto che non è possibile
sapere a priori che musica verrà registrata sui supporti vergini
e addirittura se saranno utilizzati o meno per registrare musica".
Di quanto saranno gli aumenti previsti? Sebbene tutto possa naturalmente
cambiare in sede di Consiglio dei Ministri, al momento il decreto prevede
di aumentare le gabelle attuali per cassette e VHS e di portare quelle
per CD-R audio e dati rispettivamente a 0,56 e 0,84 euro. Su un DVD registrabile,
invece, il tributo supererebbe i 2 euro.
Contro il provvedimento, che potrà essere varato sulla scorta
della necessità di recepire la direttiva 2001/29/CE, si stanno mobilitando
in molti sulla rete. Tra questi anche le associazioni dei produttori, come
ANDEC, che ha espresso viva preoccupazione per la situazione, affermando
che "tra pochi mesi comprare una cassetta vergine o un CD registrabile
oppure un qualsiasi apparecchio di registrazione potrebbe essere considerata
una spesa di lusso".
news 12
I led sono gli spioni del nuovo millennio: leggenda metropolitana
o realtà?
Una ricerca americana aggiunge un nuovo inquietante capitolo
alla storia della protezione informatica
a cura di Enrico Sola Fonte: sito unonet.it Canale: Information Technology
[03/12/01] L'aspetto dei case non è molto cambiato, rispetto
all'evoluzione tecnologica dell'hardware: la triste colorazione caffèlatte
forse sarà una delle ultime cose che ci abbandonerà. Anche
i led che segnalano l'accensione o l'accesso all'hard disk rispettano le
scelte cromatiche classiche del verde, giallo e rosso/arancione. Non sarebbe
male avere un bel display LCD che magari ci regala ulteriori informazioni
o ci saluta, prima di iniziare la giornata con il fatidico "power on".
Nessuno, però, ha mai pensato che magari, a loro modo, i pc già
comunicano con noi al di là del monitor: questo è il frutto
di uno studio compiuto da alcuni laboratori di ricerca americani. Secondo
una serie di analisi accurate, infatti, il lampeggio dei led e le variazioni
di brillantezza dei monitor sono correlate al flusso di elaborazione dei
dati. Insomma, mentre si accede ad un documento oppure si naviga online,
i computer reagiscono modulando variazioni di intensità delle zone
luminose (led hard disk, led modem, led cd, monitor, ecc.). I segnali ottici
potrebbero essere catturati da un semplice telescopio ed elaborati per
individuare tutti i dati processati dai vari dispositivi. Non si tratta
di fantascienza, ma "reale cyber crimine", secondo Joe Loughry, un programmatore
alla Lockheed Martin Space Systems di Denver. "Tutto questo richiede solo
una piccola apparecchiatura, può essere fatto a distanza, e non
è rintracciabile", dichiara in un estratto della sua ricerca "Information
Leakage from Optical Emanations".
Non bisogna, infatti, scordare che gli indicatori led funzionano come
piccole trasmittenti visive di dati, un po' come le fibre ottiche. Naturalmente
non tutti i dispositivi dotati di led sono a rischio. Il pericolo si concretizza
soprattutto nei network proprietari, dove ci sono basse velocità
di trasmissione e lunghe distanze, come le ATM (automated teller machines)
delle banche; i network locali aziendali e le connessioni Internet casalinghe,
invece, non corrono alcun tipo di rischio. Joe Loughry afferma di essere
riuscito a catturare un segnale abbastanza intenso, usando un sensore ottico,
dalla distanza di circa 18 metri. "E' piuttosto divertente camminare di
notte nei business districts e guardare le luci dei computer dalle finestre"
– ha dichiarato - "Ho visto tantissimi rack di pc con led visibili dalla
strada ed ho pensato alla mole di informazioni che tranquillamente vengono
disperse senza protezioni". La soluzione, comunque, è semplice,
secondo il ricercatore americano: disporre i pc lontano dalle finestre
e coprire i led con nastro adesivo di colore scuro
news 13
Regolamento Firma Digitale. Il CDM approva il
regolamento sulla firma digitale (*)
- I documenti elettronici avranno a tutti gli
effetti valore legale -
Il Consiglio dei Ministri ha dato oggi il via
libera - su proposta del
Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie,
Lucio Stanca - al
Regolamento che disciplina la materia della Firma
digitale nel nostro
Paese, recependo così i dettami della
Direttiva europea n. 93 del
1999.
La firma digitale è un software contenuto
in una smart card - una
sorta di carta bancomat - che, inserita
in un apposito lettore collegato
al computer, consente di firmare qualsiasi tipo
di documento
elettronico.
Il provvedimento approvato oggi introduce due
novità sostanziali
rispetto alla normativa precedente: la liberalizzazione
del settore dei
servizi di certificazione, che elimina così
la necessità di una preventiva
autorizzazione per l’esercizio di questa attività,
e l’introduzione di due
categorie di firma digitale. Sarà disponibile
una firma leggera - utile
per l’identificazione personale e l’accesso ai
servizi della Pubblica
amministrazione - e una firma pesante, con la
massima sicurezza per
la sottoscrizione di documenti più rilevanti.
Col nuovo Regolamento, potrà essere conferito
valore legale ai
documenti elettronici, garantendo al contempo
l’autenticità della firma
e del soggetto da cui proviene e, insieme, l’integrità
del documento
stesso.
“L’Italia - ha dichiarato il Ministro
Stanca - con oltre 500 mila firme
elettroniche già emesse è il Paese
europeo all’avanguardia nell’uso di
questa tecnologia. Il provvedimento approvato
oggi darà uno slancio
ulteriore a questo strumento, importantissimo
nell’ottica della
definitiva affermazione del “governo digitale”
nel nostro Paese. I
vantaggi saranno evidenti sia per chi quotidianamente
produce e
scambia documenti informatici - come già
accade ad esempio tra le
Camere di commercio e soggetti quali commercialisti
e ragionieri - ma
anche per il comune cittadino che avrà
finalmente a disposizione uno
strumento legale per dialogare con la Pubblica
Amministrazione”.
Roma, 2 agosto 2002.
Fonte: * Comunicato a cura dell'Ufficio Stampa
del Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie - http://www.innovazione.gov.it/ita/comunicati/2002_08_02.shtml
news 14
Il decreto che prevede le unità da ammettere
alle Scuole di specializzazione legali 2002-2003
Fonte: http://www.giurdanella.it/mainf.php?id=6580
Con decreto del 2 luglio, pubblicato in Gazzetta
il 26, il Ministro dell'Istruzione e dell'Università, di concerto
col Ministro della Giustizia, ha approvato il numero complessivo di laureati
da ammettere alle scuole di specializzazione per le professioni legali,
per l'anno accademico 2002-2003.
Il decreto, adottato in applicazione dell'art.
16, comma 5, del decreto legislativo 17 novembre 1997 n. 398, prevede per
il prossimo anno accademico 4980 unità.
Ai sensi del decreto 21 dicembre 1999 n. 537,
sarà successivamente determinata la ripartizione dei posti disponibili
tra le università sedi delle scuole di specializzazione per le professioni
legali.
Ministero dell'Istruzione, dell'Università
e della Ricerca
Decreto 2 luglio 2002
"Programmazione dell'accesso alle scuole di specializzazione
per le professioni legali per l'anno accademico 2002-2003, ai sensi dell'art.
3, comma 1, del regolamento adottato con decreto 21 dicembre 1999, n. 537".
IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE DELL'UNIVERSITA'
E DELLA RICERCA
di concerto con
IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA
Visto il testo unico delle leggi sull'istruzione
superiore, approvato con regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica
11 luglio 1980, n. 382;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica
10 marzo 1982, n. 162;
Vista la legge 9 maggio 1989, n. 168;
Vista la legge 19 novembre 1990, n. 341;
Vista la legge 15 maggio 1997, n. 127, e, in
particolare, l'art. 17, commi 113 e 114, e le successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 17 novembre 1997,
n. 398, e, in particolare, l'art. 16, recante modifiche alla disciplina
del
concorso per uditore giudiziario e norme sulle
scuole di specializzazione per le professioni legali e le successive
modificazioni;
Vista la legge 2 agosto 1999, n. 264;
Vista la legge 13 febbraio 2001, n. 48;
Visto il regolamento adottato con decreto 21
dicembre 1999, n. 537, concernente l'istituzione e l'organizzazione delle
scuole di specializzazione per le professioni legali e, in particolare,
l'art. 3, comma 1, che prescrive che il numero complessivo dei laureati
in giurisprudenza da ammettere alle scuole di specializzazione per le professioni
legali e' determinato annualmente con decreto ai sensi dell'art. 16, comma
5, del decreto legislativo n. 398 del 1997;
Vista la nota in data 22 aprile 2002 del Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, Servizio centrale affari
generali e sistema informativo e statistico, ufficio V;
Vista la nota in data 6 maggio 2002 del Ministero
della giustizia, Dipartimento dell' organizzazione giudiziaria, del personale
e dei servizi - Direzione generale del personale e della formazione, ufficio
V;
Vista la nota in data 30 maggio 2002 dello stesso
Ministero della giustizia, Dipartimento per gli affari di giustizia - Direzione
generale della giustizia civile, ufficio III Notariato;
Vista la nota in data 11 giugno 2002 del predetto
Ministero,
Dipartimento per gli affari di giustizia - Direzione
generale della giustizia civile, ufficio III;
Considerata la necessita' di determinare, ai
sensi dell'art. 16, comma 5, del decreto legislativo n. 398 del 1997 il
numero dei laureati in giurisprudenza da ammettere alle scuole di specializzazione
per le professioni legali nell'anno accademico
2002-2003;
Decreta:
1. Il numero complessivo dei laureati in giurisprudenza
da ammettere nell'anno accademico 2002-2003 alle scuole di
specializzazione per le professioni legali, determinato
ai sensi dell'art. 16, comma 5, del decreto legislativo 17 novembre 1997,
n. 398, e' pari a 4980 unita'.
2. Con il decreto di cui all'art. 4, comma 1, del regolamento adottato con decreto 21 dicembre 1999, n. 537, sara' determinata la ripartizione dei posti disponibili tra le universita' sedi delle predette scuole di specializzazione.
Roma, 2 luglio 2002 Il Ministro dell'istruzione
dell'università e della ricerca Moratti
Il Ministro della giustizia Castelli
news 15
Copyright in Rete. Fonte: sito
unonet.it - http://www.unonet.it/articoli/stampa/031B16A.asp del 02/09/02
Gli Stati Uniti riducono il valore del
diritto d'autore musicale online:tutti scontenti.
L'Ente per il diritto d'autore statunitense ha
stabilito che chi trasmette musica online dovrà pagare il 50% in
meno di royalties ai proprietari dei diritti delle canzoni utilizzate.
[Enrico Sola].
L’Ente statunitense per il diritto d'autore ha
ridotto del 50% le royalties da pagare, per la trasmissione via Internet
di brani musicali, agli artisti e alle case discografiche. L'ufficio copyright
ha deciso che i siti Web che trasmettono musica via Internet (sia in streaming
che in download) dovranno pagare 0,07 centesimi di dollaro, per ogni ascoltatore
di ogni singola canzone, ai proprietari dei diritti musicali.
"Possiamo sopravvivere con questa tariffa?" –
si chiede Adam Cohen, legale e portavoce dell'associazione che riunisce
i principali webcaster statunitensi – "Certi ci riusciranno, altri no.
La royalty da pagare è ancora troppo alta: decisamente molto più
di quello che dovrebbe essere".
Ovviamente i discografici la pensano in modo
diametralmente opposto. "La cifra non riflette il giusto valore di mercato
della musica, come stabilito dalla legge", ha dichiarato Cary Sherman,
presidente dell'agguerritissima RIIA, l'associazione che riunisce le major
discografiche statunitensi.
Le nuove tariffe saranno applicate a tutte le
trasmissioni online a partire dal mese di settembre.
news 16
L'estate non ferma il boom italiano
dell'editoria economico- finanziaria. I prossimi
due progetti pronti a decollare sono un quotidiano e un settimanale. Al
primo sta lavorando il gruppo di Osvaldo De Paolini, Guido Rivolta, Ugo
Bertone ed Eraldo Gaffino, ovvero i quattro giornalisti milanesi che hanno
fondato gli Editori PerlaFinanza e vantano, fra l'altro, gia' un sito e
un settimanale. Il primo colpo del futuro quotidiano e' stato quello dell'arrivo
di Lodovico Festa, condirettore del Foglio di Giuliano Ferrara. Il settimanale,
invece, sara' lanciato da Alan Friedman e si chiamera' "Miaeconomia", come
il sito che il giornalista americano ha creato nel 2000. Nei giorni scorsi,
sul suo sito, www.miaeconomia.it, Friedman ha anche varato un talk show
interattivo che andra' in onda ogni quindici giorni. A condurre il programma
sono lo stesso Friedman e Sarah Varetto, direttore editoriale di Miaeconomia.
Fonte: NewMedia Giornali, televisione e Internet: come cambia l'informazione.
Ogni mercoledi' e venerdi'. [ 28/06/2002 ]
news 17
SEI UN SUICIDA? TE LO DICE UNA CAM
Non si parlera' d'altro alla Conferenza di Cardiff sulle capacita'
visive delle macchine. Una cam sapra' individuare il killer o il suicida
tra la folla, basandosi sui tempi dei suoi movimenti. Minority Report insegna
URL: http://punto-informatico.it/pi.asp?i=41299 [05/09/2002]