Open source e GPL
In un nuovo attacco alla licenza GPL e al free software, il CTO Microsoft
ammette il suo odio viscerale per tutto ciò che sa di free. Ma non
nasconde il suo amore per l'open source
Mundie: l'open source passi, la GPL crepi
Shared è meglio di Open (pagina 2 di 2)
Mundie ha ribadito che "Microsoft ama l'open source e non ha nessun problema
con tale
concetto". E la dimostrazione, secondo il boss dell'azienda, sarebbe data
dalla continua
espansione dell'iniziativa Shared Source, una strategia che vede il colosso
di Redmond
condividere i sorgenti di alcuni suoi prodotti con una cerchia selezionata
di partner, clienti ed
istituti accademici. Fermo restando quell'inviolabile principio del
big di Redmond che recita: "Guardare ma non
toccare".
Ma se per Microsoft questo basta e avanza per considerarsi "amica",
o addirittura "amante", della filosofia open
source, per quella comunità di persone che si rifà a
questo modello di sviluppo la Shared Source Initiative è solo
un tentativo maldestro di Microsoft per fronteggiare il crescere del
software open source e di Linux in particolare.
Lo scorso anno Eryc Raymond, celebre guru della comunità open
source, in risposta alle accuse che Ballmer
formulò contro la GPL, affermò che se si deve parlare
di una licenza "virale", allora il dito va puntato sulla Shared
Source di Microsoft.
"Shared source - scriveva - è il virus definitivo. La GPL, che
lascia il vostro cervello autonomo e non può infettare
il vostro codice finché voi non decidiate deliberatamente di
incorporarvi codice GPL o link ad esso, è un innocente
simbionte in confronto. Essa realmente vi protegge, perché vi
garantisce il diritto di ridistribuire e riusare il codice
che voi vedete. E così... Chi è "virale" adesso?".
Ma se davvero stanno così le cose Mundie e soci non sembrano
assolutamente disponibili ad essere convinti da
queste argomentazioni, ed anzi ritengono che quella licenza che aggredisce
il loro business somigli effettivamente
a un virus. Un virus che, a parere di Microsoft, potrebbe far ammalare
l'intero mercato.
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1. Open
è meglio di Free
2. Shared
è meglio di Open
n un nuovo attacco alla licenza GPL e al free software, il CTO Microsoft
ammette il suo odio viscerale per tutto ciò che sa di free. Ma non
nasconde il suo amore per l'open source
Mundie: l'open source passi, la GPL crepi
Open è meglio di Free (pagina 1 di 2)
07/03/02 - News - Sydney (Australia) - In una lunga intervista rilasciata
di recente al quotidiano
australiano The Australian, Craig Mundie, chief technical officer di Microsoft,
si è nuovamente
scagliato contro la licenza GPL definendola "priva di alcun valore".
Come si ricorderà, lo scorso anno la filosofia del free software
fu duramente attaccata da un manipolo di dirigenti
del big di Redmond, fra cui Bill Gates, che etichettò la GPL
come "un semplice mito"; Steve Ballmer, che definì
l'open source "comunista"; Doug Miller, che profetizzò la rapida
morte di Linux; Jim Allchin, che dichiarò Linux
"anti americano"; ed infine lo stesso Mundie, che definì il
free software "non competitivo".
Questa volta Mundie, a differenza di quanto spesso hanno fatto i portavoce
di Microsoft, sembra aver posto
particolare attenzione nel ben discriminare fra "open source" e "GPL/free
software", tanto da arrivare persino ad
ammettere di "amare l'open source".
Mundie ritiene che aziende come Red Hat e SuSE non potranno reggersi
in piedi ancora a lungo se continueranno
"a regalare" il proprio software, e ha poi ribadito un concetto assai
caro a Microsoft: "Solo vendendo il proprio
software è possibile ottenere il denaro necessario da reinvestire
nella ricerca e sviluppo". Dunque, secondo
Mundie, solo i produttori di software commerciale avranno la capacità
e le risorse per portare avanti l'innovazione
tecnologica in questo settore.
"Le aziende che stanno adottando lo schema di licenza GPL - ha spiegato
Mundie - sono aziende che non hanno
un modello di business sostenibile, almeno non se si presentano come
aziende di software".
Mundie ha poi affermato che la gente non ha compreso a pieno la differenza
fra la filosofia della GPL, e dunque
del free software, e quella dell'open source.
"La comunità - ha detto Mundie - tende a considerarle alla stessa
stregua, ma non c'è relazione fra i dimostrati
vantaggi del modello di sviluppo open source e quello che la fondazione
del free software sta tentando di
realizzare con la GPL".
"La GPL - ha continuato il boss di Microsoft - è essenzialmente
il tentativo di dar vita ad una comunità chiusa di
persone che sono vincolate alla condivisione dei sorgenti e alla distribuzione
gratuita dei diritti: due fattori che
rendono impossibile far nascere un'attività commerciale attorno
ad un prodotto software, a meno che non si tratti
di business tangenziali".
Mundie sembra dunque implicitamente considerare "business tangenziali",
e dunque non direttamente connessi
alla vendita del software, quei servizi di supporto e consulenza che
in genere costituiscono l'unica forma di introito
per le aziende che operano nel settore del free software.