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della Privacy -
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Dai Garanti europei
le prime regole per Internet 14 Maggio 2001
GARANZIE MINIME PER GLI
UTENTI DI INTERNET. LA RACCOMANDAZIONE DEI GARANTI EUROPEI PER LA RACCOLTA DI
DATI PERSONALI ONLINE
Arrivano le prime regole
specifiche per il cyberspazio. Il 17 maggio le autorità per la protezione dei
dati dell’Unione europea, presiedute da Stefano Rodotà, hanno adottato una
Raccomandazione, indirizzata al Consiglio d’Europa, alla Commissione, al Parlamento
europeo ed agli Stati membri, che fissa alcuni requisiti minimi per la raccolta
di dati personali online.
La Raccomandazione nasce
dall’esigenza di fornire indicazioni concrete sia agli operatori del settore
responsabili del trattamento di dati personali nell’ambito di siti web (i
"titolari", secondo la definizione della Direttiva) sia ai singoli
cittadini; essa è rivolta anche agli enti che intendono creare un "bollino
di qualità" che certifichi la rispondenza delle procedure di trattamento
utilizzate alle direttive dell’UE in materia.
L'aspetto significativo
risiede anzitutto nella distinzione tra un primo gruppo di notizie che ciascun
sito deve fornire a tutti i visitatori, in modo snello e visibile, e un nucleo
più articolato di informazioni che il sito può fornire in altre pagine web
evidenziando l'intera privacy policy del sito stesso.
Le indicazioni riguardano,
in particolare, le modalità, i tempi e la natura delle informazioni che i
titolari devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web,
indipendentemente dagli scopi del collegamento. I Garanti sottolineano che i
requisiti indicati sono un nucleo "minimo" e che potranno essere
integrati, in futuro, da ulteriori raccomandazioni di natura più specifica (ad
esempio, per quanto riguarda il trattamento di dati "sensibili" o
relativi a minori, oppure i trattamenti per scopi di natura sanitaria).
La Raccomandazione si
applica a tutti i trattamenti effettuati da titolari che siano stabiliti in uno
degli Stati dell’UE, oppure che non siano stabiliti nell’UE ma utilizzino, ai
fini del trattamento, apparecchiature o dispositivi situati sul territorio di
uno Stato membro dell’UE - secondo quanto prevede la direttiva
95/46/CE in materia di protezione dei dati personali.
I Garanti raccomandano
pertanto:
1.
di
fornire preventivamente a chiunque si colleghi ad un sito web che preveda la
raccolta di dati personali le informazioni indicate nella direttiva: identità e indirizzo (elettronico
o meno) del titolare, finalità del trattamento, obbligatorietà delle
informazioni richieste all’utente (vi possono essere dati necessari per fornire
un servizio richiesto da un utente, mentre altri sono opzionali), modalità per
esercitare i diritti di accesso, rettifica, cancellazione, opposizione al
trattamento, destinatari eventuali delle informazioni raccolte (e in tal caso
l’utente deve avere la possibilità di opporsi alla trasmissione dei suoi dati
ad altri soggetti, per scopi diversi da quelli per cui gli vengono richiesti
dal sito - ad esempio cliccando su una casella specifica), eventuale utilizzo
di procedure automatiche per la raccolta dei dati (è il caso, ad esempio, dei cookies),
misure di sicurezza adottate per garantire l’integrità e la riservatezza dei
dati richiesti;
2.
di
fornire le informazioni sopra elencate direttamente sul monitor del
singolo utente, prima che avvenga la raccolta dei
suoi dati, così da garantire che il trattamento avvenga in modo leale come
prescrive la direttiva; per farlo si può ricorrere alle varie possibilità messe
a disposizione dalla tecnologia attuale: finestre "a scomparsa",
caselle da cliccare, messaggi "pop-up". E’ opportuno inoltre che
sulla pagina di accoglienza del sito vi sia un’indicazione chiara e
comprensibile dell’esistenza di un’informativa sulla privacy (ad esempio
"Questo sito raccoglie e tratta dati personali che la riguardano. Per
ulteriori informazioni, clicchi qui");
3.
di
tenere presente che i titolari hanno anche altri obblighi
sanciti sempre dalla direttiva, oltre al dovere di informare
adeguatamente gli interessati. In particolare, è necessario che la
raccolta di dati personali sia necessaria per le finalità
specificate: pertanto, se l’obiettivo che il titolare si prefigge (fornire un
servizio, un’informazione, ecc.) può essere raggiunto senza elaborare dati
personali, questi non devono essere raccolti. Nella stessa ottica, si
sottolinea l’opportunità di favorire ed accettare l’impiego di pseudonimi
quando questi ultimi permettano comunque di svolgere determinate transazioni.
Inoltre, non devono essere raccolti più dati di quelli necessari per lo scopo
dichiarato (è il principio cosiddetto di "pertinenza"),
e i dati raccolti devono essere conservati solo per un periodo
giustificato dalle finalità del trattamento;
4.
di
non utilizzare indirizzi di posta elettronica ricavati da
"aree pubbliche" di Internet (ad esempio, gruppi di discussione) per
attività di marketing, nel caso in cui i diretti interessati non ne
sono stati informati; se invece gli interessati sono stati informati della
possibilità che i dati forniti in una sede determinata vengano utilizzati per
scopi di marketing diretto, e hanno avuto la possibilità di dare il proprio
consenso a questa forma di utilizzazione (magari cliccando online su una
casella apposita), in tal caso l’uso di indirizzi di e-mail per fini di
marketing è da ritenersi lecito. I titolari devono inoltre garantire che
l’utente abbia la possibilità di ritirare il consenso all’uso dei suoi dati per
fini commerciali.