COSA C'E' DI NUOVO IN RETE E NEL SITO WEB DELLA SCUOLA
Rassegna di notizie giuridiche in Rete.
Notiziario a diffusione interna a cura di M. Concetta
De Vivo
Archivio
dei numeri precedenti
Scorrere le varie voci
Aggiornamento continuo delle principali risorse giuridiche presenti in Rete: banche dati gratuite on line e siti con informazioni e documentazione utili al giurista proposti all'utenza attraverso una navigazione mirata. Sono state aggiornate le seguenti voci.
Siti Mailing list Newsletter di interesse giuridico e non:
Segnalazioni di notizie on line
|
La sezione contiene un monitoraggio delle informazioni su l'autonomia didattica - la normativa vigente ed in itinere i progetti di legge del murst - il link al cun - i bandi di concorso - ed ogni altra info sull'Universita'
Riparte nel 2003 il finanziamento alle microimprese Rossella De Pas (continua)
La
Rete al femminile IL
CODICE CIVILE
|
IN BREVE - News
news 1.
La IFPI presenta la prima
tecnologia anti-copia per i supporti ottici - La International Federation of the
Phonographic Industry ha trovato una soluzione per non permettere le copie
illegali: i nuovi cd disporranno di un'etichetta che segnala l'adozione del
nuovo standard a cura di Dario D'Elia [Fonte: http://www.unonet.it/articoli/infotech/05975EF.asp
[28/10/02] Le case discografiche sembrano aver trovato una soluzione all'annosa
questione del copying illegale: una tecnologia che non permette la
masterizzazione della musica sui cd. La proposta arriva dall'International
Federation of the Phonographic Industry (IFPI) e implica non solo l'integrazione
di questa soluzione hardware sui supporti cd, ma anche la segnalazione tramite
etichetta o cover sui supporti ottici, in modo tale da non "ingannare"
il consumatore.Vi saranno, quindi, cd vergini che non masterizzano file audio.
In questo modo i consumatori potranno scegliere se acquistare cd vergini che non
permettono le copie e la masterizzazione dei file, magari scaricati dalla Rete.
"I nuovi loghi aiuteranno le aziende del settore e i rivenditori a
segnalare ai consumatori che si trovano di fronte a cd che supportano forme di
prevenzione delle copie", ha detto Jay Barman, dirigente capo alla IFPI.La
IFPI è un'organizzazione affine alla Recording Industry Association of America
(RIAA), ma più proiettata verso gli aspetti tecnici della questione. Ormai da
tempo le case discografiche reclamano attenzione e tecnologie per evitare il
copying illegale, vero responsabile, secondo gli addetti ai lavori, della caduta
delle vendite nel mercato musicale."Il nuovo sistema di protezione non è
altro che la risposta dell'industria musicale alla crescita del fenomeno della
pirateria", ha aggiunto Barman. Naturalmente ci sono ancora alcuni problemi
da risolvere sui nuovi tipi di supporto: alcuni lettori cd, DVD e console
sembrano essersi dimostrati incompatibili.Il rappresentante democratico della
Virginia, Rick Boucher, si è distinto, nelle ultime settimane, protestando
contro la nuova tecnologia per la violazione dei diritti dei consumatori,
riguardanti la masterizzazione domestica, visto che il possesso di copie di
backup di cd e dvd è un diritto. Nelle prossime settimane si deciderà sul
futuro di questa rivoluzionaria tecnologia.
Il piano statunitense di sicurezza informatica è diventato realtà - Richard Clarke battezza il documento anti-hacker; tre agenzie governative e il privato SANS Institute hanno collaborato alla stesura - a cura di Dario D'Elia - Fonte: http://www.unonet.it/articoli/stampa/057162F.asp 28/10/02] Il Governo statunitense, per risolvere al più presto i problemi di sicurezza del proprio sistema informatico, ha pubblicato un documento per aiutare gli esperti informatici ad adottare le giuste contromisure anti-hacker. Richard Clarke, esperto di sicurezza federale, ha esortato tutti gli amministratori di Rete ad impegnarsi nel "blindare" i network.Tre agenzie governative e il privato SANS Institute hanno rilasciato, infatti, una lista dei 20 più comuni "punti vulnerabili" riguardanti i sistemi operativi Windows e Unix.Il progetto di Clarke sulla sicurezza in Rete invita gli utenti di Internet a migliorare spontaneamente le proprie difese online, ma non impone alcun obbligo nei confronti delle imprese private .Tutto questo naturalmente è il frutto di un rapporto dell'anno scorso curato dal Congresso sulla sicurezza in Rete, che aveva bocciato due terzi delle agenzie federali per eccessiva vulnerabilità, inclusi i dipartimenti della Difesa, della Giustizia, del Commercio, e del Tesoro.
Il Ministero pubblica sul proprio sito la graduatoria e i dati dei progetti con cui numerose Pubbliche Amministrazioni locali tenteranno di sciogliere i pregiudizi degli italiani sull'efficienza della PA. Ecco i dettagli di un... evento - E-government, approvati centinaia di progetti - Il Ministero pubblica sul proprio sito la graduatoria e i dati dei progetti con cui numerose Pubbliche Amministrazioni locali tenteranno di sciogliere i pregiudizi degli italiani sull'efficienza della PA. Ecco i dettagli di un... evento - 29/10/02 - News - Roma - Sono stati pubblicati sul sito del Ministero per l'Innovazione e le Tecnologia i dati dei centinaia di progetti di innovazione presentati dalle Pubbliche Amministrazioni locali e approvati dalla Commissione tecnica del Ministero. Si tratta secondo i più ottimisti di una piccola ma significativa evoluzione nell'insegna dell'e-government. Sui 377 progetti presentati, la Commissione di Valutazione ha ammesso 138 progetti al co-finanziamento. Di questi, 40 finiscono nella categoria dei "servizi infrastrutturali" e 98 in quella dei "servizi per cittadini e imprese". La graduatoria decisa dal Ministero riguarda la tranche di 120 milioni di euro destinata a finanziare questo primo ventaglio di iniziative. Ad aver ottenuto il co-finanziamento sono state 9 regioni, 3574 Comuni e Unioni di Comuni e alcune province. In più sono stati "premiati" i progetti presentati da 22 università e istituti scolastici e da 79 Aziende Sanitarie Locali. Il Ministero ha spiegato che mediamente l'erogazione sarà di 922mila euro e coprirà una somma pari a circa il 33 per cento dei costi previsti per la realizzazione dei progetti. Una parte consistente dei progetti, 44 per l'esattezza, riguarda la realizzazione di portali Internet, spazi web dedicati alla raccolta e presentazione di dati omogenei sulle attività delle amministrazioni coinvolte, nell'ottica di aumentare tanto la possibilità di accesso all'informazione da parte dei cittadini-utenti quanto evidentemente quella di interazione con le amministrazioni. Da segnalare anche il fatto che dei progetti "infrastrutturali", 25 di quelli che verranno co-finanziati riguardano la cooperazione tra le amministrazioni e l'interscambio, ovvero progetti pensati per integrare database, procedure operative e via dicendo. Nel complesso, i finanziamenti più consistenti andranno a progetti presentati in Lombardia (oltre 20 milioni di euro) e nel Lazio (oltre 12 milioni). Fonte: http://punto-informatico.it/pi.asp?i=41949
news 4
Nessuna disparita' tra
telelavoro ed esercizio in sede - E'
stata recentemente diffusa la comunicazione dell'accordo sociale raggiunto all'unanimita'
tra l'Unice - Associazione europea dei datori di lavoro - e la Ces -
Confederazione sindacati europei - in materia di telelavoro. Il patto consolida
garanzie e tutele per gli oltre 4,5 milioni di professionisti che si avvalgono
delle reti informatiche sul territorio europeo, stimando che entro il 2010 la
quota di telelavoratori indipendenti nei rami free lancing, consulenza e
progettazione (in particolare nel settore dell'alta tecnologia) tocchera' i 10
milioni.
Nella sostanza i telelavoratori regolarmente assunti saranno, entro i prossimi
tre anni, assimilati ai dipendenti che esercitano in sede, in uffici e
fabbriche, secondo misure attuate all'interno di tutti gli Stati membri, e
saranno tutelati in sicurezza dei diritti pensionistici e sociali, diritti i
materia sanitaria, di sicurezza e di avanzamento di carriera. [Fonte: Newsletter
Consulenza & Professione del 29/10/2002]
news 5
Fonte: DIRITTODAUTORE.IT NEWS 24 ottobre
2002
Finanziaria: Ulivo e PRC presentano emendamento su software libero
Il Forum delle opposizioni sull’innovazione tecnologica ha presentato un
pacchetto di emendamenti alla legge finanziaria per il 2003.
Gli emendamenti mirano ad alcuni obiettivi chiave: adozione del software libero
e open source nella pubblica amministrazione e nella scuola, istituzione della
carta di credito formativa per i 18enni, istituzione di un fondo per la lotta al
digital divide, credito di imposta per le aziende che cablano il territorio,
inclusione del Wi-Fi (tecnologia che permette di accedere ad Internet via radio)
nel contributo di 75 Euro per le nuove connessioni a larga banda.
"I nostri emendamenti" – spiega l’on. Pietro Folena (DS),
coordinatore del Forum – "cercano di spostare l’attenzione dalle
promesse vuote di questa finanziaria su argomenti più tangibili. E’
fondamentale l’introduzione del software libero e open source nella pubblica
amministrazione" - continua Folena – "poiché questo è l’unico
metodo per rendere realmente ‘autonoma’ lo Stato e gli Enti locali, autonomi
anche dai monopoli del software".
Gli emendamenti sono stati formati, tra gli altri, da Pietro Folena (DS), Ermete
Realacci (Margherita), Giovanna Melandri, Giuseppe Giulietti, Giorgio Panattoni
(DS), Alfonso Gianni (PRC), Gabriella Pistone (PdCI), Laura Cima (Verdi).
La redazione (GD)
news 6
Fonte: DIRITTODAUTORE.IT NEWS del 22
ottobre 2002
UNCLA prende posizione sul D. Lgs. di recepimento della Direttiva 2001/29/CE
UNCLA, Unione Nazionale Compositori Librettisti Autori di Musica Leggera, si è
attivata con una vasta e intensa opera di sensibilizzazione presso il Governo
per sollecitare l'accoglimento della Direttiva Europea sull’armonizzazione del
diritto di autore nella società dell’informazione, e la pronta emanazione del
relativo Decreto Legislativo.
Quest’ultimo adegua il compenso per copia privata dovuto agli Autori, da anni
un diritto riconosciuto e tutelato per legge in Italia e all’estero come forma
di risarcimento per i mancati introiti causati dalla copia ad uso privato delle
opere dell'ingegno
UNCLA afferma con forza che il compenso in oggetto non è, quindi, né una tassa
né un tributo, ma un giusto riconoscimento alla attività degli autori, oggi
più che mai messa a repentaglio dalle possibilità di copia offerte dalle nuove
tecnologie.
La SIAE, Ente pubblico preposto per legge e per mandato di tutti gli Autori alla
tutela e alla ripartizione dei diritti dovuti per lo sfruttamento delle opere
dell'ingegno, provvederà alla ripartizione degli stessi a tutti gli Autori ad
essa associati in misura proporzionale ai loro incassi.
Le nuove misure dei compensi previste dalla Direttiva Comunitaria sono una
diretta conseguenza dell’enorme aumento della pratica della "copia
privata" dovuta al grande sviluppo tecnologico e alla facilità che ne è
derivata nell'effettuare le copie.
All’utilizzo lecito delle tecnologie si è poi sommato il problema della
pirateria che lo sviluppo tecnologico ha ampliato in misura tale da mettere in
serio pericolo la possibilità per gli artisti di proseguire nella propria
attività.
UNCLA ritiene quindi, che la parte più debole e penalizzata nel settore della
diffusione e sfruttamento delle opere dell'ingegno, gli Autori, debba essere
compensata e tutelata in misura maggiore rispetto a quanto non accada ora, come
previsto dalla citata Direttiva Europea.
L’UNCLA è il più antico e prestigioso Sindacato degli autori operante in
Italia.
L’obiettivo precipuo di UNCLA è "tutelare e difendere gli interessi di
tutti gli Autori nazionali nei confronti di chi non rispetti il loro diritto a
ricevere un giusto compenso per il loro lavoro creativo".
ORIGINI
Il Sindacato fu fondato nel dopoguerra grazie all’iniziativa di un gruppo di
importanti autori che avevano contribuito e avrebbero contribuito anche in
seguito ad affermare la musica italiana nel mondo.
Mascheroni, Panzeri, Bracchi, Testoni, Bertini, Bixio, Cherubini, Schisa,
Olivieri, Kramer, per citarne alcuni, consci dell’importanza del
riconoscimento e della tutela dei diritti degli autori, decisero di fondare a
Milano l’Unione Nazionale Compositori Librettisti Autori di Musica Leggera.
Il sindacato si impegnò da subito per cercare di assicurare agli autori un peso
istituzionale che mai sino ad allora avevano avuto.
La successiva riforma della SIAE rese possibile a rappresentanti liberamente
eletti degli autori, di entrare far parte degli organi sociali. A testimonianza
dell’impegno dell’UNCLA nella tutela dei diritti degli autori, da allora la
lista del Sindacato è sempre risultata vittoriosa e rappresentanti presenti
negli organi sociali della SIAE si sono sempre battuti e continuano a battersi
per affermare i diritti degli autori.
Ma l’azione del sindacato non si è limitata alla attività svolta in SIAE,
infatti l’UNCLA con i suoi membri associati è presente anche nel: Fondo di
Solidarietà fra Soci e Iscritti della S.I.A.E. (Comitato Direttivo, Collegio
dei Revisori, Cassa Nazionale di Assistenza Compositori Autori e Librettisti di
Musica Popolare, Presidenza e Consiglio Direttivo), B.I.E.M., Bureau
International des Societies Gerant les Droits D'Enregistrement et de
Reproduction Mecanique (Consiglio di Amministrazione e Assemblea), C.I.S.A.C.,
Confederazione Internazionale delle Società di Autori e Compositori (Consiglio
di Amministrazione e Assemblea).
Con Decreto Ministeriale del 12.7.1978 (in Gazzetta Ufficiale n°211 del
29.7.1978) all’UNCLA è stata riconosciuta la Maggiore Rappresentatività fra
le varie organizzazioni sindacali di categoria.
ATTIVITÀ
Nel corso di decenni di attività UNCLA si è impegnata in una serie di
battaglie per restituire agli autori la propria dignità anche dal punto di
vista economico.
Il sindacato si è battuto infatti per la determinazione dei minimi di
ripartizione dei diritti economici spettanti agli Autori e agli Editori al fine
di consentire ai primi di poter mantenere la paternità dell’opera e non
cederla agli Editori o ad altri autori alla ricerca di un compenso economico.
UNCLA ha inoltre ottenuto l’eliminazione della possibilità che l’Editore
che ceda l’opera a un omologo estero trasferisca allo stesso anche la quota di
diritti spettante all’autore.
Il sindacato conduce anche da anni in prima persona una durissima battaglia con
le emittenti private che rifiutano di corrispondere un equo compenso in
relazione al flusso economico generato dallo sfruttamento delle opere degli
autori.
Ancor più meritorio è l’ottenimento dell’istituzione, nel 1965, della
Cassa Nazionale di Assistenza attraverso la quale erogare fondi per il sostegno
di artisti che versino in situazioni economiche particolarmente disagiate.
Come si può evincere da questi brevi cenni il Sindacato è costantemente
impegnato per ottenere il giusto riconoscimento dei diritti degli autori che
svolgono una attività rilevante anche dal punto di vista economico per il Paese
e che necessitano di una tutela come qualsiasi altra categoria di lavoratori.
Gli associati sono a oggi circa 1350 e comprendono diverse tipologie: Autori
della Sezione Musica, della DOR (Autori drammatici, di Operette, Riviste, opere
Radio-Televisive), della Lirica, del Cinema, OLAF (Autori di opere Letterarie e
Arti figurative).
Di assoluto prestigio la compagine sociale che comprende alcuni degli artisti
italiani maggiormente rappresentativi tra i quali: Marco G. BETTA, Carlo
GALANTE, Alfredo RAPETTI (CHEOPE), Enrico BERUSCHI, Pietro GARINEI, Sergio
RENDINE, Giancarlo BIGAZZI, Giorgio GASLINI, Mino REITANO, Carlo A. BIXIO,
Enrico INTRA, Memo REMIGI, Fred BONGUSTO, Fausto LEALI, Carlo RUSTICHELLI,
Giorgio CALABRESE, Ezio LEONI, Paolo RUSTICHELLI, Piero CASSANO, Paolo LIMITI,
Tony SANTAGATA, Adriano CELENTANO, Oreste LIONELLO, Virgilio SAVONA, Franco
CERRI, Pino MASSARA, Piero SOFFICI, Luciano CHAILLY, Gino MESCOLI, Roberto
SOFFICI, Leo CHIOSSO, Federico MONTI ARDUINI, Alberto TESTA, Paolo CONTE, Ennio
MORRICONE, Armando TROVAIOLI, Bruno DE FILIPPI, Roberto MUROLO, Antonello
VENDITTI, Miky DELPRETE, Francesco Mario PAGANO, Dino VERDE, Pino DONAGGIO, Vito
PALLAVICINI Edoardo VIANELLO, Roby FACCHINETTI, Dante PANZUTI, Raimondo VIANELLO,
Lorenzo FERRERO, Piero PICCIONI, Franco ZAULI.
La redazione (RB)
news 7
Copia privata, è giusto pagare. Ma
c’è bisogno di chiarezza
Autore: La redazione
D. Copia privata, l'UNIVIDEO ha già espresso una sua posizione ufficiale?
Davide Rossi - Su questo argomento non ho paura di espormi, trovo sbagliato che
noi stiamo li silenziosi sperando che la bufera passi e il decreto vada nella
direzione dove sta andando. Onestamente e apertamente dico che un compenso per
la copia privata deve esserci. E se guardo tutti i parametri economici rilevanti
(ho letto sui vari forum il discorso che uno vuole essere libero di copiare come
vuole, e questa libertà è assolutamente garantita), concludo che questa cosa
non è che uno la paghi direttamente, potrebbe andare a riverberarsi sui costi
al consumatore di questi supporti… forse.
Intanto il prelevamento si fa sul prezzo di vendita al rivenditore, ma uno
potrebbe obiettare aumenta prima o aumenta dopo, aumenterà lo stesso.
E' tutto da vedere se questo prezzo debba aumentare. Mi risulta che il prezzo
delle materie prime, del policarbonato, e delle materie per costituirlo, è in
costante calo. Negli anni scorsi c'era stata una penuria di policarbonato, la
capacità produttiva era inferiore alla domanda, e quindi questo aveva
determinato un incremento dei costi dei supporti vergini, anche perché erano
quattro fabbriche al mondo che lo producevano, e una era bruciata.
Ora invece tutti si sono messi a fare policarbonato, aumenta il mercato,
diminuisce il costo, perché lavorando sui marginali queste aziende spendono
sempre meno a produrli, non è assolutamente detto che se queste società hanno
questo onere devono aumentare il prezzo ai consumatori e il consumatore si
troverà a pagare di più. Semplicemente il produttore nella sua griglia dei
costi metterà la materia prima, la manifattura, il packaging, il trasporto, le
tasse, il compenso per copia privata. Sarà semplicemente una componente di
costo che andrà a toccare queste società, che sono multinazionali, che fanno
un prodotto totalmente globalizzato, che non producono in Italia.
Quindi vedo molta libertà no-global in questa libertà di copia, in verità
sono queste imprese globalizzate che hanno avuto vantaggi da questo tipo di
dinamiche sulla copia privata. Semmai la copia privata andrà a tutelare imprese
che lavorano in Italia, e autori che vivono in Italia.
Sotto un altro punto di vista il mercato sta aumentando in maniera esponenziale,
stanno vendendo moltissimi dischi vergini, e se ne venderanno sempre di più.
Con una materia prima che costerà sempre di meno, la logica vuole che quei
prezzi andranno comunque a calare. Nella peggiore delle ipotesi rimarranno
stabili.
D. Una critica è che non sempre i CD-R e i CD-RW sono utilizzati per copiare
musica o altri contenuti di questo genere.
Davide Rossi - Infatti la cifra è forfettaria, che vale per tutta la produzione
che un soggetto mette nel sistema Paese, non avrebbe avuto senso far pagare… a
parte che la destinazione quella si appunto che sarebbe una violazione vedere
cosa fai, perché lo vuoi, non ha nessun senso… il punto è che si è decisa
una cifra sulla base del valore generale del giro di affari che un soggetto fa
con quei dischi, che poi ne venda 10, 20, o 15…
D. ...allora su questa cifra Le risulta che c'è stato un minimo di studio, per
decidere...
Davide Rossi- Intanto stiamo in linea con gli altri paesi, che applicano da
tempo questo compenso, ricordiamoci anche che facciamo parte della Unione
Europea, che questo è il paese delle catene di Sant'Antonio, che nessuno
proibisce a nessuno di fare tante copie private e inviarle, spedirle… noi
dobbiamo su questo genere di norme stare in linea con gli altri paesi e far si
che non ci siano paradisi giuridici a vantaggio di determinate imprese rispetto
ad altre.
D. Per la prima volta si parla di copia privata consentita, terminologia che non
si trova né nella legge 93/92, nella legge sul diritto di autore, e chiarisce
la confusione creata dalla 248/00...
Davide Rossi - A me piacerebbe tanto, non come persona che lavora per le società,
da persona che ha avuto un piccolo incarico istituzionale come quello presso la
Presidenza del Consiglio, e da cittadino, che fosse una volta tanto chiaro che
uno fa una cosa, e si può fare, che ci fosse una norma un po' precisa.
Purtroppo, con questo continuo si fa non si fa si sa non si sa, si arrichiscono
gli avvocati, i professori che fanno pareri di 50 pagine e poi non si è capito
se si può fare o no… la mia esperienza, quando esercitavo, era che
l'imprenditore arrivava lì e mi chiedeva: se faccio così vado in galera? Se la
risposta era … no, forse no… se la voleva fare la faceva. Il punto è
questo, chi vuole fare impresa, quasi si sente condizionato dal vero rischio
grave, ma non dalla possibile interpretazione.
Stando in Confindustria poi, e frequentando gli imprenditori, ultimamente, vedo
anche come se la cosa è troppo complicata, l'imprenditore, che fa 100 scelte al
giorno, non la fa. E dice, quella cosa lì non la faccio. E noi, per via di un
terreno legislativo sdrucciolevole, non chiarito, confuso, ci perdiamo tanto di
quell'investimento nel settore nostro, del diritto di autore, della società
dell'informazione, della divulgazione della cultura, del sapere audiovisivo,
della musica, Internet, perché uno dice, io non vado, io compro un bel
stabilimento balneare a Riccione, so quali sono le norme che lo riguardano, con
il demanio, la battigia a due metri, così non ho problemi e non mi metto in una
società di CD, faccio il bagnino nella mia vita e va bene.
E' questo il rischio, quando il terreno normativo è non chiaro, complicato, è
difficilissimo attrarre nuovi investimenti, è' complicato.
D. Ha una opinione sulla bozza di recepimento della Direttiva 2001/29/CE?
Davide Rossi - No, non ancora. UNIVIDEO avrà una discussione in consiglio
direttivo (il 15 ottobre), e vedremo se sviluppare una posizione ufficiale
dell'associazione. In linea generale, e su questo c'è consenso totale,
sosteniamo le norme in tema di compensi per copia privata.
news 8
> Fonte: PubblicA7 N.15 del 25/10/2002
Una Smart Card per i militari - A partire dal 2003 arriva una novita'
tecnologica per i militari di carriera dell'Esercito Italiano: stanno, infatti,
per iniziare le consegne della MilCard, una carta intelligente con dati
personali e sanitari, foto, impronta digitale, e certificati per
l'identificazione e la firma elettronica. Progettata da Siemens Informatica
(Gruppo Siemens Business Services), MilCard si basa su una Smart Card di tipo
multiapplicativo con il piu' elevato livello di certificazione di sicurezza
richiesto in Europa. L'Ispettorato logistico dell'Esercito acquisisce anche
l'infrastruttura hardware e software di sicurezza necessaria alla gestione
operativa della propria Area Logistica, ponendosi all'avanguardia nel settore
della sicurezza informatica e diventando un punto di riferimento tecnologico per
le altre Forze Armate.
> L'esercito all'avanguardia nell'adozione dei documenti elettronici. I militari italiani presto saranno dotati di una Smart Card che conterrà tutti i loro dati: è questo un primo passo per l'utilizzo di documenti elettronici anche per i cittadini. [Fonte: ZEUS News - www.zeusnews.it - Prima Pagina, 16-10-2002] - Addio alle immagini dei film americani nelle quali i soldati hanno il loro documento di identificazione appeso al collo, almeno qui in Italia, si intende. A breve infatti inizierà la distribuzione per i militari di carriera di una Smart Card di riconoscimento denominata MilCard, che insieme alla divisa ed all'arma personale farà parte della dotazione standard dei nostri soldati. Anche l'utilizzo di questo documento, comunque, ci ricorda da vicino le immagini di film: quelle nei quali gli ufficiali per entrare in un ufficio del Pentagono o in una base segreta inseriscono il loro tesserino d'accesso.Nel dettaglio la MilCard è una carta intelligente nella quale sono inseriti i dati personali del militare possessore corredati da foto e impronta digitale, insieme a dati sanitari, certificati digitali di identificazione e firma elettronica. Questa card, che sarà un metodo sicuro per verificare tramite un palmare Pocket PC la veridicità dei dati della persona che la presenta, potrà inoltre essere uno strumento per la gestione del vestiario personale e degli stipendi. Bella idea, avere tutto registrato su un'unica carta, un modo per ridurre il numero di documenti da avere sempre al nostro fianco. Sempre che, si intende, in tempi brevi si decida di estendere questo sistema di documentazione a tutti i cittadini e non solo ai militari.La card utilizzata dispone di memoria per le applicazioni a 32kb e adotta la certificazione ITSEC e4-high, il livello più elevato di certificazione di sicurezza richiesto in Europa per le Smart Card usate per la firma digitale. Inoltre il sistema che sfrutta è dotato di capacità crittografiche per la cifratura dei dati e per l'esecuzione di operazioni nelle quali è richiesta una firma digitale."L'innovazione apportata con questo progetto è evidente e significativa e contribuirà al processo di continuo ammodernamento che le Forze Armate devono sostenere, specialmente a fronte delle sempre più frequenti missioni all'estero", spiega il Colonnello Giovanni Fattorini, dell'Ufficio Gestione SIE. Certamente sarà un progetto utile per la gestione dei nostri militari, soprattutto se consideriamo che in questo periodo, nel quale è stato deciso il loro impiego all'estero, sarà sempre più difficile gestirli.Bisogna inoltre considerare il fatto che tramite la realizzazione di un progetto di questo tipo l'Ispettorato logistico dell'Esercito acquisisce l'infrastruttura hardware e software di sicurezza necessaria alla gestione operativa della propria Area Logistica, ponendosi all'avanguardia nel settore della sicurezza informatica, sempre più delicato. In questo modo l'Esercito Italiano sarà a breve un punto di riferimento tecnologico per le altre Forze Armate (Marina Militare, Aeronautica e Carabinieri).La realizzazione pratica di questo sistema è stata affidata a Siemens Informatica che dovrà fornire le Smart Card, progettare, installare e configurare l'infrastruttura a chiave pubblica (PKI) per il rilascio dei certificati di autenticazione e di firma digitale. Siemens sarà inoltre responsabile dello sviluppo, della realizzazione e della messa in esercizio del sistema di Card Management per la gestione del ciclo di vita delle tessere.Fabrizio Marchese
news 9
> Portatori
di handicap, no grazie. Il giudice federale Patricia
Seitz ha emesso una sentenza destinata a fare discutere, in base alla quale gli
utenti dei siti internet non possono pretendere che i siti siano costruiti
secondo parametri che li rendano accessibili anche ai portatori di handicap. Il
giudice ha affermato che le leggi in materia riguardano soltanto i luoghi aperti
al pubblico di natura fisica e non anche quelli virtuali. Il caso si era
originato dalla denuncia presentata da un utente con problemi di vista nei
confronti della compagnia aerea Southwest Airlines, a causa della difficolta’
che incontrava nell’acquistare biglietti on line . Nonostante gli avvocati
abbiano cercato di dimostrare che le difficolta’ derivavano dal modo in cui il
sito era stato costruito, il giudice ha dato ragione alla compagnia aerea.
(Fonte: newsletter InterntLaw 24/10/2002)
> Un
giudice sostiene che le leggi che consentono l'accesso nei luoghi pubblici ai
portatori di handicap non possono essere estese ad internet - USA, sito
accessibile? Non è obbligatorio. Fonte Punto Informatico del 23/10/02 - News -
Washington (USA)
Una sentenza decisamente rilevante quella pronunciata da un giudice federale
statunitense secondo cui le normative che oggi obbligano i gestori di luoghi
pubblici o di pubblico interesse ad agevolare l'ingresso dei disabili nelle
strutture non possono essere estese al Web. Il giudice Patricia Seitz ha
spiegato che le normative statunitensi riguardano solo ed esclusivamente luoghi
"fisici" e non quelli elettronici. L'esistenza di linee
guida sull'accessibilità messe a punto dal World Wide Web Consortium, per
quanto rilevanti, non hanno forza di legge e dunque non si può pretendere che
un'azienda che offre servizi pubblici debba attenersi ad esse.Il caso giudicato
da Seitz era nato su denuncia di un ipovedente, Robert Gumson, che lamentava
l'enorme difficoltà nell'utilizzare i servizi di biglietteria online della
Southwest Airlines, nota compagnia aerea statunitense. In tribunale, gli
avvocati dell'uomo hanno tentato di dimostrare come gli ostacoli all'uso degli
strumenti di sintesi vocale e degli altri tool di navigazione per disabili
rappresentassero una violazione delle normative.Il giudice ha spiegato invece
che l'attuale formulazione dell'ADA, la legge che regola questo settore negli
Stati Uniti, non consente deroghe. Una decisione in senso diverso avrebbe
evidentemente portato ad un trionfo per i sostenitori dell'accessibilità e
costretto enti pubblici e aziende impegnate in servizi di interesse pubblico a
rivedere rapidamente la struttura e l'operatività di siti non accessibili la
cui realizzazione ha però spesso avuto costi elevati.In Italia polemiche
sull'accessibilità di questo tipo di siti ce ne sono state molte e in
particolare sul sito
Trenitalia delle Ferrovie dello Stato.
news 10
Non
violiamo la privacy, siamo inglesi - E'
ufficiale: i provider inglesi non sono diposti a conservare - a
disposizione della magistratura e degli investigatori - i dati dei propri
utenti come invece pretenderebbero le autorita’ governative. L’11
Settembre ha avuto i suoi riflessi anche in Gran Bretagna ed il governo ha
emanato un regolamento in base al quale gli ISP (Internet Service
Provider) dovrebbero conservare a lungo tutti i dati degli utenti, le
e-mail inviate e le altre transazioni effettuate tramite internet, nonostante
questa richiesta sia nettamente in contrasto con quanto auspicato dai garanti
europei. L’ISPA ha cosi’ presentato una protesta formale, facendo presente
che conservare i dati puo’ essere pericoloso per la privacy dei cittadini e
non servira’ a fermare il terrorismo.(Fonte:
newsletter InterntLaw 24/10/2002)
news 11
I
consumatori fanno causa a MicrosoftNon siamo per ora ai livelli di Philip Morris
ma a causa delle richieste di risarcimento anche Bill Gates potrebbe non dormire
sonni troppo tranquilli. Tutto e' partito da una recente sentenza del
giudice Paul Alvarado della Corte Superiore di San Francisco, che
autorizza i consumatori a rivalersi su Microsoft, per effetto del
prezzo eccessivo dei suoi prodotti. La condanna della casa di Redmond per
pratiche monopolistiche ha infatti accertato sia la violazione delle
regole di mercato sia prezzi fissati unilateralmente dall’unico
vendor, senza il vaglio di una sana concorrenza. Proprio per questo,
almeno in teoria, i consumatori possono chiedere a Microsoft il risarcimento per
il sovrapprezzo pagato rispetto all'ipotetico "prezzo di
mercato". In pratica 13 milioni di californiani ci stanno gia'
provando, e la richiesta di risarcimenti sfiora complessivamente due
miliardi di dollari.(Fonte:
newsletter InterntLaw 24/10/2002)
news 12
La
UE interviene contro il digital divide dell’e-commerce - La Commissione
europea ha lanciato un progetto speciale per ridurre le differenze di diffusione
dell’e-commerce sul territorio europeo.Il progetto, che prevede un
investimento di 4,5 milioni di euro, si intitola e-Minder, che sta per
Electronic Commerce Leveraging Network for Developing European Regions. L’idea
e’ ridurre alcuni gap molto significativi tra le regioni piu’ forti e quelle
piu’ deboli nel settore delle vendite on line, sia a livello business che
consumer.Il progetto e’ fondato nell’ambito del programma IST (per la
societa’ dell’informazione) della Commissione. E’ finalizzato soprattutto
a interventi di formazione e aggiornamento nel mondo delle piccole e medie
imprese, dove l’arretratezza tecnologica si sente di piu’.Nell’ambito del
progetto saranno sviluppate anche delle agevolazioni specifiche per
l’implementazione dell’e-commerce nelle aziende che hanno sede in
particolari aree geografiche. Un ruolo pilota nella gestione del progetto
sara’ svolto da tre regioni tra le meno all’avanguardia (Cipro, la Galicia
in Spagna e la regione Pomerania in Polonia) (Fonte: newsletter B2CNews del
24/10/2002).
news 13
Chiesto più ICT in
Finanziaria - Lo vuole il Forum delle
opposizioni sull'innovazione tecnologica proponendo alcuni emendamenti mirati.
Dai 75 euro per il wi-fi al credito ai 18enni Fonte Puntoinformatico 24/10/02 http://punto-informatico.it/p.asp?i=41895
Adozione del software libero e open source nella pubblica amministrazione e
nella scuola, istituzione della carta di credito formativa per i 18enni,
istituzione di un fondo per la lotta al digital divide, credito di imposta per
le aziende che cablano il territorio, inclusione del Wi-Fi (tecnologia che
permette di accedere ad Internet via radio) nel contributo di 75 Euro per le
nuove connessioni a larga banda. Sono questi
gli obiettivi più importanti degli emendamenti alla Finanziaria presentati dal
Forum delle opposizioni sull'innovazione tecnologica."I nostri emendamenti
- ha affermato il parlamentare diessino Pietro Folena, coordinatore del Forum -
cercano di spostare l'attenzione dalle promesse vuote di questa Finanziaria su
argomenti più tangibili. È fondamentale l'introduzione del software libero e
open source nella pubblica amministrazione poiché questo è l'unico metodo per
rendere realmente autonomi lo Stato e gli Enti locali, autonomi anche dai
monopoli del software".L'opposizione chiede poi un fondo contro il digital
divide e l'istituzione di una "una carta di credito garantita dallo Stato
per tutti i 18enni che vogliano intraprendere un percorso formativo sull'hi-tech,
così da offrire loro una possibilità di impiego qualificato". Una
proposta che era già stata approvata nella Finanziaria 2001."I nostri
emendamenti sono uno stimolo - ha concluso Folena - auspichiamo che governo e
maggioranza, e in particolare il ministro Stanca, vogliano prenderli in
considerazione".Gli emendamenti presentati sono:
14.7: Software libero nelle PP.AA.
14.8: Restrizione del programma sulla Carta di Identità elettronica al solo
indirizzo tecnologico
14.9: Istituzione della Carta di credito formativa
14.02: Fondo "Sapere Aperto" per il free software nelle scuole
14.01: Programma "lotta al digital divide"
44.02: estensione del contributo statale per le nuove connessioni a larga banda
44.023: credito di imposta per le aziende che cablano le città dell'Obiettivo 1
C.E.
* Fondazione Mps investira' 80 milioni in biotecnologie.
(ANSAweb) - SIENA, 19 OTT - La Fondazione Monte dei Paschi di
Siena investira' 80 milioni di euro nelle biotecnologie.
Il Consiglio di amministrazione ha esteso infatti al 2006 il
piano strategico approvato nel giugno dello scorso anno.
La notizia e' stata resa nota in occasione
dell'inaugurazione del primo lotto dei laboratori
Sienabiotech, la societa' strumentale della Fondazione Mps
nel settore delle biotecnologie.
La strategia di ricerca di Sienabiotech prevede la creazione
di diverse piattaforme tecnologiche avanzate per supportare
completamente il processo di ricerca, dalla scelta delle
malattie e la identificazione dei geni (o dei meccanismi)
responsabili della malattia, fino alla verifica del profilo
del farmaco prototipo nel paziente. In 400 metri quadrati
all' interno del Campus Chiron sono stati ricavati i
laboratori di bioinformatica, proteomica e neurobiologia,
oltre agli uffici per i ricercatori ed il personale
amministrativo. Nella struttura lavorano gia' 17 persone.
Entro il 2006 la forza lavoro raggiungera' le 150 unita'.
(ANSAweb).
news 15
Azienda USA condannata a
pagare 100.000 dollari di multa per spam - Negli
Stati Uniti la battaglia contro l' e-mail spazzatura passa anche attraverso le
vie giudiziarie e la notizia di una mega multa per spam ha fatto esultare i
consumatori d’oltreoceano.Il problema principale nella guerra allo spam e’
individuare i soggetti che inviano le e-mail pubblicitarie non richieste. Spesso
si tratta di iniziative imprenditoriali poco serie che
cambiano automaticamente, grazie a motori software, mittente e indirizzi
internet per aggirare i filtri anti-spam. Poche le aziende rintracciabili che
fanno spamming e quelle poche quando accade sono sorprese sul fatto possono
vedersela brutta.Così una azienda americana e’ stata condannata dal tribunale
di Seattle a pagare una multa di 100.000 dollari per aver intasato la posta di
20.000 americani con altrettante e-mail. In pratica 5 dollari per ciascuna
e-mail ! A esultare sono anche (o soprattutto) i provider, che piu’
risentono economicamente dello spam, pagandone gli alti costi di gestione.
[Fonte: B2CNews del 31/10/2002]
news 16
AOL deve svelare il nome
di un utente- Il provider avrebbe voluto evitarlo, sostenendo che il
Primo Emendamento garantisce il diritto ad esprimersi in modo anonimo. Ma perde
l'importante caso giudiziario Fonte: PuntoInformatico 06/11/02 - News
-
Roma - "Siamo ovviamente rammaricati per la sentenza. AOL ritiene che in
questo caso siano in gioco questioni da Primo Emendamento e quindi vedremo se
procedere con le nostre azioni legali". Così il più importante provider
americano, America Online, ha
reagito alla decisione della Corte Suprema dello stato della Virginia che le
impedisce di mantenere segreta l'identità di un proprio utente.
Un'azienda, la Nam Tai Electronics, aveva richiesto che un tribunale
locale imponesse ad AOL di svelare l'identità di un utente, uno di quelli che
su un newsgroup ha pubblicato opinioni sulla Nam Tai ritenute da quest'ultima
diffamanti.Secondo AOL il Primo Emendamento garantisce il diritto del cittadino
americano a parlare sotto garanzia di anonimato e il provider si è dunque
opposto alla richiesta della Nam Tai portando alla fine il caso dinanzi alla
massima corte dello stato.La decisione in Virginia è particolarmente rilevante,
come ha spiegato anche David Sobel dell'Electronic
Privacy Information Center, in quanto attualmente le leggi su questo fronte
sono lacunose e dunque ogni sentenza di alto livello è destinata a "fare
giurisprudenza". Il fatto poi che la sentenza sia giunta nello stato in cui
AOL ha sede legale rende il tutto ancora più significativo.Va detto che già in
passato altri grandi provider, celebre il
caso di Verizon contro RIAA, avevano inutilmente tentato di proteggere con
argomentazioni simili l'identità dei propri utenti impegnati in attività
online ritenute illecite o, come in questo caso, diffamanti.
news 17
Il diritto di restare opachi -
Contro una vita trasparente, spiata dalle telecamere a circuito chiuso, si
formano i gruppi di autodifesa della privacy. Che organizzano sit-in e
spettacoli teatrali davanti agli obiettivi della sorveglianza
di Giancarlo Sturloni" - Fonte Espresso on line http://www.espressonline.it/ESW_stampa_articolo/1,2400,39048,00.html
Ormai sono dappertutto. E ci spiano, giorno e notte, in barba al diritto di privacy. Sono centinaia le telecamere di sorveglianza installate in ogni angolo delle nostre città, e il loro numero continua ad aumentare. E così a Manhattan, una delle aree urbane a più alta densità di occhi indiscreti, ma anche in Italia, a Bologna, si formano i primi gruppi di autodifesa. Nella convinzione che «una società più controllata non sia affatto una società più sicura, ma soltanto una società meno libera». Fra chi ha deciso di fare resistenza attiva, i più originali sono forse i Surveillance Camera Players, un collettivo di artisti di strada newyorchesi che usano le telecamere di sorveglianza come strumento di sensibilizzazione sociale. Davanti all’obiettivo inscenano brevi rappresentazioni teatrali, talvolta tratte da opere letterarie, più spesso direttamente ispirate al tema del videocontrollo. In questo modo attirano l’attenzione dei passanti, invitandoli a prendere coscienza del fatto che la nostra vita quotidiana si svolge ormai su un palcoscenico urbano circondato da telecamere a circuito chiuso. Il fondatore dei Surveillance Camera Players si chiama Bill Brown, ha 44 anni, fa l’avvocato, e si definisce «una persona qualunque, che vuole solo capire cosa sta succedendo alla città in cui è nato e che più ama». Da tempo esplora i quartieri di Manhattan a caccia di occhi elettronici. Li cataloga, li suddivide per tipologia, cerca di risalire ai proprietari. E talvolta organizza vere e proprie visite guidate in cui turisti e abitanti della Grande Mela sono incoraggiati a scoprire le zone più monitorate della città. Dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre, le misure di controllo si sono moltiplicate. Ma quelli come Brown rifiutano l’idea che la nostra sicurezza sia proporzionale al numero di telecamere: «Al Word Trade Center ce n’erano così tante che non sono nemmeno riuscito a contarle: a cosa sono servite?». «Noi non siamo disposti a rinunciare ai nostri diritti civili in cambio di una promessa di sicurezza - proclama Brown – noi vogliamo globalizzare il diritto alla privacy, e vivere liberi dal controllo della trasparenza>=. Il riferimento è al Panopticon, la prigione perfetta teorizzata dal filosofo inglese Jeremy Bentham nel 1785: interamente fatta di celle trasparenti, avrebbe permesso a un solo secondino di sorvegliare tutti i detenuti da una torre centrale, senza essere visto. Un luogo capace di annientare ogni momento privato, "per imprigionare non solo il corpo, ma anche l’anima", avrebbe scritto più tardi il filosofo francese Michel Foucault. E temendo che una società ipercontrollata possa diventare una prigione trasparente, Brown promuove l’idea che "restare opachi è un diritto". Da alcuni mesi una cellula del gruppo newyorchese è attiva anche in Italia, a Bologna. Sul sito ufficiale gli attivisti italiani denunciano che anche le nostre città sono ormai soffocate dalle videocamere di sorveglianza, che spesso appartengono a privati ma hanno l’obiettivo costantemente puntato su spazi pubblici. «A Bologna, in pochi metri, se ne possono contare centinaia», raccontano gli attivisti che, come i colleghi americani, usano la propria immagine per disintegrare il mito secondo cui solo chi ha qualcosa da nascondere si oppone al videocontrollo. Per questo tutte le performance sono disponibili anche online. Forse i Surveillance Camera Players combattono contro i mulini a vento, ma iniziative analoghe si stanno moltiplicando. A Pittsburgh, negli Usa, ha sede un collettivo di artisti e ingegneri che promuove vere e proprie strategie di contro-sorveglianza. L’ultimo progetto si chiama iSee e permette, grazie a una serie di mappe interattive liberamente consultabili in rete, di pianificare una passeggiata per Manhattan al riparo da occhi indiscreti: basta digitare punto di partenza e quello di arrivo, e il software suggerirà l’itinerario meno videocontrollato. Il progetto iSee, esposto al New Museum di New York, è stato presentato anche in Italia, in occasione del Digital-is not-analog.2002 Festival, a Campobasso dal 24 al 26 ottobre scorsi (http://www.d-i-n-a.net).
Fonte: sito unonet.it -
sistemi per comunicare
Il governo americano mette l'ICANN in
libertà vigilata
- Il dipartimento
americano del Commercio ha deciso di dare all'ICANN ancora un anno di tempo per
migliorare le proprie funzioni, continuando a occuparsi della gestione del nomi
di dominio di Internet a cura di Raffaella Scalisi [11/11/02] Nancy Victory,
direttrice dell'Amministrazione nazionale americana delle telecomunicazioni e
dell'informazione, si è detta delusa dall'azione fino ad oggi compiuta
dall'Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, ma che il governo
americano ha deciso di dargli ancora un anno di tempo per portare a compimento
le riforme avviate quest'anno.Il dipartimento del Commercio sorveglierà
strettamente l'ICANN durante il prossimo anno, per assicurarsi che svolga il suo
compito in modo corretto e non oltrepassi le sue competenze. L'amministrazione
americana vuole chiedere all'ICANN di rendere conto ogni trimestre della sua
attività e di presentare prima della fine dell'anno un progetto di
miglioramento della sicurezza del sistema dei nomi di dominio.Il presidente
dell'ICANN Stuart Lynn, si è dichiarato soddisfatto dell'accordo concluso con
il dipartimento del Commercio. "La cooperazione e il continuo sostegno del
dipartimento del Commercio – ha dichiarato – permetteranno all'ICANN di
continuare nel suo processo di riforma e di riprendere la marcia verso i suoi
obiettivi".L'ICANN, creato nell'ottobre del 1998, è una società di
diritto privato americana senza fini di lucro, indipendente dal governo degli
Stati Uniti. Ha il compito di coordinare gli indirizzi IP (Internet Protocol), i
nomi di dominio e i protocolli Internet che permettono di trasformare i numeri
di un indirizzo IP nel nome di dominio di un sito.
news19
Oggetti curiosi per i cybernauti
Alcuni simpatici gadget per agevolare il lavoro che quotidianamente svolgiamo
seduti davanti al Pc. Qualche esempio? La penna da dito, il mouse con il
telefono incorporato, lo specchietto retrovisore per monitor... e molto altro.[ZEUS
News - www.zeusnews.it - L'occhio
di Zeus, 08-11-2002] -
Il mouse con telefono incorporato, la penna da dito, lo specchietto retrovisore per monitor sono gli oggetti più interessanti che si possono trovare in vendita su un noto sito di commercio elettronico specializzato nei gadget più assurdi. Vediamoli in particolare. Una cliccata che riduce in maniera esponenziale le contorsioni e abolisce le affannose ricerche del telefono. Questo mouse infatti può averne uno incorporato e consentirci agilmente di rispondere. L'apparecchio telefonico inserito nel mouse è omologato e compatibile con la rete nazionale, dotato del tasto redial e della funzione flash che permette di mettere in attesa e trasferire le telefonate. Infine ha una cuffia auricolare con mini-microfono che consente di lasciare le mani libere. La connessione telefonica avviene direttamente alla presa o attraverso il jack del modem.La penna da dito poi è utile per chi voglia lavorare al computer e prendere appunti economizzando il tempo a sua disposizione. Non deve essere impugnata ma si infila sull'indice tramite una piccola tasca fatta di materiale morbido al tatto.Lo specchietto retrovisore per monitor infine è quello che sembra essere il gadget preferito dai cybernauti incalliti. Si applica allo spigolo del monitor ed è un vero supporto "antispia". Chi cerca di sbirciare alle nostre spalle non può più farlo perché viene immediatamente segnalato. Ci si diverte con poco tra l'altro, perché l'oggetto costa solo 3 euro e 90 centesimi.E non è finita qui: facendo un giro sul sito si possono trovare altri gadget simpatici come il caricabatterie per cellulari ad energia solare o l'orsetto per vivacizzare il monitor, ma anche oggetti realmente utili come un miniaspirapolvere per la tastiera o un portaCD con saracinesca e chiusura di sicurezza.Gli oggetti sono creativi, i prezzi modici: speriamo che la qualità non si risparmi! Adesso poi si avvicina il periodo natalizio... Altre curiose novità oltre a queste (e non solo per le esigenze dei cybernauti ma per una vasta gamma di consumatori), aspettano di essere scoperte.
news20
Avrà il delicatissimo
ruolo di sostenere i progetti di e-government nelle Province. Si parla anche di
customer satisfaction...
Comitato per l'e-gov nelle Province italiane - Fonte Punto Informatico 13/11/02
- News -
Milano - Firmato dal Ministro per l'innovazione e le tecnologie, Lucio Stanca, e
dal Presidente dell'Unione delle Province d'Italia, Lorenzo Ria, il
"Protocollo di intesa per l'istituzione del Comitato permanente per
l'innovazione e le tecnologie". Si tratta di un protocollo che ha per
finalità, secondo una nota diffusa ieri:
- promozione dello sviluppo della Società dell'informazione e delle nuove
tecnologie nelle province e nei loro territori;
- agevolare la partecipazione delle Province alla definizione degli indirizzi,
degli standard e dei principali progetti promossi dal Ministro;
- sostenere le iniziative delle Province in materia di e-government;
- promuovere la partecipazione delle Province al VI° programma quadro,
verificare l'evoluzione dei piani e dei servizi di e-government, anche sul piano
della customer satisfaction. La firma del Protocollo arriva a brevissima
distanza dall'approvazione
di centinaia di progetti di e-government che rientrano nel Piano d'azione
formulato dal Ministero.
"I dati elaborati dall'UPI e dal FORMEZ, in collaborazione con il
Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie - afferma la nota del Ministero -
confermano la grande partecipazione delle Province (99 su 100), lo sforzo di
coordinamento progettuale (51 province su cento hanno avuto il ruolo di ente
coordinatore), la capacità di promuovere progetti con una forte valenza di
cooperazione istituzionale (sono stati coinvolti 1783 Comuni ai progetti delle
Province, spesso di piccola dimensione). Sono stati finanziati 30 progetti delle
Province (su un totale di 138) con un finanziamento complessivo di oltre 20
milioni di euro (circa il 22% del totale dell'avviso)".
news21
di Adele Chiodi - Le scelte della massima corte americana finiranno per
influenzare tutti. Ci vorranno mesi ma, alla fine, si saprà se installare
filtri antiweb nelle biblioteche significa ledere i diritti di qualcuno
Filtri web davanti alla Corte Suprema - Url di questa notizia: http://punto-informatico.it/p.asp?i=42133&p=1
13/11/02 - Commenti -
Roma - La legislazione statunitense in materia è ricattatoria: alle biblioteche
che offrono postazioni internet e non installano filtri contro certi materiali
che si trovano sulla rete non vengono erogati fondi federali. Una normativa, il
"CIPA", che ha suscitato ampie proteste e che sa molto di
"cappio" stretto attorno al collo dei bibliotecari americani. A
valutare la questione, a decidere
cioè se la legge firmata nel 2000 dall'allora presidente Bill Clinton sia
costituzionale o meno, sarà la Corte Suprema degli Stati Uniti che in queste
ore ha fatto sapere di aver deciso di occuparsene. Il caso è arrivato in quella
sede perché un tribunale federale di Philadelphia ha
già sentenziato che la normativa viola il Primo Emendamento, cioè i
diritti alla libera espressione dei frequentatori delle biblioteche che da lì
si connettono ad internet. Non solo, viene ritenuto inaccettabile che i gestori
delle biblioteche non possano in autonomia decidere se e come imporre dei
filtri. Queste erano peraltro la tesi degli oppositori della legge, in primis
dell'Associazione per i diritti civili ACLU.
Va detto che fino a questo momento alla prova dei fatti, in tribunale, i filtri
automatici che dovrebbero impedire l'accesso a siti pornografici e ad altri
materiali considerati inadatti per i minori hanno dimostrato di non saper fare
davvero il proprio lavoro. Capita infatti con una certa frequenza che non siano
filtrati siti a luci più che rosse o che sia bloccato l'accesso a spazi web del
tutto innocenti. Per le biblioteche, visti i dindi in gioco, il caso è
senz'altro di primo interesse. Ma val la pena sottolineare che se si vuole
raggiungere pornografia in rete, o altri materiali "offensivi per i
minori", non basta davvero impedire l'accesso al web. Basta possedere una
casella di posta elettronica qualunque, infatti, per iscriversi a migliaia di
mailing list nelle quali si scambiano immagini e testi su qualsiasi argomento,
anche quelli più scabrosi per la morale a stelle e strisce. Non parliamo poi
dei newsgroup. Ci vorranno dei mesi per sapere se l'Alta Corte statunitense
giudica incostituzionale il CIPA e se questa legge effettivamente viola i
diritti di qualcuno. Sono mesi in cui terremo il fiato sospeso, perché è
inutile illudersi: come sempre più spesso accade, le decisioni prese
oltreoceano sono destinate a impattare pesantemente anche su quelle assunte qui
da noi. Visto che proprio noi, per il momento, evitiamo accuratamente di fermare
con leggi libertarie e garantiste i nuovi pericolosi venti di censura che sempre
più minacciosi spirano da Occidente. Adele
Chiodi
*************************************************
Lo affermano i giudici di Philadelphia che per questo motivo bocciano la
legge che due anni fa fu firmata da Clinton. Il CIPA è incostituzionale
Impossibile creare software filtro per il Net - Url di questa notizia: http://punto-informatico.it/p.asp?i=40390&p=1
03/06/02 - News -
Roma - Un'ottima notizia per i sostenitori della rete libera e della libertà di
accesso è arrivata nelle scorse ore da Philadelphia, dove una corte speciale di
tre giudici ha bocciato il terzo tentativo del Congresso americano di far
passare una legge che imponga filtri nell'uso della Rete.
Secondo la Corte non è lecito che il "Children's Internet Protection Act"
imponga alle biblioteche americane di installare sistemi di filtraggio che
possono bloccare l'accesso anche a siti web importanti e di studio e non
riescano invece a bloccare integralmente la pornografia in rete come si
prefiggono.
I giudici hanno dunque stabilito che il CIPA è una legge contraria al Primo
Emendamento della Costituzione americana, quello che protegge la libertà di
espressione e che è stato più volte richiamato dalle associazioni che, come la
ACLU, hanno più volte chiesto
la bocciatura di questa normativa e delle altre due leggi che l'hanno preceduta
(vedi anche Random048/
Filtri e Tabù).
Il CIPA fu firmato un paio d'anni fa dall'allora presidente americano Bill
Clinton e di fatto lega l'installazione di software filtro alla possibilità per
le biblioteche di ottenere fondi pubblici per l'acquisto di computer e la
predisposizione di postazioni di accesso alla rete.
Secondo i giudici, che hanno testato ampiamente i software di filtraggio, la
situazione è tale che "oggi è impossibile, data la dimensione della rete,
la velocità della sua crescita e dei suoi cambiamenti, anche nell'architettura,
e dato lo stato attuale dei sistemi di classificazione, sviluppare un filtro che
impedisca del tutto l'accesso ad una certa quantità di contenuti".
news22
DIRITTODAUTORE.IT NEWS - 7 novembre 2002 - Sony fa causa al partito Democratico
Cristiano tedesco per la violazione del diritto d’autore - Il partito
Democratico Cristiano tedesco ha di recente utilizzato il brano tormentone delle
Las Ketchup sul proprio sito web per mettere in ridicolo il governo, e per
questo motivo si trova ora ad affrontare un’azione legale contro la Sony. La
homepage del partito riporta il cancelliere Gerhard Schroeder nei panni del
"Baron von Muenchhausen" - famoso personaggio menzognero di una saga
tedesca - e l’affermazione di quest’ultimo secondo cui le tasse non
dovrebbero subire aumenti ha come sottofondo la canzone delle Las Ketchup dal
titolo "Asereje". Il fatto che gli utenti possano così scaricare il
brano da Internet con il testo in tedesco è considerata da Sony una perfetta
violazione dei diritti d’autore, non avendo il partito alcun diritto di
utilizzare il pezzo sul proprio sito.
Lo stesso Capo della Sony tedesca Balthasar Schramm ha ammesso la propria
perplessità di fronte all’illecito comportamento del partito, definendo una
grave mancanza di rispetto quella dimostrata dallo stesso nei confronti della
proprietà intellettuale.
La pagina web incriminata è stata ora rimossa. (Simona Leo)
news23
DIRITTODAUTORE.IT NEWS - 5 novembre 2002 - Seconda importante vittoria
dell'industria discografica nel caso Aimster
Una Corte distrettuale americana ha emanato un'ordinanza preliminare molto
significativa contro Aimster, un sito che permette la condivisione di file in
Rete. La decisione della Corte fa seguito ad una precedente decisione del 4
settembre scorso, con la quale venne accolta una richiesta di ordinanza
preliminare presentata dalle industrie discografiche. In quell'occasione, la
Corte descrisse il sistema Aimster come "un servizio la cui autentica
ragion d'essere sembra consistere nel facilitare la violazione del copyright su
larga scala". La Corte ha richiesto alle parti proposte di stesura
dell'ordinanza. La parte convenuta, respingendo la proposta delle industrie
discografiche e degli editori musicali, ha sostenuto che è impossibile opporre
un filtro alle registrazioni contraffatte. La Corte, tuttavia, ha adottato in
pieno la proposta di ordinanza presentata dalle parti attrici: Marvin Asper,
giudice del distretto settentrionale dell'Illinois, ha ordinato ad Aimster
l'adozione delle tecnologie di filtraggio attualmente disponibili, in modo da
non violare né direttamente né indirettamente i diritti d'autore sulle opere
di cui il sito si occupa. Grande soddisfazione per questa decisione ha espresso
Cary Sherman, presidente della RIAA: "Come il giudice Aspen ha messo in
luce nella sua ordinanza, la tecnologia di filtraggio delle opere protette da
copyright esiste e dovrebbere essere utilizzata. Gli altri network peer-to-peer
dovrebbero prendere nota di tale decisione. Tutte le altre società coinvolte
nel traffico illecito di opere protette da copyright dovrebbero inoltre
avvantaggiarsi di queste tecnologie e prevenire il commercio illegale di opere
protette sui loro sistemi". Fra gli altri punti, l'ordinanza della Corte ha
posto in evidenza le seguenti questioni:
"Aimster deve immediatamente impedire ai suoi utenti di caricare e
scaricare opere protette da copyright oppure deve bloccare tali operazioni il più
possibile. Aimster deve impiegare misure tecnologiche per prevenire la
violazione di copyright. Aimster deve tenere al corrente la Corte delle misure
prese per evitare la violazione".
news24
Un progetto per l'e-government. Uno dei
progetti e-government piu' interessanti, tra i 138 approvati a fine ottobre dal
Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie, e' "Panta Rei: La
comunicazione digitale nell'Ente e fra Enti. I flussi documentali e la gestione
dei processi. La rete degli Sportelli Unici. La rete degli Urp", coordinato
dalla Provincia di Bologna e secondo nella categoria dei progetti
infrastrutturali. Obiettivi di Panta Rei sono: potenziare l'infrastruttura di
rete provinciale esistente ed implementare nuove tecnologie e servizi per la
comunicazione digitale e lo svolgimento on line dei procedimenti amministrativi;
favorire la crescita di Sportelli Virtuali per l'Impresa; estendere i servizi
generali e specifici alla rete degli Urp degli Enti. Con questo progetto si
realizza, dunque, un network fra Pubbliche Amministrazioni, in cui i Comuni si
raggruppano nell'ambito delle Province e le Province nell'ambito delle Regioni.
In ogni territorio si realizza una rete documentale comune e le diverse reti si
possono connettere fra loro grazie ad una piattaforma unitaria. Fonte [PubblicA7 N.18 del 15/11/2002]